Lugnano in Teverina è davvero uno dei borghi più belli d’Italia aldilà dell’appatenenza all’omonima associazione. Bello non solo per i palazzi, le varie chiese e la psosizione dominante, ma per l’atmosfera che si respira e la coesione degli abitanti. Prima un bel convegno sull’olio ci ha fatto scoprire tantissime cose che elencarle ci vorrebbe una pagina. Basti dire che hanno un museo all’aperto dell’olivo con oltre 300 olivi di specie diverse da tutto il mondo, che sono attivissimi sull’olio anche con il coinvolgimento degli altri comuni limitrofi con i quali portano avanti numerose iniziative, dalla maratona dell’olio, agli olivi della pace ed altro ancora. E poi a sera la magia della cena lungo al via in discesa dove un tempo c’erano le botteghe dei mestieri. Peccato solo che oggi sono quasi del tutto sparite, ma almeno in questo borgo si avverte che la qualità della vita è alta e viene quasi voglia di rimanere.
Viaggi&Territori
Davide Fedeli ben 15 anni fa aiutava a tirar su maiali selvatici al Parco delle Colline Metallifere delle Biancane, un parco minerario che vengono da tutto il mondo ma che gli italiani in larga parte ignorano, eppure è in Toscana! Ci forniva dei salumi da sballo, ma è durato poco, l’allevamento fu chiuso. Di tanto in tanto si faceva vivo con qualche sua estemporanea iniziativa: cena di caccia, ricette texmex ed altro ancora. E finalmente a Ferragosto è riuscito nell’impresa di rivitalizzare la piazzetta di Monterotondo Marittimo con un nuovo locale, semplicissimo, per ora vini del luogo o poco più (comunque Bolgheri non è lontana e Montalcino pure).Ma soprattutto alcuni ottimi salami, e i formaggi di Podere Paterno, altra eccellenza locale, i pecorini dei fratelli Tanda da non perdere!
Un agosto tranquillo di pane e formaggio, da mia sorella Teresa a Meribel, come dire pain de campagne e Beaufort (il formaggio d’alpeggio della Savoie), a Monterotondo Marittimo, pane di Lorenza e Comtè (portato dalla Francia, ma c’è anche un ottimo pecorino locale). In ambedue le località fresco e tanta pace, ringrazio sorella e Lorenza.

zucchine trombetta, in Francia non sanno nemmeno cosa siano

la chiesetta di Meribel

un locale

supermercato di Meribel

non male per i vini

il pane di Marie Blanchere

la scala nel bosco

animali fantastici a Monterotondo Marittimo

Ganache in giardino vigila

Ganache e il Gorilla

concerto sinfonico al Convento di Frassine

Festa a Monterotondo Marittimo

il lievito di Lorenza

il pane

le patate di Lorenza

L’Impunita

dedica a Lorenza di Franco Martinetti
Il Pellicano è uno dei simboli della migliore ospitalità italiana da tanti anni. Merito di una proprietà che ci ha sempre creduto ed investito con lungimiranza (e che tra l’altro comprende oltre al Pellicano la Posta Vecchia a Palo e da qualche mese anche il bel Mezzatorre di Ischia). E da sempre qui si è puntato sulla cucina anche quando per i resort prospicienti il mare non sembrava questo fosse una dei parametri distintivi. Qui sono passati fior di chef, a cominciare da Antonio Guida che ha lasciato il segno. Da oltre un anno è arrivato Michelino Gioia, prima alla Vecchia Posta ed altro ancora, e l’alto standard gastronomico rimane quindi assicurato. Nonostante la sua amicizia con Gianfranco Pascucci, quest’ultimo qui non era mai venuto, da qui l’idea di una cena a 4 mani e ringraziamo del gentile invito loro due e Michele Forasiepi il giovane e bravo direttore, già aiuto di Michael Levy (indimenticabile direttore dell’Eden di Roma). Una serata memorabile dove i due chef si sono alternati con grande successo. I piatti migliori? due a testa, subito alla grande Pascucci con due suoi piccoli capolavori ben noti: la spugna e il calamaro a fiore, e nella seconda parte Gioia con la pezzogna e il semplice ma efficace dessert. Una citazione d’obbligo per la piccola colazione, curata, non banale, con largo spazio al territorio e dove abbiamo perfino trovato i maritozzi di Roscioli.

cucina a 4, anzi 8 mani: Pascucci e GIoia con i loro sous chef Marco Laudato e Karim Ilali

l’affaccio sulla piccola baia

nel verde

i giardini intorno

salotto

una camera

accueil

discesa a mare

sugli scogli

il ristorante

il pane

la celebre spugna di mare di Pascucci

la spugna

calamari arrosto radici ed erbe di macchia di Pascucci

astice blu, pappa al pomodoro ricotta e levistico di Gioia

mare in plastica di Pascucci

farfalle fresche calamaretti canocchie e gallinacci di Gioia

pezzogna parmigiana e acqua pazza di Gioia

una grande parmigiana

sorbetto di ostrica

cremoso limone e menta

pasticceria

il dessert aperto

è notte

veramente notevole

dolci monoporzione

i formaggi

il saluto da parte dell’accoglienza
Florence Guyot è di Lione, per noi tra le città più belle e vivibili d’Europa, ama (e produce) champagne ed ama l’Italia. Come non volerne bene? Passando per Lione, un piacere quindi fermarci e passare alcune piacevoli ore insieme. Intramezzate da brindisi e terminate al Tetedoie (testa d’oca) nome del locale (bellissimo con grande panorama sulla città), e dello chef, bravo e allievo del grande Paul Bocuse.
L’Hotel Dieux era lo storico ospedale di Lione fin dal Medio Evo, ingrandito nei secoli scorsi, ha avuto un ruolo fondamentale durante le due guerre mondiali ed ha funzionato come ospedale fino al 2010. Negli ultimi due anni è stato convertito all’ospitalità (Hotel Intercontinentale) che al suo interno oltre ad un bel ristorante L’Epona, chef Mathieu Charrois, e il Bar sotto la cupola Soufflot. Altri spazi ospitano la Ville Gastronomique con negozi alimentari di alto livello e un altro bel ristorante: le Refectoire con il bravo chef Marcel Ravin





























Un progetto importante di un imprenditore illuminato e sicuramente facoltoso. La Chateau de la Gaude alla prima periferia di Aix molto degradato, mentre oggi (e i lavori non sono ancora terminati) già si apre ad un’ospitalità di prestigio. Ma non è solo il resort che è interessante quanto il parco dove spicca il bel giardino all’italiana con terrazzamenti di ampio respiro e il vigneto recuperato che già produce un ottimo rosato: la Mademoiselle. Molto bello anche il ristorante affidato allo chef Matthieu Dupuis Baumal e al bravissimo sommelier Alexandre Corret, già campione di Francia.
Un inizio di agosto speciale grazie ad un invito dell’amico collega Luigino Filippi: eccoci a La Femme, serata bollicine e che bollicine! tre champagne particolari con il secondo particolare e il terzo d’alta gamma. Ma la vera sorpresa è stata la cena di Roberto Rollino, che non vedevamo da anni (e a quei tempi era pure in un altro locale). Qui ha spazi ampi, un bistrò a bordo piscina e una bella terrazza panoramica. Si è circondato di giovani bravi, sia in sala (con Roberta Silvestri ci sono Alessia Guglieri e Luca Sciolla) sia in cucina con Jacopo Chieppa in giusta evidenza. Una cena scorrevole, elegante, con punte pregevoli come l’ottima focaccia, la pizza sardenaira (un piccolo boccone speciale), i soavi e fondenti calamaretti, il piccione (meglio dell’ombrina un po’ coperta dai finferli) e buono anche il dessert finale. Grazie Luigino e complimenti a Roberto.

in cucina

la piscina

i ragazzi di sala

la sala

la terrazza

con Roberto e Luigino

sfiziosità liguri

un buon inizio

gli stuzzichini iniziali

cozze e fagioli

pizza sardenaira

anguria e pepe rosa

uovo nocciola pere sedanorapa tartufo

tartelletta con tartara

pelle di pollo

pane e focaccia

bouquet vegetale estivo

uno champagne particolare

calamaretti in textura di granoturco

Ottimo

ombrina alla brace con finferli e pastinaca

da vicino

piccione e mosto

crème brulèee alla salvia

il vino passito

stroscia rivisitata


Roberto Rollino con Luigino Filippi
Ci è piaciuto subito quest’albergo così elegante, coccoloso, dove però il lusso non abbaglia e rimane discreto. Ci ha messo subito all’agio la simpatica Magadalena con i suoi cocktail e poi ci siamo seduti in una saletta, altrettanto bella e piaceovle come tutto il resto, con forse solo un paio di taovli di troppo. Il cibo è come l’ambiente: rassicurante, di assoluto confort, un pò piacione, un pò ridondante. Se in sala ci sono due tavoli in più, anche nei piatti c’è forse sempre qualcosa in più, ma è il cibo che comunque incontra i gusti della bella gente che frequenta il locale e crediamo che sia alla fine la cosa più importante. Le cose migliori: la passione che traspare dai ragazzi della brigata e, da un punto di vista gastronomico l’inzio e la fine della cena: l’elegante tartelletta di alici e i buoni dessert che dimostrano un’ottima mano nella pasticceria.

ingresso

adelaide

un piccolo albergo speciale

Gabriele Muro e Federico Sartucci

Toni Rossetti con Walter De Rosario e SImone Freda

i fiori

arredo classico elegante

il dehor

particolare dei tavoli

una saletta

camera da letto

siamo a palazzo borghese

difronte al circolo

un arredo curato in ogni angolo

lounge bar

nel dettaglio

la barlady Magdalena

i suoi cocktail: ottobrata romana, bellini, bollicine estive

gli stuzzichini

cipster di pesce

fritto napoletano

cannolo salmone e avocado

il buon pane

l’ottimo Franciacorta

tartelletta alici e peperoni verdi

calamaro arrosto provola e scarola

linguine mantecate ai ricci di mare con carpaccio di pezzognamenta capperi e limone candito

pesce azzurro, pakchoi, prezzemolo

altra vista

agnello cotto nel fieno, polpetta cacio e ova, manto alle erbe

brownie alla banana con banana caramellata, semifreddo e pralinato di noci pecan, cialda di pane

trasparenze estive con frutta

da vicino

pasticceria

gli chef

il buon servizio
Un locale un tempo famoso (Acquamatta) poi chiuso per lungo tempo. Ora riapre e le soprese non sono poche: il locale si è rinnovato con un arredo meno pretenzioso e ampolloso che lascia ammirare più compiutamente lo spettacolo dell’Arno e delle arcate del ponte. Un locale giovane, alla guida due fratelli poco più che trentenni Filippo in cucina e Lorenzo in sala, ed intorno a loro a complemento altri giovani ragazzi. Insomma è una bella premessa con anche un menù complessivamente giudizioso, con pochi piatti che si possono scegliere singolarmente o in due percorsi suggeriti a 68 euro (6 portate) e 55 euro (4 Lo chef, Filippo, come dicevamo è ancora giovane e vanta alcune esperienze significative, come Gaetano Trovato ed Emanuele Mazzella e anche il fratello Lorenzo in sala non è da meno: Ora d’Aria, Palagio e miglior sommelier d’Italia 2014. Insomma un team formidabile e le aspettative non sono poche, e proprio per questo (e per i 40° all’esterno) abbiamo avuto qualche perplessità: piatti un pò troppo costruiti e pesanti per l’aria calda che si respirava. Però i ragazzi sono bravi, le basi ce l’hanno e di sicuro ci convinceranno ancora di più, quando qui ritorneremo, come la seconda parte del pranzo (secondi e dessert) molto meglio della prima (antipasti e primi) lascia prevedere.

La bella sala

vista sull’Arno

e sul ponte

ingresso

Il menù

accoglienza

area bar

i tavoli

i grissini e le streghe

il pane

il vino

mazzancolle con animelle gambero rosso crudo zenzero cetrioli e yogurt greco

baccalà con ceci rosa sesamo, aglio nero, insalata di fagiolini verdi e taccole

da vicino

risotto allo zafferano pecorino di fossa briciole di cipolla rossa, lime

ravioli di stinco di maiale con melanzane pistacchi ed arance

da vicino

tonno rosso caviale di pomodoro insalatina di pomodori con taggiasche capperi, cipolle di trapea, maionese di avocado

da vicino

il piccione

da vicino

petto con patè con ciliegie pinoli e pan brioche

tartufo di semifreddo alle nocciole fondente e tè matcha

da vicino

patata dolce yogurt di pecors, pepe

da civino

pasticceria

con Elsa Mazzolini

in sala Lorenzo Scapecchi e Leonardo Lazzerini

in cucina Filippo Scapecchi con Lorenzo Iannone e Mattia Della Gatta








































































