Una famiglia che fa vino un pò all’antica per stile e per tipologia di vita. L’abitazione è una semplice villetta alle porte di Erbusco, la vigna è dietro la casa un pò come se fosse l’orto accanto, la cantina è adiacente al garage. Il tutto è quindi familiare e a misura d’uomo, ed è un piacere sorseggiare questi vini con loro accanto, senti di essere in famiglia!
Prodotti&Vini
Giancarlo Perbellini gravita sempre di più nel centro storico, prima con varie formule di ristorazione, ora con la nuova pasticceria e presto con il ristorante gourmet a San Zeno. Nell’attesa del gourmet ci godiamo questo bel negozio, un pò angusto visto il flusso di clienti, ma gradevole e con ottime sfoglie (i dolci tradizionali di Natale arriveranno a breve).
Conosciamo e stimiamo da tantissimi anni Daniele Cernilli al quale dobbiamo i primi insegnamenti del vino e innumerevoli consigli e suggerimenti. E’ il grande giornalista del vino e anche un pò grosso e spesso ci siamo reciprocamente scambiate battute sulle nostre differenze (fisiche) e potenziali sinergie (professionali). Parla bene, ma negli ultimi anni abbiamo scoperto che scrive pure molto bene. I suoi libri si leggono con piacere e sono fonte inesauribile di ricordi, soprattutto per il sottoscritto che rivede e rivive tanti luoghi e persone conosciute nel tempo. Un libro di ricordi che invitiamo tutti gli appassionati a leggere e che speriamo sia il primo di una serie: Daniele conosce meglio di tutti i personaggi del mondo del vino che grazie a Dio sono tanti e con tante cose da raccontare.
Mancavamo da fine anni novanta, quando c’erano ancora i D’Alessandro e venimmo qui con il grande Ettore Falvo. Giuseppe Calabresi, il nuovo proprietario, ha completamento rinnovato l’azienda a cominciare dal patrimonio immobiliare che è veramente esagerato. Un intervento di alto profilo che permette un’ospitalità di alto livello, in una serie di appartamenti divisi tra ville, casolari, recupero di edifici vari. In quella che un tempo era la cavallerizza ora è aperta una sala conferenze, ed una piacevole Osteria, in attesa di ulteriori sviluppi. Nel tutto non mancano ovviamente i vini, che si affinano nella storica e suggestiva cantina e che si confermano di grande interesse, dallo storico Bosco, uno dei primi syrah italiani, all’evoluto Migliara, e andando nei bianchi ci è piaciuto anche l’insolito Fontarca, un bel viognier elegante e complesso. Curiosità: pepe Rosa, un rosato moderno secco, gradevole.
Che bella pasticceria Vannelli a Camucia! I genitori sono in gamba, ma i tre figli non da meno. Giacomo ha dedicato la sua adolescenza e formazione al caffè ed ha ora una conoscenza enciclopedica dell’argomento. Ha elaborato una serie di attrezzature e prodotti che lo pongono all’avanguardia della qualità ed ha vinto la gara più importante quella che ogni anno si fa al Sigep. L’aiuta il fratello Pietro, anche lui agguerrito e infatti si destreggia con la schiuma del latte creando piccole opere d’arte. Sorprendente infine la giovane sorella Viola, che segue da vicino le rome paterne e si diletta anche in torte munumentali elegantissime e raffinate che ci ricordano alcuni grandi maestri come Biasetto.
Parterre di lusso al Circolo Aniene di Roma per la presentazione del progetto Tenute Lunelli. Le Tenute non sono nuove, ma la famiglia vuole comunicare meglio il forte impegno che è in atto per la valorizzazione dei vini fermi e non solo degli spumanti per i quali sono ben noti ovunque. Interessante apprendere che a breve tutti i vini fermi saranno biologici e crediamo che la conversione toccherà alla fine anche gli spumanti Ferrari. Cena piena di personaggi famosi, preparata da Alfio Ghezzi, della Locanda Margon, nelle grandi cucine del Circolo seguite dall’infaticabile Daniela Amadei. Niente bollicine, ma solo vini fermi delle tre tenute in abbinamento, ma il destino vuole che la lacuna venga colmata alla Regola, poco distante da casa, dove rientrando c’imbattiamo con l’amico Daniele.
Nel dopoguerra a Roma c’erano i negozi di salumi e formaggi (distinti rigorosamente da quelli di pasta e pane) e si chiamavano norcinerie o salsamenterie, anche se per i romani erano tutti pizzicagnoli. Questa vecchia salsamenteria dei Parioli è miracolosamente sopravvissuta mentre gli altri negozi man mano sono spariti e una dozzina di anni fa ha cambiato gestione (per vecchiaia del titolare) ed è subentrato Roberto Mangione. Ha avuto il buon senso di non cambiarne l’aspetto, conservando la confusione e l’eterogenità del negozio di quartiere che deve sopperire alle necessità di tutti, ma anche capendo che per sopravvivere avrebbe dovuto darsi un’identità e, visto che nel quartiere non manca la clientela di rango, ha modificato non la forma ma i contenuti: la selezione degli champagne merita l’applauso, ma anche quella dei vini francesi, delle chicche di tutto il mondo, birre artigianali poco conosciute e distillati da sballo. Si può ordinare un tagliere di affettati e formaggi e accompagnarlo con una grande bottiglia, il tutto con ricarichi modestissimi, aperto anche di sera e finchè c’è gente.
In poco più di dieci anni la piccola Associazione di coltivatori di erbe officinali della Valle Antigorio è diventato un Consorzio attivissimo con legami anche con la vicina Svizzera. Dalla tisana la linea di produzione si è allargata e comprende molti prodotti, tutti legati al territorio, a queste belle vallate, con certificazione Bio e selezione manuale. Brava Vittorina che con il suo esempio sprona altre giovani leve ad appassionarsi a questo non semplice lavoro che valorizza da un punto di vista sociale ed economico aree normalmente ritenute prive di interesse se non naturalistico.
La famiglia D’Alesio da anni pian piano ha siluppato quest’azienda a nord di Pescara. Olio, vino, ma anche ceci, grano per arrivare ad una piccola gamma di prodotti che attualmente è anche in conversione biologica. In famiglia si amano gli spumanti e qui si punta molto su di loro. Attualmente sono disponibili due charmat, presto arriveranno le versioni metodo classico. Conosciamo e apprezziamo questa famiglia che opera soprattutto a Fabriano con il Marchese del Grillo, un bel relais di campagna che si è ulteriormente evoluto grazie all’apporto della seconda generazione, Mario e Serena. Qui siamo accolti dal loro cugino Giovanni, che ci fa visitare l’imponente struttura che un domani sarà anche aperta all’ospitalità. Insomma un bell’investimento voluto dai papà, che ora i figli dovranno portare avanti.
