Le due massicce gru sono ormai l’emblema del porto di Oneglia. Hanno puntati addosso gli occhi di mille passanti e due antichi cannoni che sembrano quasi essere stati dimenticati un pò per caso. Il porto è nella storia dell’agroalimentare italiano, in quanto qui si imbarcava l’olio d’oliva della Liguria (e non solo), basti pensare agli storici marchi Carli e Sasso (quest’ultimo non è più qui), e alla pasta Agnesi. Oggi è un luogo molto più turistico e nei portici le cantine dei magazzini lasciano il passo ad un fiorire di ristoranti.
Porzioni Cremona
Malpassuti, chef Daniele Lunghi
Daniele Lunghi, ancora giovane, allievo di Santin e con varie esperienze in giro nella bassa Lombardia, ha ormai accumulato notevole esperienza, mano sicura e equilibrata. Se qualche anno fa amava molto il rischio, oggi è più prudente e saggio. In questa Locanda è arrivato da poco, ma porta con sè l’amore per la materia prima buona e la sua cena non fa certo annoiare pur rimanendo nel solco solido della apparente semplicità. Locanda Malpassuti a Carbonara Scrivia, una sosta serena e piacevole.
C’è il ristorante da tanti anni, invece è nuovissima la Locanda, ed anche curiosa. Sei camere ben attrezzate e curate, con tema differente. Noi siamo capitati in quella dedicata allo scrittore Yoshimoto…e si vede. Locanda Malpassuti a Carbonara Scrivia (Al).
Sono al momento solo 7, ma sono nomi che contano e che tutti gli addetti ai lavori conoscono. L’elite degli importatori e distributori che comunque non vuole essere una “cupola” segreta, ma aprirsi a nuovi ingressi e ai media. Tutti hanno nel loro carnet almeno uno champagne e ieri a Roma si è per l’appunto celebrata la giornata dello Champagne. Da qui l’invito per brindare e raccogliersi attorno ad un tavolo nella tranquillità di un famoso ristorante romano, il San Lorenzo, che si è confermato all’altezza sia per il servizio che per i piatti in abbinamento. Visto il parterre,non era poi un’impresa facile accontentare tutti. Per informazioni su questo Club: Francesca Pelagotti 3667062302.
L’azienda Rigoni è datata, e, come in tutte le famiglie che si rispettino, c’è una nonna che ha occupato una posizione chiave. Dalla Nonna al figlio Vittorio e da qui all’attuale generazione che ha reso il marchio conosciuto in tutto il mondo. Andrea e Alessandro Rigoni ci presentano i loro mieli bio all’Hilton di Venezia e poi ce li fanno assaggiare in versione”elaborata” grazie all’abilità del team “La Tana” guidato da Alessandro dal Degan e Stefano Fracaro, al teatro la Fenice. Il tutto al termine di una performance musicale che si merita il suo post a parte. Una bella esperienza davvero e un’azienda che riesce a coniugare qualità con (moderata) quantità. Evviva! in Italia non è così facile.
Organizzato da Tiziana Gallo all’Hotel Victoria di Roma, un piccolo ma interessante salotto dedicato ai vini dell’Etna. Il nerello tira e nonostante il caldo si assaggia volentieri. Ormai i produttori si sono moltiplicati, si sono spinti sempre più in alto (le vigne arrivano e superano i 1200m) e si alza anche il livello (e i prezzi) della qualità media. Il vino che ci ha più colpito? il Contrada di Andrea Franchetti (passopisciaro) seguito dalle due etichette di Girolamo Russo.
