Il muffato è uno dei più grandi e celebrati vini dolci d’Italia, ed eccoci di fronte al muffato 1988 che Cristina Parizzi ci fa assaggiare con la buona crema ghiacciata di pesche bianche. Il bello è che il muffato 88 non esiste, il primo muffato messo in commercio è stato quello dell’89. Queste sono bottiglie rare di prove effettuate dall’azienda e distribuite probabilmente a qualche appassionato, che già comunque anticipano la grandezza di questo vino.
Porzioni Cremona
FIND, la Fondazione IndiaEuropa Nuovi Dialoghi, celebra a Roma la cultura indiana per tutta la prossima settimana. Una serie di incontri, approfondimenti, che vedranno protagonisti numerose personalità di rilievo giunte appositamente e sarà per gli appassionati di questa grande nazione un’ occasione di scoprire altri contenuti e aspetti particolari di questo mondo affascinante. Ieri sera grande festa di benvvenuto all’Hotel de Russie. E poi perchè non chiudere la giornata in un posto nuovo come il First Hotel? Da qualche mese si è qui trasferito l’All’oro di Ramona e Riccardo Di Giacinto che hanno pensato anche di sfruttare la fantastica terrazza in alto, a due livelli. Qui propongono piatti semplici e di sostanza, con larga presenza di bollicine. Il posto è di grandissima piacevolezza e ti ricarica le pile esauste dall’afa del mezzogiorno.
Una calda serata romana quella di ieri sera. Per combatterla niente meglio di uno champagne, ci siamo detti. Eccoci quindi alla Bottega Christofle pensando di incontrare Florence Guyot, Lei non c’era, lo champagne sì, e anche due belle modelle. Per rientrare si passa per forza di fronte all’Enoteca del Parlamento e l’amico Daniele Tagliaferri ci apre un’altra bottiglia (famosa) di champagne che si abbina benissimo alla mortadella de La Favola. Ad un passo è il nuovo locale di Anna Maria Gabrieli, il Like, un saluto è d’obbligo, e il Moet pure. Pensavamo di avere finito, ed invece incrociamo fuori de La Rosetta un Massimo Riccioli in grande forma.D’altronde sta seguendo il Capofaro alle Eolie e presto lo troveremo al Majestic al posto di Filippo La Mantia. La serata era calda, ma dobbiamo dire che lo champagne non è mancato!
La Pergola ha quasi venti anni e ci arriva con un locale quasi sempre pieno tutte le sere. Un bel traguardo anche per Heinz Beck, anima del ristorante, più autoctono ormai di tanti romani. E intorno a Lui una brigata, di cucina e sala, solida costante e agguerrita, cresciuta nel tempo. Mangiare in questa bella sala, con un panorama da urlo, è un vero piacere: i piatti scorrono leggeri e salutari (Heinz ha fatto numerosi studi al riguardo), c’è tecnica ed attenzione ad ogni dettaglio. Difficile trovare un difetto a questa macchina da guerra. Nel passato lamentavamo a volte la carenza di piatti che non fossero solo buoni, ma anche emozionanti. E Beck ora ci scodella un gustoso sottobosco (un po’ visto, è vero, ma è difficile trovarne così buoni), dei fenomenali spaghettoni cacio e pepe rivisitati, e un delicato e raffinato dessert finale ai lamponi.
Comodo, subito girato il casello; funzionale, se si vuole bere ci sono anche le camere; piacevole, la sala del ristorante è proprio bella e in estate si può mangiare anche accanto alla piscina; conveniente nella soluzione alternativa del bar bistrò. Tanti i pregi, che fanno corona alla motivazione principale, la tavola. Enrico è da anni uno dei migliori giovani chef d’Italia, nessuno ne contesta il valore e le capacità, l’unica domanda che ci si pone è: dove potrà arrivare? Secondo noi molto in alto se riesce a trovare una maggiore continuità. Alcune ricette sono veramente eccellenti, pensiamo alle alici o al risotto per Gualtiero, altre non di pari livello (ad esempio le bavette con l’anguilla). Però gli ingredienti sono scelti con cura, la mano c’è nel padroneggiare tecniche e cotture, manca ancora talvolta un pò di equilibrio gustativo, ma c’è ancora tutta una vita da percorrere.
L’Academia Barilla ha un’altra virtù: è vicina al centro della città e vicinissima a Parizzi, il ristorante ormai storico di Parma. Storico e in un certo senso nuovo e innovativo perchè Marco Parizzi, seconda generazione, l’ ha rivoluzionato, ha aperto alcune suites nei piani di sopra il locale e accanto al suggestivo ingresso uno studio/scuola di cucina. Così al termine della giornata con gli chef internazionali, siamo andati a trovarlo per passare un momento di felice relax , anche gastronomico, grazie ai suoi ottimi tortelli.
Non ci si annoia da Arcangelo, ogni volta riesce sempre a trovare qualcosa (e anche più di una) che ti conquista. E comunque è poi Lui, con il fratello Francesco e la Stefania, a tenere banco, a dissertare del più e del meno, ma sempre in maniera corretta e interessante. Arcangelo come noi ama la convivialità e alla sua tavola le ore passano veloci. Detto questo dobbiamo dire che si mangia bene: non va per il sottile con condimenti e sostanza del piatto, ma il gusto c’è sempre ed è pieno. Ci hanno un pò deluso i fritti iniziali (in genere decantati da tutta la critica, ma li abbiamo trovati un pò grandi e pesanti), ma sono stati ampiamente riscattati da un’insalata di bontà suprema, una delle migliori mai provate (che sono tante e alcune molto famose). Come dire che ci ha sorpreso ancora una volta, e con un qualcosa che non ci aspettavamo!
