Serata a 4 mani tra gli chef del Vivendo del St Regis di Roma e delle Tre Vaselle di Torgiano, serata soprattutto dedicata ad una nobile famiglia del vino italiano: Lungarotti con la presenza di Maria Grazia e Teresa, due generazioni di donne valenti. Elencarne i meriti ci vorrebbe tanto, basta citare i Musei del Vino e dell’Olio di Torgiano e la grande azione che questa famiglia ha sempre fatto a favore dello sviluppo del Turismo enogastronomico.
Porzioni Cremona
In un’oasi naturale un ampio ristorante sul lago che ben si presta anche per eventi e che quotidianamente propone una sana cucina di territorio ben centrata sulle materie prime. Alla guida è Stefano Ciotti, un tempo al Carducci di Cattolica, e che è passato dal mare alla terra, dal pesce alla carne, dal crudo al cucinato.Qui ha anche modo di esibirsi nel suo nuovo hobby: il lievito, e infatti pane e focaccia, pizza e crostini, sono ben lievitati ed eccellenti. Tornando alla cucina, rispetto a prima ha perso forse un pò di finezza e leggerezza per concentrarsi e privilegiare sostanza e sapore, magari una via di mezzo sarebbe il giusto e corretto compromesso. Nella lunga serie di assaggi, oltre alla pizza ci sono molto piaciuti il cappuccino di pomodoro e la spalla di agnello.
360 ettari accorpati di natura, campi, fiume, laghi con percorsi per camminare, maneggio per cavalli e tanto altro ancora. Ci si rilassa veramente perchè a parte la natura c’è anche un piccolo borgo con camere e appartamenti, centro benessere e piscina. Una piccola oasi dove la titolare, Marianna Bruscoli, giovanissima, accoglie con il sorriso, e che è diretta con piglio ed estro da Giorgia Stocchi. anche Lei molto giovane.
Merita il paese, il posto e la cucina. Come dire che non rimpiangerete le curve e la deviazione che comunque farete per arrivare fino a qui; mancano ahimè le camere, ma Vi consiglieranno ottime alternative. E’ l’ideale per una fuga romantica in un borgo che è sospeso tra le Marche e la Romagna e passerete una bella serata affidati a questa coppia elegante e schiva: in sala Claudia, sempre attenta e sorridente, in cucina Riccardo per tanti anni braccio destro di Vissani. Una cucina che parla la lingua locale, ma che rimane sempre leggera e curata, e soprattutto molto attenta alla vivacità cromatica e a non annoiare. Una cucina che convince per tecnica e varietà di temi, che solo a volte si perde a inseguire qualche dettaglio tralasciando di sottolineare l’ingrediente principale. Tra i piatti migliori: il sandwich di coniglio, lo spiedino di quaglia e il plumcake finale, leggermente sottotono la zucchina al pomodoro, lo gnocco e il risotto.
Sempre instancabile ed estroso, negli anni Raffaele Liuzzi ha fatto di questo locale posto all’angolo di una frequentatissima piazza piena di paninerie e gelateria, un posto gourmet d’avanguardia. Qui non ci si annoia mai. L’estro viene anticipato da una serie di scelte d’arredo e di mise en place che riescono ad essere eleganti ed originali, poi la cucina si rivela interessante e appagante. Certo, lui ama il rischio, si diverte a giocare con i piatti, le ricette ed il cliente, e a volte il palato fine avverte altalenanza nei risultati, l’improvvisazione di qualche ricetta. Ma sono poche le tavole come queste dove (con un prezzo da trattoria) si può mangiare ad un ottimo livello godendosi la serata e la presenza di uno chef che è sempre aperto allo scherzo, all’autoironia, e a vivere la tavola in allegria.
Il posto è semplice ma piacevolissimo, proprio lì dove finisce il canale e siamo sulla spiaggia. Gli spazi ben disposti su due livelli permettono varie alternative coniugate in stile country più che marinaro. La carta dei vini è piccola ma non banale e denota una certa cultura che fa piacere ritrovare pure sulla spiaggia, e in cucina è Omar Casali, chef simpatico e bravo, già conosciuto a Le Giare di Montiano. Omar è di Cesenatico e quindi qui si ritrova a casa sua. La cucina più raffinata delle Giare lascia lo spazio (giustamente) ad una cucina più flessibile e adatta ad accontentare la variegata clientela del locale. Insalatone divertenti e colorate, piadina roll (squisita), primi così abbondanti che potrebbero passare da piatto unico. I sapori non vengono lesinati, anzi! In certi casi gradiremmo comunque una maggiore attenzione all’equilibrio di qualche ricetta e alla generosità dei condimenti.
L’Azzurra di Maurizio Signorini
Maurizio Signorini ha fatto la storia della ristorazione della Riviera con la sua Azzurra. Oltre venti anni di duro lavoro e di successo pressocchè continuo. Ha cavalcato e spesso anticipato le mode, i crudi, il sushi all’italiana, ha messo e tolto acquari giganti, ha importato granchi giganteschi vivi dall’Alaska e altro ancora. Qui un tempo la gente faceva la fila per avere un tavolo, e la cucina non chiudeva prima delle due di notte in stagione. Oggi quel mondo è scomparso e per rimanere in attivo occorre inventarsi sempre nuove cose. Così Maurizio ha inserito una bella ed elegante bottega di specialità e ha intesificato i contatti con la clientela che viene da lontano, anche oltreoceano. Insomma non si arrende mai, in questo coadiuvato dalla bravissima moglie Rosy, una coppia che è un esempio di professionalità. Venendo alla cucina, qui sono passati numerosi chef, ma è sempre lui che ne determina lo stile e non manca mai di lasciare il segno: la spigola al naturale in crosta di carote e polvere di agrumi è fine ed elegante, il fegato di pescatrice vale da solo il viaggio.
Bisogna riconoscere che hanno lavorato tanto e intensamente: sono circa 30 anni che Rita e Tonino hanno trasformato un pezzo di terra un pò anonimo come tanti altri sulla costa scoscesa di Nerano in un piccolo gioiello elegante e funzionale. Ci sono le camere, una bella cantina, una spettacolare sala per la cena, e ben tre cucine a due livelli. Quella di sopra serve anche per i corsi ed è veramente notevole. E la corsa verso l’alto non è ancora finita. Tonino si prepara ad aprire un nuovo ristorante in un elegante posto di Londra grazie all’amicizia degli amici russi ai quali è legato da tempo, e pensiamo che non si fermerà mai finchè le forze glielo permetteranno. Intanto i figli crescono e il più grande è ormai da parecchi mesi da Alain Ducasse (a Montecarlo) e quindi nuovi stimoli arriveranno presto dalla nuova generazione. Tutto questo non gli ha montato la testa, la cucina rimane materica, di semplice impostazione, solida nei sapori e naturalmente elegante senza la ricerca di particolari artifizi.
Del tonno rosso ne abbiamo un pò piene le tasche, questo però è indubbiamente buono e sembrerebbe sostenibile, nel senso che catturano un numero di pesci prefissato ogni anno, li nutrono e poi li abbattono quando c’è richiesta. L’azienda è la Balfegò di Tarragona importata da Longino per l’Italia, Riccardo Uleri ce ne descrive le virtù che vengono poi messe in pratica da Cristina Bowerman al Romeo, Chef & Baker di Roma: ottima la “steak (qui non fotografata), coraggioso il dessert.
