E’ bello vedere autodidatti come Cinzia Mancini, che rimangono umili ad apprendere, e che con tanta passione anno dopo anno sono anche in grado di trovare una proposta interessante e innovativa, calibrata e corretta, sopratutto pensando alla zona un pò isolata dove vivono. Cinzia è sorretta da buon gusto e senso della misura, i suoi piatti sono talebani per aderenza ai prodotti biologici del circondario e didascalici per il rispetto della materia prima, per la leggerezza del contesto, per il minimalismo che anima il tutto. Siamo in aperta campagna, in una casa quasi qualsiasi, ma che si distingue quando ti avvicini per cura e pulizia, le stesse cose che poi troviamo all’interno. Dei piatti abbiamo detto, tutti ben impostati con l’anatra al top, il conto è di 35 euro, la carta dei vini biologica come il resto. Insomma dateci retta e andate a trovarla, non rimpiangerete il viaggio.
Porzioni Cremona
La Locanda del Pilone ad Alba
E’ sempre stata accogliente questa locanda posta su una delle colline che dominano Alba e che permette un panorama a tutto tondo che profuma di vigne e vino. La famiglia Boroli gestisce Azienda e Locanda, qui vinifica i vini, salvo il barolo (che viene prodotto nell’altra azienda a Castiglion Falletto), qui accoglie clienti e visitatori con alcune camere curate che sembrano di famiglia, qui c’è anche una bella sala consente qualche piccolo evento con le sue ampie vetrate che lasciano entrare la luce ed il panorama, e infine c’è un piccolo ristorante da sempre gourmet. Una brigata di giovani si prende cura dei pochi tavoli, e altri in cucina seguono e svolgono le idee di Masayuki, chef ormai naturalizzato, a lungo con Tonino Cannavacciuolo che è stato fino a poco tempo fa consulente della Locanda. Gran lavoratore come tutti i giapponesi, Masayuki ci riempe vista e palato di una serie notevole di stuzzichini iniziali che anticipano le qualità di una cena in crescendo che trova negli spaghettoni aio e olio, nello scamone e nei dessert i piatti che ci hanno pienamente convinto. A Masayuli non si addice il rosso: il petto di anatra alle fragole e i crostacei ai lamponi non ci hanno entusiasmato, mentre è sicuramente il colore dei Boroli che con i loro tre baroli, Classico, Cerequio e soprattutto il Villero 2005 ci fanno sognare.
E’ stato un investimento importante trasformare il cupo “Speakeasy” (questo il nome del precedente locale) in questo moderno e arioso ristorante. La bella cucina è completamente a vista e si vede subito entrando sulla destra, mentre di fronte si svolge la lunga sala ravvivata da quadri moderni alle pareti e tavoli leggeri lungo il percorso. Ambiente contemporaneo, brigata giovanile in cucina che serve anche in sala con l’unica presenza ufficiale di Simone il sommelier. Prezzi non lievissimi, ma a pranzo si propone una linea di piatti unici interessante e competitiva. In sintesi è un posto molto piacevole, per l’ambiente e per lo stile e molto si deve a Daniel che oltre al nome ci mette la faccia. Non se la tira, al contrario di molti, e dimostra classe e accortezza con una serie di piatti dove è difficile trovare un vero errore e che si fanno apprezzare per leggerezza, misura delle cotture, idea di base. E’ una cucina piacevole che potrebbe meritare un giudizio anche più alto se Daniel riuscisse a “chiudere” meglio le sue ricette: a volte manca il retrogusto giusto e lungo, a volte un tocco di acidità, a volte la temperatura corretta di un ingrediente. Insomma lo stimoliamo a riflettere un tantino di più per fare un ulteriore salto di qualità ad una cucina che già merita apprezzamento e incoraggiamento. Difficile anche scegliere il piatto migliore in una lunga serie di buone ricette, ma votiamo l’insalatina di alici ravvivata dal tocco acido del limone e la leggerezza ariosa del minestrone.
Una bella serata di aprile che ci è stato chiesto di pubblicare solo dopo due mesi, per non anticipare il lancio della Cave Privèe, una collezione di vini di grande qualità e potenziale di invecchiamento. Li assaggiamo con alcuni altri colleghi al Glass della brava Cristina con l”introduzione dello Chef de Cave de la Maison. Una serie di vini ovviamente interessanti che terminano con uno straordinario 1979 rosè, con i quali i piatti di Cristina si confrontano: un bel confronto ad alto livello.
E’ comodissimo questo caseificio per chi viaggia lungo l’autostrada. A poche centinaia di metri dal casello di Lesina una bella struttura animata da tre sorelle. Mozzarelle di bufala, in genere al 100% , a volte con un 20% di latte di vacca e altri buoni prodotti.
E’ un bravo professionista Leonardo Vescera, che è riuscito a costruire un locale di fama ormai consolidata: qui ci vengono e ci ritornano in tanti, e non solo i ricchi turisti che possono spendere cifre iperboliche che una volta hanno fatto arrivare il locale sulle prime pagine di tutti i giornali. La lista dei vini è notevole e sopratutto quella delle bollicine e altro plus è la lounge invernale elegante e rilassante, e la lounge estiva realizzata sul pontone tra le barche che è decisamente suggestiva. L’ambiente è stato rifatto ed ora è moderno e funzionale, la cucina è a vista e il retrocucina con i laboratori di pasticceria, del pane e della lavorazione del pesce, permettono di lavorare al meglio. C’è tanta sostanza anche nella proposta culinaria che si basa sull’ottimo pesce che arriva ogni giorno freschissimo, e viene portato al tavolo per la scelta. La cosa migliore è farlo preparare nelle versioni semplici e classiche della cucina di mare, in alternativa Leonardo si esibisce in qualche preparazione più complessa, dove emerge il gusto, vedi ad esempio i buoni ravioli di pomodoro e mozzarella, ma dove a volte la presentazione potrebbe essere più curata e moderna.
Domenico Cilenti è stato tra i primi vincitori di Emergente, sembrava dovesse avere una carriera fulminea per la destrezza e simpatia che riesce a trasmettere, poi un pò di stanchezza e di distrazione l’hanno fermato. Ma da un anno è ripartito a testa bassa, aggiungendo camere (molto belle) al locale, cercando di elevare la qualità della sua clientela e di allungarne la frequentazione. Non ha tralasciato il ristorante dove è riuscito a motivare la sua piccola brigata che ora l’affianca più esperta e sempre fedele. Insomma le carte in regola ci sono, il livello della cucina è interessante e sicuramente migliorato rispetto al passato. Ancora qualche dettaglio è da definire, qualche sbavatura da togliere, i dessert meriterebbero più cura, ma la sosta è ripagata già ampiamente e un piatto come l’uovo con patata affumicata è difficile da dimenticare.
Il Borgo antico di Peschici a picco sul mare è veramente suggestivo e se a Peschici manca forse l’albergo di lusso, in compenso non mancano le camere di livello. Ne citiamo due: quelle del Barone del Mare, proprio sopra il ristorante Porta di Basso che invece gestisce altre camere diffuse nel centro storico, come quella che Vi descriviamo in foto.
Parte la Campania ad Emergente
Al via Emergente in un caldo pomeriggio, meno male che siamo in riva al mare nel bel Circolo Canottieri sfondo piscina e scogliera. Partono in parallelo le gare della pizza e degli chef emergenti con la prima batteria della Campania. eleganti e centrati i vari piatti che la giuria assaggia, e vincono i sapori e l’esuberanza di Cristoforo Trapani, ma bravi anche gli altri.
Da anni veniamo al GH Parker’s per Emergente Sud,e a soli 50 metri è questo ristorante dove non manchiamo mai di ritornare con piacere. Le ragioni sono molteplici, ma si racchiudono in poche parole: è accogliente, piacevole, si onora la tavola con un ottimo rapporto prezzo qualità. Se proprio vogliamo trovargli un difetto il ritmo della cena è stato un pò lento, e dal punto di vista stilistico i piatti sono buoni, ma in alcuni casi i forti sapori (che amiamo pure) andrebbero resi più eleganti (il piccione e il ristretto di pollo). Ma sono piccoli appunti in una serie di lodi: l’arredo semplice ma corretto, gli ottimi i suggerimenti di Pasquale al tavolo con una serie di vini interessanti, buono il pane fatto in casa e, nella serie delle ricette in alto mettiamo la passatina di borragine con le ostriche e le mandorle in morbido contrasto, decise senza perdere l’equilibrio le linguine con veraci e asparagi. Si cala un pò nella pasticceria finale.
