All’inizio un pò in sordina,quasi nascosti nella loro tana, poi venuti alla ribalta (grazie anche alla visibilità internazionale di Villa del Quar dove operano in simbiosi) con ampi riconoscimenti su tutte le guide (salvo al momento la Michelin). Eccoli i ragazzi de La Tana di Asiago, giovani, belli, simpatici, ma soprattutto bravi. Quello che colpisce è il loro rapporto interno, l’unione d’intenti: si scazzeranno anche e sovente tra di loro, ma quando arriva il Cliente sembrano tutti fratelli efficienti. E la conferma l’abbiamo avuta anche quest’ultima volta, con Enrico a farci assaggiare vini poco conosciuti ma ottimi, ed Alessandro con le sue ricette intriganti che ci fanno vivere i sapori dell’altopiano in modo attuale, anzi proiettato in avanti. Perfetti gli assaggi introduttivi, un pò azzardata la trippa in fricassea che avrebbe bisogno di una spinta acida, grande il risotto e buoni anche i vari dessert (dove però abbiamo ancora margini di miglioramento).
Porzioni Cremona
La differenza la fa sempre la buona cultura di base, così quando Emanuela e Fabio hanno deciso di lanciarsi nell’avventura della ristorazione, è bastato un buon soggiorno presso il Joia di Milano per acquisire rapidamente i fondamentali dell’Alta Cucina. Da una parte hanno avuto la fortuna di scegliere uno dei posti migliori d’Italia (dove opera Pietro Leeman, chef di cultura e intelligenza superiore), dall’altra le doti Emanuela ce l’ha sicuramente ed è sorprendente vedere come in così poco tempo riesca ad offrire un percorso interessante e di livello. Basta vedere la finezza di alcune preparazioni, come il dettaglio di un mirepoix perfetto, la leggerezza della tartelletta ai lamponi, la finezza del cuscus allo zafferano, la consistenza degli gnocchetti alle melanzane, che mostrano l’ottima impostazione di base. Ci sono ancora tanti altri dettagli da migliorare (il pane un pò pesante, le troppe mandorle tostate sui gamberi, il fiore di zucca poco croccante, i paccheri un pò salati, la spigola troppo cotta, il dessert un pò stucchevole e poco contrastato), ma l’impressione di fondo è altamente positiva e pensiamo ci spazio per un ulteriore evoluzione.
Venti anni di Zenobi, di quest’agriturismo che ha contribuito e non poco a far conoscere in Italia i prodotti del teramano. Questo grazie alla passione e intraprendenza di mamma Patrizia che con coraggio ha creato questa ormai solida e consolidata realtà ed ha saputo sfruttare bene le opportunità che arrivavano grazie a Slow Food e alla “chiocciola” meritatamente conquistata. Intorno è vigna, olivi e orto, un paesaggio collinare sereno e rassicurante come questa famiglia unita ed efficiente alla quale manca solo l’ospitalità delel camere (ma forse arriveranno pure loro). Si mangiano i classici della cucina teramana, con molto baccalà, olio e formaggi (anche di un’azienda vicina, l’Arca) con qualche spunto originale come la capra alla neratese da antica ricetta recuperata.
Nuovo locale nel bel centro storico di Atri. Con alle spalle l’esperienza costruttiva della scuola di Niko, Gianni e Daniela aprono questo localino che si presenta semplice, moderno, economico. Per soli 25 euro la serie degli assaggi sotto riportata, curati nella concenzione, semplici e gradevoli. a a loro così giovani ed educati non si può che incoraggiarli a proseguire, badando sempre a mantenere la direzione giusta senza smettere di andare in giro a confrontarsi.
La famiglia D’Alesio da anni pian piano ha siluppato quest’azienda a nord di Pescara. Olio, vino, ma anche ceci, grano per arrivare ad una piccola gamma di prodotti che attualmente è anche in conversione biologica. In famiglia si amano gli spumanti e qui si punta molto su di loro. Attualmente sono disponibili due charmat, presto arriveranno le versioni metodo classico. Conosciamo e apprezziamo questa famiglia che opera soprattutto a Fabriano con il Marchese del Grillo, un bel relais di campagna che si è ulteriormente evoluto grazie all’apporto della seconda generazione, Mario e Serena. Qui siamo accolti dal loro cugino Giovanni, che ci fa visitare l’imponente struttura che un domani sarà anche aperta all’ospitalità. Insomma un bell’investimento voluto dai papà, che ora i figli dovranno portare avanti.
Una piacevole ed economica sosta l’assicura questa Locanda a 500 metri dal casello di Sasso Marconi. Un agriturismo vero, anche fattoria didattica, con produzione propria comprensiva di vini e frutta. Non abbiamo provato il ristorante, del quale comunque si parla bene, ci torneremo alla prima occasione.
Tradizionale festa sul lago alla terrazza del Giardinetto di Pettenasco per San Lorenzo. Le nuvole coprono il cielo, ma le stelle cadenti sono assicurate dai fuochi artificiali. Albergo curioso, pieno di piccoli accorgimenti e sorprese che fanno la differenza e che confermano la professionalità della famiglia Primatesta che, dettagli a parte, ha anche rinnovato le camere. Cena con un ricco aperitivo (prima che arrivasse la pioggia), tanti vini, e una cucina che ha saputo accontentare un pò tutti.
Non ci piace il nome, uguale a quello di un altro famoso ristorante alpino, ma per il resto si fa apprezzare questo piccolo ristorantino gourmet di Asiago dove due giovani, uno in sala e l’altro in cucina, cercano e riescono ad offrire un percorso culinario sensato e non omologato. E non è vita facile quella del giovane Alessio Longhini che deve star dietro alla ristorazione di tutto l’albergo che offre anche l’alternativa tradizionale, la terrazza sulla piazza e l’osteria nella cantinetta. Il piatto migliore? un coraggioso piccione (non venuto nella foto) su letto di quinoa, e i dessert finali; meno brillanti invece i piatti di apertura e i primi.
Un bellissimo chalet, moderno e funzionale, offre delle camere molto accoglienti, un piccolo centro benessere che si può prenotare per due ore in esclusiva con una parete completamente a vista sulla valle. Anche la prima colazione è curata e pregevole, insomma un posto dove val la pena fermarsi e che si ricorda poi a lungo.
