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  • 30 Jul 2026
  • Ristorazione&Ospitalità

    Ristorazione&Ospitalità

    La Leopoldina a Bettolle

    Di Redazione Witaly 11 Dicembre 201613 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Walter Redaelli è sul campo da circa 30 anni eppure è poco noto. Di carattere schivo e tranquillo dopo aver contribuito e non poco negli anni ottanta al successo della Locanda dell’Amorosa, uno dei primi virtuosi esempi del grande rilancio dell’immagine della Toscana all’estero, si è ritirato con la moglie in questa deliziosa Leopoldina dove gestisce con correttezza e misura un’ospitalità semplice da prendere come modello. Tutto è a misura senza lussi e orpelli inutili ma con sostanza. E ci ritroviamo a brindare, grazie al cortese invito di Vittorio Camorri, con alcuni e ben noti chef qui arrivati per una giornata dedicata al tartufo bianco di Asciano.

    11 Dicembre 201613 Settembre 2019 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    Sciatò a Serravalle

    Di Redazione Witaly 7 Dicembre 201613 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Un tempo ci fermavamo qui, in questo piccolo e bel borgo toscano, per mangiare un buona cucina tradizionale. Si chiamava “La Tranquillona”. Da qualche tempo si è insediato Massimo Neri, conosciuto a Pistoia (Aoristò), ed ora qui in un locale completamente rinnovato in direzione moderna ed originale. Un arredo pensato, leggero e giocoso, camere accoglienti e grande sala ristorante con vista sulla Val di Nievole. Anche il nome, Sciatò (Chateaux) sembra evocare con ironia la celebre associazione dei Relais&Chateaux. La cucina prosegue sulla linea leggera, elegante dell’ambiente, e conferma le doti di questo chef forse un pò sottostimato, che si fa apprezzare per il suo bagaglio tecnico, per le soluzioni ad ampio spettro gustativo dei suoi piatti, anche se i toni delicati e dolci tendono a prevalere. I piatti migliori, di un buon percorso? Gli spaghetti e il piccione (anche se la coscia era fin troppo cruda).

    7 Dicembre 201613 Settembre 2019 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    Loris Mozzini a Palazzo Mannaioni

    Di Redazione Witaly 6 Dicembre 201613 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Loris Mozzini è uno dei migliori maitre d’Italia, in assoluto tra i più esperti. Insegna all’Alma, da quando questa è nata, e da sempre in vari Istituti Alberghieri. Lo conosciamo dagli anni ottanta, poi ha portato al successo il Patriarca a Chiusi, ed da qualche tempo segue la ristorazione di questo bel Palazzo Mannaioni. Il servizio è infatti perfetto, la cucina classica toscana molto semplice, come piace a lui. Particolarità è la bella degustazione di formaggi abbinata a vari tipi di pane e bottiglie di pregio che lui abitualmente organizza in cantina e che viene molto apprezzata e seguita soprattutto dai turisti stranieri in transito. E’ un’occasione per assaggiare una serie di prodotti di grand equalità sotto la guida di un collaudato professionista.

    6 Dicembre 201613 Settembre 2019 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    Montaione e Palazzo Mannaioni

    Di Redazione Witaly 6 Dicembre 201613 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Bello è il borgo, Montaione, e bello anche il Palazzo Mannaioni, UNA hotels, la principale struttura ospitale del comprensorio. Siamo non distanti da posti famosi e turistici come San Gimignano, Volterra e San Miniato, eppure per queste belle colline tranquille e appartate non ci si passa spesso. Siamo un pò fuori dalle strade di grande comunicazione, quindi forse arrivare qui è meno comodo, ma poi si apprezza di più la tranquillità e la serenità di queste posti dove la sorpresa è trovare nel centro storico più cavalli che auto. E anche l’albergo diviso in due strutture ben collegate da un sottopasso, è molto piacevole e confortevole. Manca solo una Spa, speriamo che arrivi presto.

    6 Dicembre 201613 Settembre 2019 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    Essenziale a Firenze

    Di Redazione Witaly 5 Dicembre 201613 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Figlio di ristoratori che si sono sempre distinti per la qualità (PapaBaccus a Roma), Simone ha la cucina nel suo DNA, ed ha poi seguito un suo percorso molto originale. Ama la Toscana, ma è attratto dal mondo e, nonostante i suoi 31 anni, quindi giovanissimo, ha fatto esperienze significative a Tokyo e New York, per rientrare poi sempre nella sua Firenze dove adesso ha aperto, con Massimiliano Vitali (in sala) questo bel posto, dove un tempo era Pane e Vino, locale tranquillo di buona cucina più tradizionale. Ora il salto in avanti è notevole, nella direzione di una cucina d’avanguardia, aperta alle contaminazioni, al trompe d’oeil, alla giocosità, all’imprevisto. Non ci si annoia di certo, anche se poi, rischiando quasi su ogni piatto, è ben difficile a soli 31 anni centrare equilibri e padroneggiare con disinvoltura abbinamenti dissacranti. C’è un’idea buona od originale in quasi tutte le ricette; poi un ingrediente di troppo, una salsa troppo coprente, un eccesso di complicazione non fanno raggiungere il risultato ottimale. Resta comunque intatta l’alta potenzialità di questo giovane chef (già vincitore qualche anno fa nel nostro Premio Emergente), che deve, almeno secondo noi, senza fretta compiere la sua evoluzione non tradendo le sue inclinazioni, ma irrobustendo e semplificando la costruzione delle sue idee.

    5 Dicembre 201613 Settembre 2019 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    Innio a Budapest

    Di Redazione Witaly 5 Dicembre 201613 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Eravamo rimasti indietro con questo post relativo al viaggio a Budapest di dieci giorni fa. Intorno alla Basilica di Santo Stefano si affollano le offerte gastronomiche e la concorrenza stimola verso la qualità. L’Innio ha qualche anno di vita e si è conquistato solida fama. Non ha la stella Michelin, ma 15 per la Gualt&Millau oltre alla segnalazione del miglior piatto dell’anno, che andiamo ad assaggiare ed in effetti merita: dei ravioloni all’agnello buonissimi, con un “touch” orientale indovinato, solo, per il nostro giudizio, leggermente troppo grandi a scapito di una miglior presenza estetica e bilanciamento con la farcia. Per il resto l’ambiente gradevole conquista, i buoni vini pure come il pane fatto nelle retrovie. Troppo morbida la mousse di foie gras, di qualità il petto di anatra, ma il piatto che fa la differenza è l’ottimo sanguinaccio, frenato dalle mele tagliate un pò spesse e dai pinoli non tostati come dovrebbero a nstro avviso. Ma nel complesso una sosta serena ed interessante.

    5 Dicembre 201613 Settembre 2019 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    Locanda dell’Asino con Daniele Lunghi

    Di Redazione Witaly 23 Novembre 201613 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Cambio di chef, ma si mangia sempre bene in questa Locanda dal nome curioso posta lungo la ferrovia lato monte. Una piccola e semplice saletta accoglie il clienta (in estate anche in giardino), il grande e grosso titolare GIovanni Gaibisso è riservato, ma si rivela persona competente, aiutato in sala dalla piccola (al confronto) Valentina precisa ed efficiente. Daniele Lunghi l’avevamo conosciuto anni fa in Piemonte, lo ritroviamo qui sul mare, più maturo ed esperto. Una cucina la sua ben impostata che si bilancia tra carne e pesce, spesso coinvolgendo ambedue insieme. E proprio i due secondi, il piccione ed il maialino ci sono sembrate le cose migliori oltre all’eccellente cestino di pane.

    23 Novembre 201613 Settembre 2019 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    Enrico Bartolini al Mudec

    Di Redazione Witaly 22 Novembre 201613 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Questa cronaca si riferisce ad un pranzo di circa un mese fa, prima quindi della conferma delle due stelle a Enrico Bartolini. E dobbiamo dire che è stato forse il pranzo migliore del 2016. Eccolo:

    Un bel salto dalla Brianza al centro di Milano, dal gestire non uno ma una diecina di ristoranti sparsi per il mondo, e tutto questo in meno di un anno! Siamo ammirati non solo per il salto di quantità, ma anche per la qualità di questo bel ristorante al primo piano del Mudec che non pensavamo potesse marciare, visto anche le premesse, su questi livelli. Non pensavamo di trovare neppure Enrico Bartolini, visto i tanti impegni che ha preso in giro per il mondo, e invece ci viene incontro rilassato e sorridente. e ci rilassiamo anche noi in questa sala rarefatta, dove ogni cosa è stata pensata e studiata per lasciare l’estetica del piatto al centro dell’attenzione. E la cucina di Bartolini si conferma tra le più raffinate della penisola con un’attenzione millimetrica ai dosaggi, alla geometria del piatto, alla lucentezza delle coperture, alla riproduzione fotografica degli ingredienti presi come riferimento. E all’estetica, che è il primo impatto, risponde preciso anche l’assaggio, dove andiamo a ritrovare in perfetta sequenza gli annunciati equilibri e rispondenze che immaginavamo presenti. Una cucina che richiede non solo una grande creatività e un ottimo palato come presupposto, ma anche tantissimo lavoro di brigata per poterla eseguire con continuità e a questi livelli. E pensare che siamo praticamente ancora in rodaggio! Difficile tra i tanti assaggi scegliere il migliore, alla fine optiamo per i due primi: il risotto arlecchino, bello anche per la doppia presentazione, e comunque molto equilibrato e buono, e gli spaghetti quasi freddi, che consigliamo agli irriducibili che pensano che la pasta secca sia buona solo al sud.

    22 Novembre 201613 Settembre 2019 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    L’uva e il malto a Grosseto

    Di Redazione Witaly 21 Novembre 201613 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    A cena con il Consorzio in un apprezzabile locale del centro storico, dove il buon bere, a cominciare dal nome, è d’obbligo. Un locale caratteristico, pieno di bottiglie e ricordi vari alle pareti, ben diretto da Moreno e Samantha. Cucina varia, maremmana con anche il pesce presente. C’è accoglienza, c’è la premura, a noi che siamo arrivati in anticipo, di accoglierti e offrirti un buon bicchiere di vino. E ringraziamo il Consorzio e in particolare Luca Pollini che lo dirige, per la piacevole serata.

    21 Novembre 201613 Settembre 2019 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    21.9 a Tenuta Carretta

    Di Redazione Witaly 18 Novembre 201613 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Dalle Dolomiti (alla Siriola) dove l’avevamo conosciuto tanti anni fa, al mare ligure (prima Savona poi Albisola) e ora qui nel Roero in questa bella tenuta: passano gli anni, cambia il contesto, ma Flavio Costa si dimostra sempre bravo (anzi, più bravo) e affidabile. In un lunghissimo menù ci ha proposto il meglio del suo universo gastronomico che in effetti è sufficientemente ampio. Un fiume di ricette dove in genere si affida a pochi ingredienti (saggia decisione): quello centrale di riferimento cotto al punto, il suo jus o la sala di accompagnamento che arreca la succulenza e addolcisce il sapore, l’elemento di contrasto, una foglia di limone, la polvere dei capperi, l’alloro o la menta e così via. Un’equazione che affidata a mani esperte come le sue, non ammette praticamente errori, ed in effetti è difficile trovarli, più che altro è la parte estetica che a volte ha una rifinitura un pò frettolosa. A completare aggiungiamo una sala gradevole e un servizio esperto, che ci ha giustamente proposto i vini dell’Azienda. I piatti migliori? la crema di trombette, la trota fario e le lumache (tra le migliori mai assaggiate). Un pò pesante il risotto che la menta non riesce ad alleggerire, e migliorabili i dessert finali.

    18 Novembre 201613 Settembre 2019 0 commento
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