Tante cose assieme valgono la deviazione. Eccoci sopra le colline di Modena per scoprire un modernissimo agriturismo che ha nel vino e nell’ aceto balsamico la sua forza. Spettacolare veramente è l’acetaia! sulla quale…sorpresa..si affacciano 8 suites per dormire così tra i profumi che le botticelle esalano. Gran vista sulle vigne e sui colli all’intorno e inoltre piscina, piccolo centro benessere e infine anche ristorante.
Ristorazione&Ospitalità
Chissà perchè ci immaginavo un posto un pò d’antan e consumato, mentre ci ritroviamo in una locanda moderna pulita e con alla guida due giovanissimi imprenditori, Andrea Rossi in sala e Roberto in cucina. C’è passione e voglia di fare, hanno investito molto nella struttura, se investiranno anche su di loro andando un pò in giro nei posti giusti per crescere ulteriormente avremo un posto di quelli da non perdere che già ora vale la visita. Locanda del Feudo nel centro storico.
Contrade antiche e Brigata nuova
Attenti a quei due: Juri Chiotti e Diego Rossi fanno poco più di mezzo secolo assieme. Ma sono simpatici, bravi, motivati e soprattutto originali. Hanno scelto un tema difficile, poco noto come la cucina occitana, e riescono a coniugarlo senza stancare e anzi offrendo una successione straordinaria di piatti gustosi e pieni di sapore.
Una bella sorpresa questo Fabrizio Campana, ancora abbastanza giovane, dimostra una buona base tecnica e un’oculato mix di tradizione (che in Langhe è d’obbligo mantenere) e innovazione (il che fa ben sperare). Il tutto si concretizza in un menù che non stanca, a volte brillante, a volte un pò frettoloso (la variazione di carne non proprio convincente, la crocchetta un pò rozza), ma alla fine ci si alza con la voglia di ritornare un domani per vedere dove il bravo Fabrizio riuscirà ad arrivare: Fior di Sale in Borgata Gomba a Dogliani 0173060068
I caratteristici portici della bella città sono sempre pieni di sorprese. Oltre allo storico Palazzo Lovera che offre una piacevole ospitalità, una serie di botteghe da non perdere e primo fra tutti l’ antico forno Basso, e poi le tante trattorie che mantengono alta la buona fama della città nel settore. Dallo SlowFood con la sua Chioccola, come non citare san Michele e quel Christian che ci è sembrato in gran vena? e poi subito fuori il Roma a Castelletto Stura, Fontanelle da Politano a Boves, il San Quintino a Busca.
Non sarà la cena dell’anno, ma è costante e solido questo Guido (fratello separato del Guido di Pollenzo) che occupa gli spazi della suggestiva cantina in pietra e mattoni. La memoria della famiglia Alciati è affidata ora a Luca Zecchin, ancora giovane, che sotto la guida di Monica Magnini e Andrea Alciati (che fanno un ottimo lavoro in sala) riesce a offrire una cucina di spessore, dando spazio a qualche classico evergreen di famiglia Alciati, accanto a qualche giudiziosa apertura verso il mondo esterno. Il risultato è piacevole, allietato dallo straordinario ambiente e da una cantina di indubbio spessore.
Tra le vigne del moscato è questo bellissimo Relais, dal recupero dell’ antico monastero. Sotto è la vecchia cantina che ora ospita il ristorante Guido, accanto il centro benessere. Il giardino offre una panoramica dei suggestivi e ripidi vigneti dell’intorno, le camere ben arredate restituiscono il fascino aristocratico sabaudo. Curato è anche l’aspetto gastronomico con una ricca prima colazione e una produzione artigianale di specialità locali. Relais San Maurizio a Santo Stefano Belbo.
Che le Langhe siano sempre il Paradiso del buongustaio lo dimostrano paesi piccoli come Farigliano, dove c’è l’imbarazzo della scelta tra un ristorante curato come il Fior di Sale, un’azienda leader nel formaggio di qualità come Occelli e questa nuova gestione della vecchia trattoria La Speranza che si presenta con ambiente rinnovato e moderno e la cucina di Maurizio Quaranta, già stella michelin ad Alba. Oggi la sua proposta è più in linea con i tempi: 35 euro il menù degustazione! in piazza Vittorio Emanuele II 43bis.
Marcello Leoni apre il suo ristorante a Bologna. L’anno scorso una nostra poco felice scheda dette adito a una lunga polemica su questo ristorante che sembrava non aprisse più (e noi sbagliammo clamorosamente le previsioni). Oggi si presenta con grandi ambizioni e in effetti il locale è veramente spettacolare. Aspettiamo un pò di rodaggio prima di andare a vedere se lo stile di Marcello è rimasto brillante come un tempo. Per ora si merita i nostri auguri.
Poche decine di metri tra la vecchia e la nuova Torre di Cherasco, ma il risultato non cambia: il ristorante è sempre pieno. Grazie alla simpatia dei due fratelli Marco e Gabriele Falco e alla prudenza dei prezzi che rimangono convenienti anche nel maggior confort che la nuova location offre. La novità è il giovane figlio Mattia di 23 anni, che dovrebbe conferire ulteriore “carica” all’ottima e ormai storica trattoria.
