Bel locale il Roberto’s! Un ambiente che mette a tavola in vari spazi alcune centinaia di persone per un fatturato di un milione di euro a mese! Alla guida l’esperto Andrea Mugavero (a Dubai da tanti anni) con Luca e Alessandro. Non contenti del tanto lavoro che hanno, hanno trovato il tempo pure di seguire il Summit (specialmente Luca) e solo ora che la macchina si è avviata, cominciano a rilassarsi. Con loro Gaetano Trovato e Simone Fracassi. Il primo con la sua classe ai fornelli e il secondo con la chianina (che d’ora in avanti sarà disponibile a Dubai).
Ristorazione&Ospitalità
Il ristorante Sicilia a Dubai
Un simpatico chef bergamasco, Stefano Ligori, è alla guida del ristorante Sicilia del Movenpick Hotel di Dubai. La sua cucina è buona sostanziosa, più terragna che mediterranea, (giustamente visto le sue origini), ma in questi giorni la solare Antonella Ricci è con Lui a cucinare in occasione del Summit e forse Stefano approfitterà dell’occasione per aggiungere un tocco più mediterraneo ai suoi piatti come il nome del locale suggerirebbe.
Unico, o quanto meno singolare
Unico davvero lassù all’ultimo piano con vista su tutta la città! E’ la Milano che ci piace, quella che guarda al futuro e lo fa anche con questo chef di origine romana che però sembra aver trovato qui la sua sistemazione ottimale. I coperti non sono pochi, la brigata è ampia e sostiene il ritmo della cena rispettando tempi e metodi. Il menù fila veloce insistendo molto sul pesce ma dandoci una cucina a largo spettro: accanto ai prevedibili stimoli mediterranei, ecco arrivare anche il rafano, la ricotta affumicata e altri sentori più nordici ben amalgati nella sequenza dei vari piatti presentati. Insomma Fabio ci sembra sempre più completo e maturo. I piatti migliori? per l’appunto due tra i meno mediterranei come gli gnocchi di rape rosse e lo straordinario merluzzo nero. I meno convincenti? il palamita e una pluma un pò troppo cotta e salata.
La bufala avanza verso il nord. Un tempo era difficile trovarla persino a Napoli, oggi è di casa a Roma e a Milano. Sono ormai datati i ristoranti tematici (Obika) e da qualche tempo si è aggiunto anche questo bistrot, Lady Bu, sede milanese che ha voluto alzare il tiro e affidarsi a chef di talento come Alessandro Negrini e Fabio Pisani, di Aimo e Nadia. Mozzarella e prodotti di bufala in vari modi, affiancati da una nobile scelta di ingredienti (pastificio dei Campi, focacce pugliesi, pane di Matera). Per chi ama il genere, cioè la mozzarella di bufala, è un locale da non perdere, anche se questa viene da Latina e non da Caserta o Paestum a conferma che comunque la produzione di qualità è sempre più diffusa.
Ci vuole un bel coraggio ad affidare a una ragazza di 26 anni la responsabilità di una cucina! Non stiamo parlando di un ristorantino da 4 tavoli, ma di Borgo San Felice, relais&chateaux, una struttura diffusa di gran pregio dove il cliente deve essere coccolato, seguito nei suoi capricci e desideri, nelle sue esigenze (magari arriva a mezzanotte ed ha appetito, magari ha un’allergia e vuole cenare in camera e così via). E’ vero che dall’alto c’è una consulenza importante come quella di Francesco Bracali, ma di certo è che non dev’essere stato facile per la ragazza dover gestire tanti coetanei, perlopiù ragazzi, e fronteggiare le mille problematiche che un ristorante come questo che lavora a ritmo pieno mattina pomeriggio e sera, ha quotidianamente. Il coraggio ce l’ha avuto pure la Direzione che ha avallato e sostenuto il progetto ed il risultato è senz’altro soddisfacente. Una serie di piatti per altro non semplici ci sono arrivati a tavola con un buon ritmo, in generose porzioni e curata preparazione. Meglio le due carni, succulente e gustose, dei due primi inutilmente ridondanti.
Un bel servizio in questo Borgo bello e ben tenuto. Dall’arrivo alla partenza, grande cura nelle camere,e al ristorante dove una brigata affronta un compito non semplice: una clientela esigente e numerosa che ininterrottamente occupa la sala, tra colazione al mattino, lunche e dinner, non c’è praticamente sosta. Un plauso alla prima colazione veramente varia e di qualità, con anche qui un servizio cortese e premuroso. Direttore Achille Di Carlo, F&B Stefano Venchiarutti, Direttore del Ristorante Gaetano De Maio, complimenti a loro e a tutti i ragazzi, premiati giustamente anche dal Gambero Rosso.
Abbiamo sempre trovato affascinante questa veranda del Cafè Trussardi con il verde che ti cala dall’alto e la Scala di fronte. E’ la Milano che ci affascina, quella che ha la storia e che guarda verso il futuro. Non ci avevamo mai mangiato e questa volta invece ci siamo fermati per un rapido lunch. Tutto nella norma, corretto con un punto a favore per il pollo di fattoria e uno a sfavore per delle tagliatelle alle castagne troppo cotte e dolciastre.
Mezzo anno di vita ed è già famoso, non un posto libero a pranzo o a cena da quando hanno aperto! Praticamente tra i colleghi eravamo gli unici a non esserci stati. Dobbiamo dire che le hanno azzeccate tutte: la location vicino a piazza Fiume dove transitano tantissime persone che contano; l’ambiente semplice e gradevole da bistrot parigino (solo molto rumoroso) con la cucina a vista, i coperti piccoli e stretti che sembra di stare a Place Contrescarpe; la simpatia del team di guida: Alba in cucina, Michel in sala (una coppia formidabile, il gigante e la bambina) con Mario che coordina ed è gran comunicatore, e infine quella che è di questi tempi la cosa sempre più importante: l’ottimo rapporto prezzo qualità. Un passato dai Roca a Girona e soprattutto anni da Paco Torreblanca, il gran signore della pasticceria spagnola, e poi Alba è arrivata in Italia dove ha un pò girato (Giuda Ballerino e la Bandiera) prima di aprire questo ristorante. E’ ancora giovanissima e l’abbiamo vista perdere sul filo di lana contro un Marco Martini scatenato (ma ha 5 anni più di Lei) a Emergente Centro a Firenze. Eravamo quindi curiosi di vedere come si mangiava e dobbiamo dire che anche noi siamo stati conquistati dalla grazia di Alba e convinti della sua potenzialità. Certo è che il troppo successo impedisce l’approfondimento e il perfetto equilibrio dei piatti, cosicchè sembra a volte che manchi qualcosa, o che ci sia una cosa di troppo. I piatti migliori? Un’ottima ostrica abbinata al calvados e una leggera mousse al rosmarino. Dall’altra sponda mettiamo un gambero rosso un pò piacione banalizzato da un ingombrante pomodoro e un buon maialino coperto da troppe salse tutte dolciastre.
Ci siamo entrati per caso avendo parcheggiato la macchina proprio lì. Come non rimaner subito colpiti dalle mille curiosità e stranezze di questo locale di divertente e varia ambientazione! Abbiamo subito capito che non ci saremmo annoiati e infatti subito dopo abbiamo conosciuto lo chef, il giovane Ivan, più curioso e stimolante dello stesso ambiente. Pieno di vita e di idee, con altre attività in rampa di lancio alle quali auguriamo la fortuna che si merita….se tutti i giovani fossero come lui, l’Italia andrebbe sicuramente più avanti. Per inciso non si mangia male, piatti semplici e concreti, quelli che per l’appunto si desiderano in un bistrot.
Rocca Civalieri, il ristorante
Un ristorante elegante che lo troviamo pieno, e di questi tempi non è usuale, anche se i coperti non sono tanti. Alla guida il giovane Ivan Tondat, friulano, esperienza da Scarello e oggi qui, sotto la guida di Andrea Ribaldone. Una cucina che rassicura, offre sostanza, e qualche sprizzo di quella classe che a Ribaldone di certo non manca. Divertente la patata al caolino, buono il colombaccio (un pò meno il risotto), ottimo veramente il maiale locale interpretato ad arte. Nel complesso vale la visita anche perchè la struttura è pregevole, il servizio premuroso e la cantina è bellissima (come struttura, mentre è da migliorare la selezione e la varietà dei vini). Insomma Andrea Ribaldone si conferma chef errante, ma sempre attento a scegliere con cura i suoi collaboratori e a firmare menù di qualità.
