Tanti anni fa eravamo andati con Paolo Parisi al Tapiro Verde di Lari (vicino Pisa) e ci aveva colpito questo giovane chef, David Tamburini di Empoli, in cucina con la sua moglie giapponese (ora si sono separati). Poi l’abbiamo perso, ma nel frattempo lui era andato da Leeman e Lopriore, come dire due tra i nostri più intelligenti chef. E i risultati ora si vedono. Era già promettente allora e oggi sfoggia una cucina di gran livello, elegante con colpi di classe. Un’altra perla che si aggiunge alla ricca scelta della zona e rende Modica ancora più attraente. Sia lode a David, ma anche a Paolo Failla, il proprietario, che con lungimiranza e coraggio tanto ha investito per fare del suo Palazzo una sosta di riguardo. L’obbiettivo è centrato e speriamo che il successo conforti queste scelte. Ci godiamo nel frattempo l’eleganza del porro in cartoccio, la bontà povera della spuma di patata nella sua buccia, il gran sapore del sushi di terra, la curiosità delle linguine con cagliata di mandorle, la rivisitazione della pasta con le sarde, la bellezza della pescatrice in bianco e nero e la bontà golosa del quasi arancino. Tra tante ricette riuscite due colpi a vuoto: la seppia ricostruita che ha perso la sua essenza e il coniglio che scivola in bocca. Ultima lode al servizio del giovane Salvo.
Ristorazione&Ospitalità
Locanda del Colonnello a Modica
Cambio di mano e livello sempre ragguardevole in questo delizioso locale, alternativa più informale della Gazza Ladra. Ora c’è Davide Minerva, chef giovanissimo conosciuto da Liuzzi, che qui si esprime in siciliano non dimenticando le sue origini pugliesi (i cavatelli di grano arso, che però è il piatto che ci è meno piaciuto). Una cucina che si fa apprezzare per i sapori e il buon prezzo, curata e seguita da Giorgio Failla, figlio di Paolo, che ci regala una gran ricetta: dei soavi gnocchi di ricotta ben ravvivati da un equilibrato ragù di maiale.
Festa alla Locanda Liuzzi, con ottime bollicine, e una cena sontuosa di mare ideata da Raffaele che forse talvolta esagera nella sua esuberanza e qualche ricetta gli esce un pò troppo barocca. Ma è sempre uno chef da tenere d’occhio: non si arrende mai, ha sempre qualche novità in atto, propone continuamente serate a temi divertenti e dissacranti….insomma con lui non si corre il rischio di annoiarsi.
Spirito Mediterraneo a Modica
Sulla strada di Cava Ispica venendo da Modica ecco questa costruzione moderna un pò squadrata e lineare tutta bianca che ospita numerosi banchetti e che ha una saletta per il fine dining. Vincenzo Gulino è chef giovane, modesto e preparato. Con professionalità ci serve una buona sequenza di piatti che peccano magari nella presentazione (pensiamo al dentice) ma non nel gusto a parte dei panzerotti alle fave troppo dolciastri. Da lodare il pane, le focacce e i grissini, e anche il cannolo e la pasticceria finale.
Ciomod, cioccolato modicano, è tante cose assieme. Produzione di cioccolato e negozio in città bassa, ospitalità con qualche semplice camera in masseria, ristorante pizzeria e eventi nella struttura composita di fronte che apre in questi giorni anche un wine bar. Insomma un locale multifunzione che sembra piacere a tanti, giovani e meno giovani, grazie anche all’arredo un pò stravagante, ma accogliente. Abbiamo assaggiato la pizza e non era male, anzi!
Uno dei ristoranti più belli della Sicilia è alla base di Ragusa Ibla in una delle vecchie grotte. Prezioso e suggestivo si avvale dell’opera di Pinuccio La Rosa, più che direttore direi imprenditore illuminato e capace che grazie anche all’importante lavoro svolto con le Soste di Ulisse, tanto ha fatto per la ristorazione dell’isola. Gestisce anche il ristorante estivo a Marina di Ragusa e l’ospitalità della Locanda con belle camere ricavate in alto nel cuore dell’Ibla. Sulla sua strada ha trovato giovanissimo Vincenzo Candiano e non se lo è lasciato sfuggire. Anche noi l’avevamo subito notato e invitato al primo Emergente Sud di tanti anni fa quando era ignoto a tutti. Vinse al primo tentativo e oggi festeggia la seconda recente stella michelin. Insomma uno chef ancora giovane e sicuramente capace che ci conferma la sua misura e classe con un pranzo corretto, stilisticamente appropriato e continuo che trova il vertice nella parte centrale (ottimi gli spaghetti, con il baccalà e la cernia), leggermente sottotono i dessert finali. Si muove ben anche il resto della brigata che gira in modo efficiente sotto lo sguardo sempre vigile di Pinuccio.
Satra, timo in dialetto locale a testimoniare la vicinanza con il territorio e con gli Aromi. Qui con l’aiuto di Enrico Russino si organizzano degustazioni e piccoli eventi proprio su questo tema, ma tutti i giorni la cucina funziona (e bene) grazie ai due titolari Rita e Manuel, ambedue legati a Ciccio Sultano (Lei come prima moglie, Lui figlio della stessa madre). Cucina di rispetto basata oltre che sugli aromi sui grani antichi e infatti sia il pane che il cuscus meritano da soli la visita. Incocciato a mano con un ottimo assortimento di pesce fresco e ben profumato, è stato uno dei migliori cuscus assaggiati recentemente. Buono anche il macco e il dessert, mentre i due primi ci sono piaciuti di meno.
Alla periferia di Leuven è questo iccolo, ma curato ristorante aperto sul verde in stile moderno. Bello l’ingresso con vista sulla cucina e piacevole la sala ben illuminata. I fratelli Folmer erano pasticcieri in Francia, poi Veerle ha portato Laurent a Leuven e così è nato questo ristorante che in breve è arrivato al successo e alla stella michelin. Laurent da pasticciere è diventato chef e al suo fianco ha richiamato il fratello patissier. L’accoglienza è cortese, l’attenzione massima per fare stare a proprio agio la clientela. E anche i piatti escono curati al dettaglio, secondo una linea classica molto alleggerita che trova poi nei dessert un colpo d’ala.
D’altra parte del “ring”, la circonvallazione di Leuven, all’altezza delle belle e antiche prigioni, è questo antico ristorante, dal nome lungo e complicato: Het Land aan de Overkant, che due anni fa è stato completamente rinnovato, e offre oggi un ambiente moderno e piacevole aperto sul giardino sul retro, con tavoli di acciaio e legno ben distanziati e un atmosfera di indubbia classe e eleganza. Anche la cucina è affidata a mani giovanissime, mentre in sala c’è tutta la professionalità dell’esperto Luc, da anni in campo, che tra l’altro conosce i migliori locali e botteghe della zona e Vi consiglierà al meglio su dove andare. Un bel posto dove la cena scorre lieta, senza pretese e sorprese.
Dall’altra parte di città, nella zona industriale vicino alla fabbrica della Stella Artois, la più nota delle birre belghe, è il ristorante più noto e di successo di Leuven: Luzine. Due chef e un patissier al comando: Jeroen Meens, Koen Tossyn e Didier Deroover. Dal di fuori è un capannone, dentro sembra una discoteca, arredata come da noi era di moda negli anni novanta. Sempre pieno , bisogna prenotare con almeno tre settimane in anticipo. Ci siamo accontentati di fare un giro.
