Varie
Fuori dalle abituali rotte si scoprono i tesori migliori. Come questa Orsara che non ti aspetti, pulita e distesa sul fianco di una collina. C’è una bellissima chiesa ben recuperata e c’è un centro storico rimasto fuori dal tempo. e poi c’è Pane e salute, un forno antico di secoli, un forno a paglia che fa un pò di fumo, ma anche un gran pane. Si usano farine di grano tenero (randa e Genoa) e di grano duro (Adamello) e questi panoni grandi lievitano per molte ore, cuociono anche per ore e ce ne vogliono almeno altre due per raffreddarsi. Ci vuole quindi amore passione e pazienza,ma alla fine ecco uno dei pani più buoni d’Italia.Grazie ad Angelo Di Biccari che lo fa, e grazie a Peppe Zullo che miha portato qui.
Se sopra Orsara Peppe Zullo ha costruito il suo “Paradiso” (vedi post), sotto al paese ha realizzato il suo sogno. Un sogno impegnativo: è partito dall’antica Villa Jamele, rifacendola completamente e inserendo una scuola di cucina e quattro belle camere. Poi si è guardato intorno e pian piano ha aggiunto una grande sala per banchetti con delle cucine veramente estese, accanto un’ altra sala banchetti/convegni magica nella sua trasparenza. Peppe Zullo costruttore, ma anche contadino. Eccolo utilizzare il bordo del fiume per inserire allevamenti di maiali, conigli, polli ecc.. e ancora realizzare lungo il fiume un bel percorso didattico nel bosco attraverso piante e arbusti, fiori e alberi. Ea in ultimo l’orto, immenso e declinante con al centro la chicca: una cucina all’aperto dove spesso invita i clienti, ma a volte anche solo i bambini, per fare una cucina a centimetro zero in mezzo all’orto che ama tanto.
Torniamo nella località più evocativa tra tutte le destinazionid montagna: Sankt Moritz, vediamo cosa c’é di nuovo…
Consegnati a New York e a Mosca gli Italian Cuisine Worldwide Awards in occasione dell’International Day of Italian Cuisine
Alexander Averin, Tara Tan Kitaoka, Giorgio Nava e Piero Selvaggio, i vincitori degli Italian Cuisine Worldwide Awards 2013, gli Oscar della Cucina Italiana nel mondo, vengono da mondi e nazioni diverse eppure hanno molto in comune. Alle chiacchiere preferiscono i fatti. Il loro successo dura da anni ed è costruito su investimenti, rischi e sfide, affrontati personalmente. Sono punto di riferimento per migliaia di consumatori, mantengono le loro attività al passo con i tempi ma, soprattutto, lavorano costantemente per promuovere o proteggere nei loro paesi la cultura enogastronomica italiana, autentica e di qualità.
Il centro storico di Peschici occupa tutto l’alto sperone di roccia che si protende a picco sul mare. E’ il posto più suggestivo e caratteristico della zona, molto animato specialmente in stagione. Qui Domenico Cilenti gestisce il ristorante Porta di Basso, il migliore della cittadina e , visto che nel centro non ci sono grandi alberghi, ha pensato bene di realizzare qualche bella suite. Sono comode, confortevoli e con grande in vista (quasi tutte) sulla ripida costa. Con in più la comodità di poter cenare, e bene, a poca distanza da dove si dorme. (per info chiamare il ristorante o Domenico: 3478674712)
San Marco in Lamis, un piccolo e bel centro storico dell’alto Gargano è stato ormai completamente accerchiato da un’edilizia che grida vendetta. Un vero peccato, ma a consolarci è questo piccolo ma efficiente forno che produce un pane a lievitazione naturale degno di lode e accanto a questo una serie di focacce, dolci lievitati golosi ed infine la specialità dei taralli, ancora fatti a mano. Se passate in zona è da non perdere! Dietro la famiglia Cera, con le donne al lavoro e Antonio alla guida manageriale.
Sulla provinciale 22 salendo verso Rignano ad un certo punto un’indicazione: Masseria Paglicci e una strada in terra battuta vi farà scoprire un ambiente straordinario di oliveti e alla fine questa antica masseria ben conservata. Un posto splendido e dentro la sopresa di trovare un allevamento libero di mucche e capre che danno origine ad una serie di formaggi tra i migliori mai assaggiati di queste tipologie (caciocavalli podolici e ricotta). L’unico inconveniente è la produzione, piccolissima, per la qualcosa occorre prenotare i pochi pezzi ed è difficile trovare caciocavalli che arrivano alla giusta maturazione: vengono venduti e consumati prima. Comunque complimenti al lavoro di Giuseppe Bramante, proprietario della bella struttura.
