Carlina a Torino

La piazza è nobile ed aristocratica, e anche il palazzo appare severo. Una sapiente ristrutturazione ne ha illuminato il vasto cortile dove si affacciano le camere dell’Hotel. Al piano terra un bel bar accogliente e subito dopo il ristorante dell’albergo che deve sopperire a varie funzioni: la colazione al mattino, il pranzo spesso veloce, la cena alla sera. Pur facendo parte della catena degli NH Hotels, qui la gestione è separata ed è rimasta della proprietà, famiglia De Giuli, indubbiamente appassionata, con il desiderio di fare di questo posto una tavola gourmet. Oltre che appassionati sono anche coraggiosi. Hanno chiamato qui il giovane Andrusyshyn Vasyl ucraino di origine, ma cresciuto poi qui in Piemonte con Pier Bussetti (chef bravo ed eclettico) ed ha poi aumentato il livello di contaminazioni andando in giro per Brasile, Francia e passando anche per il Noma. Il rislutato è tuttaltro che banale, i piatti si succedono rivelando indubbie doti di base, un talento che riesce a coniugare ingredienti di mezzo mondo con sufficiente tecnica, e piacevole disinvoltura. Nulla ci ha fatto gridare al miracolo, ma quasi tutto ci è sembrato gradevole con il tacos Carlina in primo piano seguito dalla trota in carpione e dalla composizione di cozze e ricci di mare. Un ristorante diverso che ci pare appropriato in una città che aspira a diventare sempre più internazionale. Di fondo più che la cucina (e un valente servizo di sala) qualcosa comunque non ci convince, forse è l’ambiente, l’arredo, che cambia stile lungo il corso della giornata e rischia di non trovare una propria identità.

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