Bu:r a Milano

Origini olandesi e amore (ed esperienza di vita) per la Sicilia, Eugenio Boer è un bel cocktail di passioni. Da lui di sicuro non ci si annoia e questo secondo noi è già un bel motivo per andarci. Ci ha sempre convinto, ma usciamo sempre con la sensazione che potrebbe fare di più, proprio perchè lo stimiamo come modo di fare e ragionare. Ma partiamo dal locale, non ci eravamo ancora andati, o meglio sì, ma tanti anni fa quando si chiamava Yar e ha rappresentato uno dei primi locali etnici di livello, per giunta su una cucina da noi non proprio così popolare come la russa. Completamente ripensato ed alleggerito si presenta con pochi tavoli distanziati. Un servizio giovane ci suggerisce vini particolari e ecco i piatti. Una bella sequenza dove emergono le capacità tecniche dello chef (pensiamo ai raffinati stuzzichini iniziali) e dove seguono parecchi alti e qualche tono minore. Gli alti (il benvenuto, l’ottimo sgombro che purtroppo non è in foto, il fiore di sambuco e la crema di cipollotto guarnita) ci sembrano appartenere più al versante nordico, mentre meno convincenti ci sono sembrate le aperture verso il Mediterraneo. Ma, come dicevamo all’inizio, si esce con la voglia di ritornare.

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