MEDITAGGIASCA:
una grande oliva non solo per un grande olio
Taggia – Sabato 16 e Domenica 17 Maggio 2015 ore 10 – 18
MEDITAGGIASCA:
una grande oliva non solo per un grande olio
Taggia – Sabato 16 e Domenica 17 Maggio 2015 ore 10 – 18
EMERGENTE CENTRO E SUD 2015 – Chef e Prodotti
Circolo Canottieri Napoli, Via Molosiglio 1, Napoli
30 e 31 maggio 2015 – orario 15:00 – 22:00, 1 giugno 2015 – orario 10:00 – 17:00
Anche quest’anno Luigi Cremona e Witaly Srl porteranno i grandi Chef del centro e del sud Italia a contatto diretto con il pubblico partenopeo nella splendida location del Circolo Canottieri Napoli. In questa meravigliosa sede verrà assegnato quest’anno per la prima volta oltre al premio miglior chef emergente del sud d’Italia anche quello del centro Italia. Questa stimolante competizione quindi vedrà per la prima volta competere più di 20 giovani e preparati Chef provenienti da tutte le regioni del Centro e del Sud d’Italia.
Di seguito i nomi dei partecipanti al concorso “Chef Emergente del Centro 2015”. Dalle Marche: Andrea Giuseppucci – La Gattabuia, Nikita Sergeev – Ristorante l’Arcade. Dalla Toscana: Michele Panzarini – Il Pellicano, Andrea Madonia – Fubi’s. Dall’Abruzzo: Almerino Lombardi – Ristorante Reale. Dal Lazio: Mirko Ceravolo – Ristorante Il Fungo, Mattia Lattanzio – Pipero al Rex, Francesco Palombo -Naturalmente Nacci, Davide Mandarino – La Terrazza, Marco Mattana – Trattoria Epiro.
Questi invece i partecipanti al premio “Chef Emergente del Sud 2015”. Dalla Campania: Claudio Girardi – Boda de Ciondro, Marco Laudato – Rossellinis Palazzo Avino, Maurizio De Riggi – Markus, Giovanni Arvonio – Taberna del Principe. Dalla Basilicata: Gianfranco Bruno – Lo Scrigno Dei Sapori. Dalla Puglia: Giovanni Gigante – Cecconi’s Mayfair, Giuseppe De Lucia – Pashà, Andrea Cannalire – La Sommità di Ostuni. Dalla Calabria: Francesco Carlini – Ariha Hotel, Antonio Biafora – Hotel Biafora. Dalla Sicilia: Giuseppe Raciti – Zash.
Oltre alle varie esibizioni si potrann gustare nell’area gourmet i piatti preparati da vari chef stellati provenienti da varie regioni.
Più di 70 produttori presenti che nei tre giorni metteranno in degustazione i loro prodotti:
Di seguito gli artigiani del gusto, gli sponsor tecnici e i main sponsor che parteciperanno alla manifestazione: 2Aerre, 32 Via dei Birrai, Acetaia Malpighi, Aceto Balsamico Giuseppe Giusti, Agricola Giansanti, Agricola Paglione, Agricola Trentin–I Contadini, Agugiaro & Figna, Azienda Agricola Conte Spagnoletti Zeuli, Azienda Agricola La Baita e Galleano, Azienda Agricola Le Querce, Azienda Agricola Sapori Vesuviani, Azienda Agricola Terre Bianche, Birra Antoniana, Birrificio Del Forte, Caraiba, Confagricoltura, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana, Cook_inc., DaniCoop, De Cecco, Degù Cibi Scelti, EcoZema, Ferrarelle, Filotea, Glion Institute of Higher Education, Gourmet Service, High Quality Food, Il Cervo Rampante, iGreco, Inpact, Italforni , Koppert Cress, La Fiammante, Lavazza, Le Creuset, Macelleria Mario Carrabs, Mareno Cucine e Agenzia Stefano Conti, MC srl, Mepra, Mesa Design, Metro Cash and Carry, Moncaro, Orved, Riso Buono, Sabadì Cioccolata, Selecta, Tonno Colimena, Tosco Bosco, Valoriani Forni, Valsana Srl,.
Per maggiori informazioni: http://www.witaly.it – Telefono 342.86.29.707 – ufficiostampa@witaly.it
Corto Circuito dei Contadini 2015 – Domenica 24 e Lunedì 25 Maggio, Vieste
Domenica dalle ore 11.00 alle ore 21.00 e Lunedì dalle ore 10.00 alle ore 16.00
Domenica 24 e Lunedì 25 Maggio, il Gal Gargano, Gruppo di Azione Locale del Gargano, organizzerà, in collaborazione con Luigi Cremona e Witaly, “Corto Circuito dei Contadini”.
Gegè Mangano, Pugliese doc, ha iniziato a cimentarsi con il cibo e le sue delizie precocemente, nella cucina materna, e poi come maître d’hotel e sommelier in numerosi alberghi e ristoranti di tutto il mondo.
Poi il ritorno nella sua Monte Sant’Angelo (Foggia), dove giovanissimo, poco più che trentenne, ha aperto e conduce a tutt’oggi con successo il ristorante “Li Jalantuùmene”, ovvero “I Galantuomini”.
Autore del libro “Terra, cultura e cucina del Gargano”, edito da Veronelli, pensa che la cucina sia territorio con un tocco di innovazione…..
…….”Coltiviamo la nostra identità con sapori familiari e nuovi accostamenti. Quotidiano come nelle proprie cose, difendere le radici e la fantasia per conservarsi il piacere di stare a tavola.”
Gegè Mangano
Controverso perché irrimediabilmente uguale a se stesso, apparentemente rigonfio della sua essenza viareggina, schietto e collegato all’universo delle piccole cose della terra da cui sublimare essenze che divengono ricordi, sotto forma di sogni alimentati dai suoi piatti non rari, unici. E’ Cristiano Tomei, de L’Imbuto di Lucca, il grazioso ristorante incastonato, come una perla nel guscio, nel centro di arte contemporanea lucchese, LU.C.C.A.. Dopo la presentazione della guida Michelin, Cristiano è ufficialmente una nuova Stella Michelin.
Lo chef è un’artista, lo chef opera in un museo. Ma lasciatecelo dire, Cristiano rappresenta, per il suo stesso modo di pensare cucina, una svolta epocale all’interno di una guida così importante. Non ha nessuno alle spalle, gigioneggia garullo come un one man band (ma con fidi collaboratori) che serve ciò che produce, direttamente da Never, Neverland. Una parabola, consacrata nel 2014 anche da una certa fama a livello televisivo, ascendente. Si perché ora è facile dimenticarsi dei tempi in cui questo ragazzotto veniva persino denigrato. Sperimentazioni ardite, un piatto lo fa bene, l’altro male…quanto ne abbiamo sentite! E’ la dura legge di Viareggio, città da cui ad un certo punto Cristiano, ha dovuto prendere le distanze: “Viareggio t’amo, ma ci dobbiamo lasciare.” Guardando alle ultime vicende politiche ed economiche della città, la storia di Cristiano, comunque imprenditore di se stesso, sembra quasi una profezia per il lento declino della Perla della Versilia.
Istinto animale. Genialità umana. Follia Dionisiaca. Con quella fascia alla Rambo. Cristiano è sempre stato così. Ha il grande merito di aver proceduto a schiena dritta per la sua strada, certo extra-gourmet, ma pura, ricolma di conoscenza primitiva, dove quello che mangi lo sai ma diventa, in un attimo, il pretesto sensuale per riaprire la mente a spezzoni della tua vita, forse dimenticati. Difficile trovare un altro chef in grado di dopare la tua esperienza gastronomica come Cristiano.
Ora si forgia della Stella Michelin, che rifulge in città, mentre tutto rimarrà uguale a se stesso, ovvero, in continuo folle divenire.
Nato a Molfetta il 25 Febbraio del 1983, lo chef Mario Musci scopre la sua grande propensione per l’arte sin dalla tenera età. All’età di 6 anni frequenta una scuola privata di musica, dove studierà per i successivi nove anni pianoforte, disciplina in cui si rivelerà davvero capace.
Ed è grazie alla sua arte musicale che Mario scopre di essere portato per la cucina. A soli 15 anni, rientrando a casa dopo un concerto in piazza, assalito da una “fame da lupi”, decide di preparare il suo primo piatto: una pasta piccante, al pomodoro. Con enorme sorpresa, l’esperimento non solo riesce alla perfezione, ma suscita nel ragazzo un mix di emozioni, mai provate prima.
Concerto, dopo concerto e piatto dopo piatto nella sue orecchie si fa sempre più incalzante, una leggiadra melodia, suonata non da un pianoforte, ma dai suoi fornelli.
Mario è creativo al suo pianoforte, tanto quanto con le sue pentole, la sua bravura sul pentagramma non è seconda alla sua fantasia in cucina.
VOGLIO FARE IL CUOCO: così ha inizio la nuova vita di Mario Musci, oggi un uomo, capace di utilizzare in cucina l’estro artistico di un grande musicista, per creare con le sue mani qualcosa che tutti possano apprezzare.
La carriera dello chef Mario Musci inizia nel 1998 tra i banchi di scuola, all’istituto professionale Alberghiero di Molfetta. È qui che tra una lezione e l’altra sperimenta le sue prime ricette, anche se acerbe, ma tutte un programma.
Questo entusiasmante percorso didattico procede inesorabile, affiancato dalle prime esperienze lavorative nei locali del paese, dove l’avida mente di Mario apprende tutti i trucchi del mestiere. Esperienze talvolta deludenti, da cui Mario ha preso solo il meglio, grazie alle quali oggi è lo chef che in molti conoscono ed apprezzano.
la sua formazione accademica continua, il suo saper fare bene in cucina è evidente ed indiscutibile e le prime vere esperienze di lavoro non tardano ad arrivare.
Il suo docente del corso di cucina propone alla classe una stagione di lavoro estiva in un caratteristico ristorante sull’isola d’Elba, a Marciana Marina. La sua mano fu più lesta della sua mente ed istintivamente si alzò per accettare quell’irresistibile proposta e a soli 15 anni si ritrova con un biglietto ferroviario in mano, pronto a partire per l’isola che un tempo fu terra d’esilio per grande imperatore francese Napoleone Bonaparte.
È qui che ha davvero inizio la vita professionale dello chef Mario Musci, che inizia come “commis di cucina”, prosegue nelle cucine più prestigiose d’Italia, formando uno dei più prestigiosi cuochi della nostra ridente penisola.
Attualmente lo chef Mario Musci opera presso il GALLO RESTAURANT, localino d’èlite della città di Trani.
“E’ il sogno di ogni cuoco che ha delle aspirazioni. Un premio per quello che hai fatto e un incentivo per quello che vorrai fare”. Nicola Fossaceca e il ristorante “Al Metrò” , di San Salvo Marina, hanno conquistato la Stella Michelin nella guida 2013. Un riconoscimento che porta un’attività a gestione familiare alla ribalta del mondo della cucina internazionale. Nicola, 29 anni, è uno degli astri nascenti della cucina internazionale. Insieme al fratello Antonio, sommelier, gestiscono il ristorante a pochi passi dal mare, nato proprio di fianco alla storica pasticceria di famiglia. “La stella va allo chef- ricorda lui- ma questo è il riconoscimento ad un gruppo di persone che ci supporta. Nel locale siamo in 6, ma poi ci sono tutti quelli che gravitano attorno, a cominciare dai nostri fornitori. Senza un’eccellente materia prima sarebbe tutto impossibile”.
La cucina di Nicola Fossaceca sposa la tradizione con l’innovazione. Una delle peculiarità è che tutto ciò che viene portato a tavola viene consumato. Ogni singola lisca viene eliminata dal pesce. Un lavoro certosino, quello svolto nella cucina, ma che risponde ad una precisa scelta. “Vogliamo prenderci cura delle persone che abbiamo a tavola. E’ chiaro che questo richiede molto lavoro è sacrificio. Però per noi è il voler far vivere 1-2 due ore di tempo piacevole al nostro ospite, che viene con la curiosità di scoprire la cucina e l’abbinamento con il nostro territorio, in quello che c’è nel piatto e in quello che va oltre il piatto”.
Il territorio, le radici, l’accoglienza, sono caratteristiche che poi si trovano a tavola. “La stella è arrivata a noi, è vero. Però è arrivata in una città, in un territorio che potrebbe crescere ancora molto. E io spero che venga presa come una voglia di fare, che diventi il motivo per spronare tanti altri”. Un riconoscimento così prestigioso è certamente un bel punto d’arrivo. Ora si aprono nuove strade per Nicola e Antonio Fossaceca e il Metrò. “Ci hanno dato fiducia -dice lo chef- e questo apre un nuovo capitolo per noi. Ci troveremo a confrontarci con realtà e persone più grandi e preparate di noi. Sappiamo che possiamo fare ancora molto meglio e questo sarà uno stimolo per continuare a crescere. Questo è fondamentale. Dall’amico che viene è ci dice quali sono le sue impressioni su un piatto, fino al grande ristoratore, ogni stimolo deve significare miglioramento e crescita”.
La scelta di Nicola e Antonio è quella di portare avanti la loro attività in una dimensione forse piccola se paragonata ad altre realtà. “Abbiamo 24 posti a sedere. Per come lavoriamo di più non sarebbe possibile averne di più. E’ chiaro che di questi tempi forse è una scelta più difficile, perché magari sarebbe più semplice avere più coperti. Però se vuoi fare questo tipo di cucina, con queste lavorazioni, bisogna avere queste dimensioni”.
La stella Michelin certamente porterà maggiore attenzione su questa realtà. “Ma noi restiamo umili come prima, se non di più. Certo, quando ricevi una notizia del genere, per un attimo fantastichi. Però poi ti rendi conto che ci sono tante altre realtà da cui hai ancora tanto da imparare. Continueremo a lavorare così come abbiamo sempre fatto”
Chef del ristorante gastronomico sulla Costa Azzurra, Geoffrey Poësson è un giovane cuoco di 37 anni, nato a Meaux. Ora è il proprietario del ristorante La Badiane a Sainte Maxime e lo chef dello stesso dal 2011.
Una prima formazione solida in pasticceria l’ha portato ad esercitare la professione di pasticcere negli Stati Uniti e nel Principato di Monaco. Al suo ritorno in Francia, ha subito deciso di aprire il suo ristorante sulla Costa Azzurra, a Sainte Maxime.
L’amore per il prodotto e per la buona cucina lo fanno rapidamente diventare un’identità nel suo territorio, che gli è valso il titolo di “grande futuro” dalla guida Gault & Millau nel 2009.
Continua così a salire, perfezionando sempre più la sua cucina.
Una perfetta padronanza della cottura e dei condimenti, accuratamente selezionati e prodotti con creatività, e le associazioni sottili combinate con tecniche culinarie e fantasia lo porteranno così, solo 2 anni più tardi, alla sua prima stella Michelin.
Chef, oltre che titolare del suo ristorante, ha vinto numerosi premi, rimanendo comunque una persona molto umile, in quanto a fargli da guida sono in primo luogo la condivisione e buon umore.
Sua madre apre il primo ristorante nel 1982 dove Domenico inizia a capire che la sua passione sono i fornelli. Cosi’ nonostante abbia terminato gli studi da geometra decide di seguire le orme della madre.
Nel 2009 Christophe Dufau ha trasferito in una silenziosa villetta ricca di moderne opere d’arte, lontana dal centro della tranquilla Vence, il suo ristorante che, a Tourettes sur Loup, aveva mietuto già fama e allori.
All’interno, attraversata la sala da pranzo al primo piano, si accede a un piacevolissimo pergolato circondato da un rigoglioso giardino con tanto di orto.
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