L’Asinello con umiltà passo dopo passo di strada ne ha fatta da quando lo conoscemmo tanti anni fa. E, cosa importante, senza perdere il candore e la semplicità degli inizi. Senza strafare, non sarebbe il luogo (un piccolo borgo tra le vigne del Chianti) la sala è più elegante e confortevole, la cantina ben predisposta e accessibile, la cucina più organizzata. L’occasione è ghiotta: un pranzo a 4 mani con l’amico stellato Filippo Saporito, impreziosito da una serie di champagne di rilievo di Bergere, rappresentati ed introdotti da Massimo Fabiani. Un’occasione per riassaggiare i piatti di Senio (con Filippo abbiamo recentemente condiviso un lungo viaggio), e per apprezzarne lo stile misurato, gli ottimi prodotti di base, la semplicità dell’accoglienza. E’ una cucina non per chi ama l’avventura, ma i tanti che ricercano la sostanza saranno accontentati.
Luigi Cremona
Siamo sicuramente capitati in una giornata sfortunata, con la sala al completo e in ritardo, e qualcosa non ha funzionato al massimo, perché a detta di tanti questo è il locale preferito dai gourmet e dagli appassionati. Ed in effetti lo chef è preparato, con esperienze importanti alle spalle. Solo che il percorso scelto si è rivelato complicato, con una serie di proposte fin troppo barocche, pesanti e affollate di ingredienti spesso in largo eccesso. Perfino l’appetizer invece di essere una sfiziosità leggera ed invitante era costituito da due tortelli fritti piuttosto pesantucci. Detto questo, e ci dispiace, perché poi abbiamo scoperto una coppia piacevolissima semplice e carina come quella di Daniela in sala e Kohsuke in cucina, la tecnica c’è e anche i sapori non mancano quando il piatto risulta più equilibrato nella sua concezione (vedi ad esempio il buon risotto). Ci auguriamo di ritornare presto e suggeriamo comunque a bravo Kohsuke di non dimenticare le sue origini giapponesi che a noi ricordano minimalismo e leggerezza.
E’ uno dei locali storici di città, il primo che nei nostri ricordi visitammo negli anni ottanta. Poi un lento declino ed ora, da qualche tempo, una nuova gestione (Famiglia Causarano) lo ha ripreso e completamente rinnovato. La consulenza è di Senio Venturi de L’Asinelllo, in sala Davide Manganelli e Giulia Causarano, in cucina l’esperto Daniele Dattoli. La sala è piacevole ed accogliente, il servizio curato, il menù calibrato. Ci si mangia bene, senza avventure, con qualche piccola sbavatura: i troppi fritti, il ridondante carpaccio dei ravioli, il filetto troppo coperto. I piatti migliori il risotto e il piccione, e anche i dessert sono curati e degni di attenzione.
Acquasparta è uno dei borghi più belli d’Italia caratterizzato da un Palazzo che ne occupa circa la metà, bello e imponente. In una delle viuzze c’è un grottino con una saletta e soli 4 tavoli: Le Petit. Qui è la cucine de I Lincei Catering, semplice e pulita, non vuole apparire ma trasmettere la sostanza.
Siena è un importante città del vino, Siena per noi è una tappa tra le più belle di Emergente Sala. Lo scorso anno la città di ha accolto benissimo e quest’anno replicheremo il 15 e 16 maggio. Presentiamo l’evento in occasione di Wine&Siena un altro bellissimo evento di Helmuth Koecher del Merano Wine Festival in compagnia di Alberto Tirelli, assessore del Comune di Siena che ringraziamo e di Claudia Palmieri partner dell’evento.
La Tenuta di Arceno appartiene da anni alla Jackson Family Wines, prorietà di Barbara Banke, che non ha lesinato investimenti e infatti la qualità dei vini è aumentata granzie anche all’ottimo lavoro di esperti del calibro di Pierre Seillan e Lawrence Cronin. Questi ultimi due li ritroviamo al Roof dell’Acqualina per un’interessante degustazione in due tempi (prima al roof e poi in abbinamento dei piatti al lunch). Una serie di ottimi vini rossi, con al vertice l’eccellente Arcanum, un cabernet franc in purezza sul quale giustamente la Tenta punta da quasi venti anni. Tra i piatti di Daniele Lippi un plauso agli ottimi tortelli di faraona.
Un grande prodotto italiano si presenta alla stampa romana: il Prosciutto di San Daniele. L’occasione è il nuovo regolamento, più preciso e stringente e la cosa non può che farci piacere. Siamo nel bel Palazzo Rospigliosi, cucina Francesco Apreda e quindi la cena non può che essere buona Ed infatti lo è con una perla: il risotto alla cipolla rossa con prosciutto di San Daniele, un piatto da ricordare.
Altra serata di Acquacircus e altra chicca: Matteo Baronetto, il noto e acclamato chef del Cambio di Torino, con Daniele Lippi in un bel confronto e con la compagnia di ottimi vini. Effervescente l’inizio, l’aperitivo in piedi con cocktails e stuzzichini (da segnalare uova di trota e pistacchi) e poi una bella serie di piatti in un menù sfizioso e vario.
A chiusura dell’evento una bella sorpresa: proprio dietro alla “Nuvola” c’è Lievito, un laboratorio di idee e prodotti di eccellenza con l’unico difetto della ristrettezza dello spazio. Ma per il resto è perfetto per chiudere un evento bello e faticoso. Tutto il team di Witaly finalmente si può rilassare e brindare ad un ottimo inizio dell’anno. E grazie alla famiglia Amesano, brava, ma anche disponibile e gentile, per la bella accoglienza.
Prima volta di Albergatore Day, l’evento ideato da Federalberghi Roma, al Convention Center La Nuvola, ed è subito un grande successo di operatori e di pubblico. Merito degli organizzatori (con Federalberghi, Leoanrdo Stabile e Key Comunicazione) merito della bella location, merito degli oltre 140 espositori che hanno affollato il bel parterre. Due giorni di convegni e incontri e per noi due giorni intensi di gare e di talk show. Siamo molto orgogliosi del backstqage di gara, veramente bello e spettacolare, dove i forni Moretti (per la pizza) e Rational (per gli chef) hanno avuto modo di mettersi in bella mostra. Backstage dove abbiamo anche realizzato interviste in diretta molto apprezzate e seguite. Ma anche il nostro spazio centrale ha avuto un seguito eccezionale. Numerosissimo il pubblico che ha seguito le premiazioni e le gare, e che è stato coinvolto nel talk show continuo che ha avuto nei due giorni oltre 50 applauditi protagonisti, per cui è impossibile nominarli tutti. Ringraziamo almeno Sara De Bellis e Nerina Di Nunzio che hanno aiutato me e Lorenza nella conduzione. Molto apprezzati anche i nostri espositori per l’alto livello dei prodotti esposti. I vini di Vinea Domini, Azienda Pallavicini, Famiglia Cotarella. L’acqua di Filette in eleganti bottigliette di alluminio, i tartufi di Urbani tartufi e il pecorino sardo di montagna e il guanciale delicato di Cibaria. Protagonista di molte ricette la pasta del Pastificio dei Campi e l’olio dedicato di Olitalia, le farina di Agugiaro&Figna sono state la base degli impasti della pizza, e il pollo di Amadori è stato richiesto in alcune ricette. Nel nostro cuore il grande parmigiano reggiano di Giovanni Minelli, presente con alcune stagionature pazzesche in nome del Consorzio del Parmigiano Reggiano.
Nelle due giornate di gara sono stati selezionati 3 finalisti per la pizza, 3 per gli chef (nomi e ricette li ritroverete nelle immagini che seguono) che rivedremo a Roma per la Finale di Emergente 2020. Importante novità la finale di Emergente Ricevimento, ideata proprio per celebrare questo evento, che ha visto prevalere Simone Valestra sulla comunque bravissima Benedetta De Pascale. Premiazione che si è svolta alla presenza di Antonella De Gregorio e Gianluca De Gaetano di Federalberghi, in rappresentanza del Presidente Giuseppe Roscioli. Ultimo ringraziamento al nostro team, Daniela Giulia Charline e Lucrezia, che ha lavorato intensamente al funzionamento dei tanti contenuti che hanno animato il nostro programma.













































































































































































































