Era da tanto tempo che volevamo passare al panificio Longoni, così giorni fa, trovandoci nelle vicinanze di Porta Romana ce lo siamo ricordati. Forse erano tante le aspettative e un pò di delusione c’è stata. Il locale è decisamente bruttino, specie all’esterno, e, salvo il pane, le alternative non sono poi tante: pizza buona, ma nella media, e il croissant (o meglio la brioche, visto che del croissant ha poco) anche questo non brilla. Abbiamo preso due tipologie di pane. Il pane del sud, buono ma ce l’aspettavamo più acido, e quello ai cereali, per giunta aperto dopo una settimana, che si è rivelato ottimo. Ultima annotazione: ci avevano detto che il personale era scortese, ed invece con noi è stato gentilissimo.
Erano anni che non salivamo a Civitella del Lago, che, come dice il nome domina dall’alto il lago e tutta la valle con un bellissimo panorama. Qui da tre generazioni sono i Trippini , prima Giuseppe, poi Adolfo e, da qualche anno Paolo, che giustamente prima di prendere la responsabilità della cucina è andato in giro, sia con Vissani (poco distante), ma anche Gaetano Trovato e Enrico Bartolini. La sua cucina è rimasta fedele all’impronta originale, qualche piatto si è affinato nel tempo, ma la sostanza non manca mai. Il suo piatto più famoso è forse il “bosco umbro” (c’è anche la versione dolce della “foresta”), e tutta la sua cucina esprime sapore e genuinità. Trattoria quindi ormai evoluta, senza l’ossessione della leggerezza (financo negli stuzzichini o nella piccola pasticceria), ma qua e là qualche virtuosismo appare. Inoltre ringraziamo Chiara Comparozzi e Fabio Cancelloni per il gentile invito, per la compagnia e per averci fatto ritornare in un locale che è rimasto piacevole e fedele a se stesso.



























































































































































































































