Due giorni di blackout e ci dispiace per chi ci segue con continuità. Oggi si riprende e ripartiamo dai due giorni passati ad Ascoli per scoprire la grande bellezza delle città (chiamate minori, ma minori non sono) d’Italia. Una città bella e ben tenuta, con una popolazione che ha ancora il gusto di accogliere nel modo migliore gli ospiti che arrivano, che conserva e difende i propri valori dei quali va giustamente orgogliosa. Venendo da Roma il caldo è lo stesso, ma si respira un’altra aria.
Redazione Witaly
Dobbiamo alla passione e alla bravura di Gregorio De Angelis e di sua moglie Giuseppina un piccolo luogo di rara qualità. A parte il nome che non ci entusiasma, retaggio della nascita come yogurteria, l’evoluzione è stata tutta in positivo: dolci moderni e da forno, gelati e sorbetti, marmellate e preparazioni varie, tutto viene fatto all’insegna del meglio, come anche la selezione dei prodotti, che dal caffè al miele raccoglie celebri etichette che hanno fatto scuola. I limiti non vengono dalla passione o dal successo (vista la clientela che entra e gira) quanto dagli spazi un pò angusti, speriamo che riescano magari anche ad ampliarsi: se lo meritano.
Una grande serata che Massimo ha voluto condividere con chi comunque l’ha fortemente voluta: Davide Di Fabio, il suo fedelissimo e bravo braccio destro che è nato due colline dopo Civitella. Una serata che è durata tanto, fino alle 2 di notte, ma che poteva durare anche di più. C’erano, al centro e motivo conduttore, i piatti di Massimo, ma c’erano anche altre suggestioni di arte cinema e musica prima e dopo. E tornando alle note gastronomiche, i piatti presentati pur essendo ben noti, non finiscono mai di stupire. Anzi per noi che cerchiamo sempre le novità è un piacere riassaggiarli per capire che non invecchiano, che quello che è buono veramente, è buono forse per sempre. E complimenti infine a Daniele Zunica e Gino Natoni che sommando gastronomia e cultura ci hanno regalato qualcosa che ricorderemo a lungo.
E torniamo dopo qualche anno a Civitella, su alla Fortezza, per una grande serata. Non è la prima volta e speriamo che non sarà l’ ultima. E’ uno dei luoghi più belli e particolari d’Italia, con una vista che spazia dal Gran Sasso al mare, e la suggestione di ripercorrere spazi e pietre che hanno visto e fatto la storia. Una serata nata da un’idea di Daniele Zunica, il noto ristoratore di Civitella, supportata da Davide Di Fabio, il secondo di Bottura che è nato poco distante da qui e sposata alla fine da Massimo Bottura che non si tira indietro quando c’è da fare del bene. Una serata all’insegna dei grandi piatti di Bottura, ma con una cornice artistica intrigante. Massimo bottura ama l’arte moderna, e qui trova la Baronessa Durini e Gino Natoni che non sono da meno. Tra l’altro in Abruzzo ha operato Joseph Beuys, un artista al quale Massimo è molto legato. E si è aggiunto anche Mark Kostabi, pittore e musicista molto legato a Civitella che è stato anche protagonista del film di Bruno Colella My Italy che viene proiettato in una saletta a parte. (per coincidenza siamo elgati a Bruno e suoi estimatori). Arte e solidarietà: il ricavato andrà a favore di Agave, l’onlus di Sant’Egidio a favore dei bambini handicappati e delle loro famiglie.
48 ore di blackout hanno ritardato questo post e ci scusiamo. Hanno vinto i due più giovani, 18 e 23 anni!, a testimoniare il grande rinnovamento che è in atto nel settore, a confermare che i giovani hanno novamente per questa professione rispetto e fiducia. Non sono di Napoli, ma dell’hinterland e questo è un altro segnale: si allarga sempre di più il cerchio magico, e forse si sopsta il baricentro della “buona” pizza napoletana. Michele Castaldo di O Gemella Casalnuovo, Emiliano Corcione di Morsi&Rimorsi di Aversa hanno vinto la selezione Campania e li ritroveremo a Roma nella finale Centrosud. Bravi loro, ma bravi anche i giudici (con pizzaioli e giornalisti di prim’ordine) che in una splendida serata al Circolo Posillipo, hanno condotto la gara. Ringraziamo ancora Cluadio Zanfagna, organizzatore dell’evento di beneficenza Freskissima che ci ha ospitato.
Michele Castaldo della pizzeria O’ Gemell di Casalbuono e Emilliano Corcione della pizzeria Morsi e Rimorsi di Aversa sono i due vincitori della selezione Campania. Li rivedremo quindi per le Finali a Roma ai primi di ottobre. Questo il verdetto della giuria al termine di una bella e partecipata gara che ha visto ben 12 concorrenti sfidarsi sul tema classico della “margherita”. Al termine la giuria ha evidenziato l’alta qualità dei giovani pizzaioli, alcuni giovanissimi a cominciare dai due vincitori, e la crescita dell’hinterland napoletano rispetto al ben noto centro storico. Torneremo con il post successivo sulla gara con maggiori dettagli e foto. Per ora complimenti ai due vincitori.
Stasera farà molto caldo? Venite a “Freskissima” la serata di beneficenza organizzata
dall’associazione Progetto Abbracci ONLUS (presidente Claudio Zanfagna) e dedicata allo Street Food partenopeo a sostegno del progetto “Dimora in poi” di don Massimo Ghezzi della parrocchia di San Gennaro al Vomero. In parallelo si svolgerà Emergente Pizza Campania, preludio di Emergente Pizza Centrosud che si svolgerà a Roma ai primi di ottobre. Una dozzina di giovani pizzaioli in gara, tema la “margherita”, e i due migliori saranno ammessi a Roma. Ecco i loro nomi:
1-Nino Pannella (Nino Pannella-Acerra)
2-Michele Castaldo(O’ Gemell- Casal Buono)
3-Emiliano Corcione (Morsi & Rimorsi-Aversa)
4-Domenico Pisciottano (La Pietra Azzurra-Caselle in Pittari)
5-Alessandro di Gennaro (Daniele Gourmet-Avellino)
6-Simone Esposito (Napoli Napoli- Napoli)
7-Michele Sorvillo (Chalet O’ Sole Mio- Orta di Atella)
8-Salvatore Lioniello (O’ Sole mio- Succivo)
9-Tina Vuolo (Guglielmo Vuolo-Napoli)
10-Vincenzo Puopolo (da Attilio Albachiara- Napoli)
11-Vincenzo Matarese (Bob & Clare-Pozzuoli)
e quelli di alcuni dei giurati presenti:
Albert Sapere, Stefania Falanga, Davide Fiorentini, Giuliano Bressan, Stefano Callegari, Salvatore Grasso, Adele Elisabetta Granieri, Marco Lungo, Manuela Mancino, Tommaso Esposito
Evento realizzato con il contributo di Agugiaro&Figna e Forni Valoriani.
La serata sarà animata da valenti artigiani del gusto che presenteranno le loro creazioni, dalla pizza fritta ai taralli, dal panuozzo al fritto misto.
Non ci sarà la vista panoramica di una terrazza romana, ma l’aria condizionata assicura una temperatura ideale, la sedia una comodità perfetta, i tavoli sono a distanza rassicurante, i vini alla giusta temperatura e serviti nei migliori bicchieri in circolazione. Insomma che questa sia una gran sala ce lo dicono i fatti e non solo la presenza di Pipero (con le stampelle per un incidente, ma sempre vispo e attento ad ogni dettaglio). La sala è senza orpelli, essenziale nei contenuti. La cucina è affidata al giovane ed esperto Luciano Monosilio cresciuto con i consigli di Pipero (al quale non difetta il palato). Ma questa volta non c’è ed è Davide Puleio, il suo braccio destro, a dirigere la brigata. Cucina che si conferma tra le più interessanti della Capitale, con una serie di piatti ben congegnati e riusciti, dove, rispetto alle esperienze precedenti, magari si rincorre un tantino di più il gusto con qualche nota rotonda, a volte ridondante, rispetto all’essenzialità esemplare di certe preparazioni. (Ma secondo noi l’ideale sta in una giusta alternanza tra succulenza e minimalismo). I piatti migliori? secondo noi l’anguilla e il capretto (accompagnato da un kebab esemplare). La cosa peggiore? il cestino del pane.
Qui c’è tanta storia, sia quella ufficiale che inizia dai resti risalenti al paleolitico (e c’è anche un piccolo museo) a quelli di epoca romana (la via Julia Augusta), ma qui è stata scritta anche una pagina importante della storia della ristorazione italiana. Il merito in larga parte va a Giuseppina Beglia, che negli anni ottanta (e novanta, ed oltre) fece conoscere al mondo questo ristorante (Balzi Rossi, una struttura modernissima con terrazza che prese il posto del vecchio Restaurant Des Grottes) con la sua cucina ligure elegante che di certo non sfigurava di fronte ai tanti turisti che arrivano dai celebri ristoranti stellati della Costa Azzurra. Per tanti anni i Balzi Rossi è stato il miglior biglietto d’ingresso della rampante Italia gastronomica, perdipiù a cento metri dalla nazione più orgogliosa e titolata. Poi un declino e la chiusura, fino al passaggio di proprietà, che ha consentito una ristrutturazione e la riapertura. I nuovi proprietari vengono da lontano (da Mosca dove per altro c’è un altro Balzi Rossi che gode di ottima fama), ma hanno avuto il buon senso di richiamare Pina Beglia che è nuovamente quindi a casa. In sala è la figlia Rita, gentile e brava con accanto (anche nella vita privata) un esperto come Franco Baracca, maitre e sommelier. In cucina è da qualche tempo Enrico Marmo, giovane, nemmeno trentenne, esperienze importanti presso Cracco e Palluda. Ha una bella mano, fresca e contemporanea, e la lunga declinazione dei piatti ne conferma le doti. Piatti senza troppe sbavature, che puntano a valorizzare l’elemento primario. La linea più ligure trionfa negli ottimi stuzzichini iniziali e nei ravioli al prebuggiun, quella più classica con il foiegras, un delicato nasello, il piccione. Meno ci hanno convinto il crudo di seppia e un pagello fin troppo coperto, ed è buona anche la chiusura con dei golosi dessert. Il confine più gourmet del mondo annovera da una parte il Mirazur, dall’altra questo Balzi Rossi, in poche centinaia di metri.
Un locale che si conferma sempre ben ideato e gestito sotto tanti punti di vista, d’altronde la profesisonalità della coppia dei titolari (Alessandra in sala e Andrea in cucina) è fuori discussione. Lui è abile nel coniugare mare e orto dandogli un giusto tocco di accento ligure, Lei coordina la sala con occhio attento e sorrisi. I prezzi sembrano elevati, ma il menù degustazione (5 portate a 45 euro) è un invito imperioso che anche noi abbiamo seguito. E la cucina non delude, piena di sapori scattanti, che abbiamo apprezzato sopratutto negli antipasti e nel secondo, mentre i due primi, due paste ripiene, ci sono piaciuti di meno, con le due farce che passavano in secondo piano rispetto all’intingolo esterno. Però Sarri rimane un riferimento importante e da non perdere nel panorama ligure, tutto sommato fin troppo tranquillo.
