Cena di compleanno di Lorenza al bellissimo Ponte di Pietra. Un locale che ha pochi anni di vita eppure sembra antico, con il fascino della location (già descritta nel precedente post) e del coinvolgente arredo. Qui troviamo Gianni Pascucci, antica conoscenza della Bottega del Vino ai tempi dell’impareggiabile Severino Barzan, con Diana Tropinina bella e competente. Insomma sono due professionisti e con loro il giovane Michael, bella esperienza da Perbellini ed altri, che si è ben fatto notare anche ad Emergente. Un bel posto davvero anche per una serata speciale come questa. In più la fortuna di essere accanto al tavolo di Nonino, con Giannola che è sempre un piacere salutare e brindare. E infatti arriva subito un fresco aperitivo a base di grappa. E poi i piatti di Michael che confermano le sue qualità, non sono piatticomplicati, ma neppure banali e con un buon livello medio da cima a fondo. E’ sicuramente uno dei ristoranti che meritano la sosta in città.
Redazione Witaly
Il lunedì è sempre stata la giornata di punta, di più alta frequenza e con la presenza di tanti chef oltre che operatori del vino. Difficile far 10 metri senza incontrarne uno. Difficile dire no ad un assaggio di vino, per altro in genere buono. E alla sera quando tutto sembra finito, si ricomincia!
Giovanni Mariconda è chef ormai di comprovata esperienza che negli anni ha approfondito con grande passione ed attenzione i prodotti del suo territorio, Irpinia innanzi tutto, ma un pò tutto quello (ed è tanta roba) che l’interno della Campania è in grado di offrire. E la sua conoscenza trova la migliore rappresentazione in questo locale che presenta in modo funzionale e moderno una rassegna di alto profilo di questi grandi prodotti: dai salumi ai formaggi, dall’orto alla carne podolica. Si possono anche comprare a portar via (e ne vale la pena) o assaggiare in preparazioni semplici corrette e tradizionali che Giovanni esegue sotto i vostri occhi in diretta. C’è anche ampio spazio per la pizza, ci sono alternative di menù molto competitive, insomma è un ottima indicazione per una sosta che può essere breve (un tagliere e via) o più lunga, ma che in ogni caso merita.
Villa Maiella a Guardiagrele
Le generazioni si alternano, ma per ora convivono e bene! La famiglia Tinari è un bell’esempio per i tanti ristoranti famigliari d’Italia, rimane unita, si aggrega, si divide le responsabilità, non si ferma mai. Al ristorante e alla locanda, hanno da qualche tempo affiancato una piccola azienda agricola che comincia ad offrire prodotti eccellenti. Insomma una sosta sicura e anche l’ultima volta è arrivata la puntuale conferma. Allietati da due grandi montepulciani d’annata, e da un tavolo vivace per i convitati presenti, ci siamo gustati il lungo percorso gastronomico impostato con misura, mai banale, che non presenta cedimenti e contaminazioni modaioli. Lungo il percorso forse meglio gli antipasti dei comunque gradevoli primi, e sempre ottimo l’agnello, questa volta in versione fritta, per noi inedita.
Guardiagrele, un borgo importante per la storia, l’architettura, ma soprattutto l’artigianato (basta visitare il museo nel centro storico per capire la grandissima varietà e la valenza che hanno raggiunto in tanti arti e mestieri gli artigiani locali). Grande spazio anche ai prodotti tipici, dai dolci ai formaggi.
Bere o affogare: essere catapultato in un’importante realtà diversa e impegnativa come l’Hotel Byron, cinque stelle di Forte dei Marmi, con l’annesso Magnolia (una stella michelin) è sicuramente un rischio, ma anche una sfida. E dobbiamo dire che Cristoforo Trapani la sfida l’ha vinta. Non solo ha mantenuto la stella, ma, cosa più importante, sta maturando come cuoco e come leader di una brigata giovane, numerosa e valida. Lo vediamo dal reparto pasticceria, dove opera una giovane pasticciera brava che per altro chiude con un gran dessert l’ottimo pranzo (solo troppo lungo). Ma anche i numerosi assaggi che hanno accompagnato le due ore di pranzo denotano classe e maturità. Certo a volte c’è un eccesso di leziosismo e rifinitura a scapito dell’immediatezza del messaggio e della spontaneità, a volte qualche cottura non è al punto ottimale, ma nel complesso ci sembra che Cristoforo si presenta molto preparato ad affrontare la sua seconda e impegnativa stagione.
Alla luce di questa, ma anche di altre esperienze, pensiamo che sia meglio evitare le presentazioni di nuovi ristoranti o nuovi menù. Interviene l’ansia di prestazione a complicare le cose, forse la troppa tensione, o anche (nel nostro caso, essendo il ristorante nuovo) un mancato e adeguato rodaggio. Fatto sta che un bravo chef che conosciamo da tempo, come Luca Landi, si è incartato in una serie di ricette che hanno, a dir poco, poco convinto i presenti. Del menù ricordiamo in positivo la magnifica insalata delle Apuane, appesantita però dalla invadente salsa, e il dentice all’aglio nero.
