Satricum a Latina

Quasi dieci anni di Satricum e orami questa villa in piena campagna pontina ha acquisito un bel nome. Non è stato di certo facile, ma Sonia e Max sono stati bravi e determinati a costruire questo baluardo di eccellenza gastornomica in un territorio sicuramente non facile. E dobbiamo dire che Max è chef di non poco conto. Alle sue spalle una ricca esperienza internazionale con un importante tappa all’Halkin Hotel di Londra che è stata un’importante fucina di giovani talenti, e poi un duro lavoro qui a valorizzare un territorio che magari è avaro di stimoli, ma non di prodotti. E basta vedere il contrasto tra il parcheggio esterno, in un’area dismessa, e la piacevolezza del verde giardino che ti accoglie all’entrata e poi la cura degli interni. Quanto alla linea gastronomica Max è chef moderatamente creativo e tecnicamente ben preparato. Le sue proposte anche questa volta ne hanno confermato le doti con una serie di soluzioni tecniche piacevoli e interessanti (pensiamo ad esempio all’Orto Marino). Un limite l’abbiamo trovato nella prevalenza della sfumature dolci che ci hanno accompagnato dall’inizio alla fine e che secondo noi ridimensionano la bontà potenziale delle singole ricette. Non a caso nessun appunto lo facciamo alla parte finale, con una fresca granita di cynar  e un bel fiore di fragole composte.

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