Leone Felice all’Albereta

C’eravamo andati quando era appena arrivato, ora invece il percorso è stato completato: il ristorante principale è un Leone sempre più felice, il Bistrò funziona a pieni giri e tutto l’ambiente ha la vivacità dei progetti ben riusciti, godendo anche dei benefici di un Resort che è spesso al completo. Tanta è la responsabilità per l’ancor giovane Fabio Abbattista, succeduto niente di meno che a Gualtiero Marchesi, non a uno chef qualsiasi. Si destreggia bene e spazia con una cucina a tutto campo, tra pesci di lago e di mare, primi e secondi e dessert. E’ ben coadiuvato da una brigata giovane dove segnaliamo il suo giovane sous chef, Daniele Ferrari e la giovane pasticciera Anna Ranalli, mentre la sala è affidata a due poco più che trentenni: Emanuele Ippolito, maitre, ed Ermes Cantera sommelier. I piatti si susseguono di buon ritmo, evidenziano una cucina che punta al gusto, alla succulenza, non minimalista, in genere ricca, a volte ridondante. Uno stile che piace alla gente che ama il piacere della tavola, ma che con qualche accorgimento e finezza in più va bene anche per il palato più esigente. Tra i tanti assaggi, in alto posizioniamo gli gnocchi di zucca e robiola e i due piatti di pesce di mare (la triglia e il merluzzo nero), un pò troppo “coperti” dal contesto ci sono parsi l’anguilla, il lavarello e la scottona.

 

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