il Washoku, la cucina giapponese, è patrimonio dell’umanità come la cucina francese e quella mediterranea. Una cucina affascinante che si basa su un giusto rapporto con la natura e ha alla base un ottimo equilibrio nutrizionale. E’ anche una cucina assai varia, dal Kaiseki al Sushi, dal Kabayaki al Sukiyaki, dallo Yakitori al Tempura, dalla Shabu-shabu al Kushiage e tanto altro ancora. Sakè e i celebri prodotti fermentati di soja e miso che sono alla base di questa cucina, sono stati presentati a Palazzo Vecchio.
Eventi Passati
Siamo a Leuven, cittadina piacevole e storica, che comunque non è certo Bruxelles, anche se vanta vari ristoranti stellati. Eppure arriva l’Italia con le due stelle della Trota ed è grandissimo successo, al limite della capienza del ristorante ospitante, Officina Clandestina, di circa 50 posti portati fino a 60 per accontentare se non tutti qualcuno di più. Sei giorni con oltre 100 coperti tra pranzo e cena e altrettanti mandati via testimoniano la potenzialità e l’indice di gradimento della nostra cucina all’estero. Successo dovuto al bravo Pino Caprioli, titolare dell’Officina e personaggio conosciuto e benvoluto qui in Belgio che ha saputo ben comunicare l’evento che aveva organizzato richiamando il fior fiore della sua clientela e la televisione che ne ha allargato il ritorno mediatico. Lode ovviamente anche ai due fratelli Serva e alla loro brigata, che si aspettavano forse un impegno minore e che invece si sono trovati un sold out a pranzo e cena e che hanno dovuto lavorare senza risparmio di forze e prender fiato. La cucina dei Serva non è certo facile, è basata sul pesce di acqua dolce che è materia difficile, ma proprio per questo convince e stupisce la clientela forse all’inizio dubbiosa, ma poi subito conquistata dall’eleganza e dai sapori non scontati e attesi. E ci fa sempre pensare, quando poi torniamo in Italia, sul grande potenziale che esiste all’estero e che non riusciamo a sfruttare forse come potremmo fare.
Si susseguono le aperture a Roma e questa, di due mesi fa, già sembra datata. Caratteristica comune l’ampiezza dei locali che sono ormai stabilmente sopra i 500mq e i 100 coperti. Il Frizzo si distingue per l’ottima location, all’angolo opposto al Cinema Adriano, per l’indovinato ambiente moderno con richiami di architettura industriale, per il divertente e anche comodo (una volta presa la confidenza) menù presentato sull’Ipad che viene lasciato al tavolo. C’è un pò di tutto a prezzi decisamente competitivi, ma il filone più rappresentativo e richiesto sembra essere quello del “fast food” pesante: fritti, croquemonsieur, burger, patatine ecc.. Sarebbe forse opportuno e salutare inserire anche una linea più leggera e vegetariana, visto anche che lo chef, Fabio Toso, ha alle spalle una buona esperienza.
Serata dedicata all’Irpinia allo Splendor Pathenopes di piazza Cavour, elegante locale di Luca D’Angelo. Iniziativa interessante per presentare ai romani la vasta gamma dei prodotti dell’Irpinia che ben conosciamo ed amiamo. Sarebbe ancora più interessante con una più folta e significativa presenza di produttori.
Serata intensa l’altra sera a Roma. Prima a scoprire le meraviglie e la raffinatezza dell’operazione Unforketable di Niko Romito, mentre due piani sotto Viviana e Sandra presentavano il loro ristorante (temporaneo, fino alla fine dell’anno) particolarmente giudizioso nei prezzi. E poi a Casa Bleve per gli auguri dell’Unione Italiana Vini, dove abbiamo trovato il gotha politico del vino in Italia.
L’idea è bella originale e stimola la fantasia degli chef: cucinare con l’acqua, con l’ingrediente più diffuso al mondo, dovrebbe essere la cosa più semplice, ma non lo è. Ogni anno si cimentano in tanti e ogni anno ci si ritrova qui, alla Ferrarelle di Milano, a premiare i meritevoli. E’ anche l’occasione per vivere in allegria una serata diversa. Quest’anno accanto agli chef è protagonista la fotografia con la presenza di noti fotografi che in molti casi sono anche ottimi colleghi.
Una settimana intensa di appuntamenti presso ristoranti e enoteche. Si conclude alla Stazione di Posta la rassegna dei prodotti della provincia di Viterbo con una serata che ha visto Marco Martini interpretare con convinzione e lucidità alcuni prodotti come il coniglio, il manzo, il maiale, le uova e le nocciole. Ogni piatto abbinato ad un vino diverso e l’insieme è stato piacevole. Il piatto migliore (in una serie positiva): l’ottima pancia di maialino perfettamente gustosa succolenta e croccante….. lode a Marco (e al maialino).
Grande festa e grande folla ieri al Westin a via Veneto. Si brinda con tante bollicine quelle che Cucina & Vini, edita e diretta da Francesco D’Agostino, ha decretato le migliori. Un’occasione per fare gli auguri di Natale a tanti amici e colleghi a cominciare proprio da Francesco, visibilmente soddisfatto dell’ottima riuscita dell’evento.
Si parla sempre di più, anche sul web, di mega e masterchef, o (dall’altra parte) di pizze e gelati. In mezzo c’è il 90% della ristorazione che vive più nell’ombra. Evviva quindi le Osterie che vengono presentate a Roma (quelle di Slow Food) e vivono la loro festa a Eataly. Noi brindiamo alla Polledrara di Paliano.
Tutto nuovo ai Realis&Chateaux: la nuova guida, il nuovo presidente internazionale e la nuova squadra italiana. Si presentano anche i nuovi associati in una giornata di festa a Palazzo Visconti a Milano. Un accenno alla crisi che incombe e una risposta per combatterla: si punta tutto sulla cucina. Nuovi tour e nuove iniziative che coinvolgeranno anche l’Italia il prossimo anno che è poi quello del 60simo anniversario dell’Associazione.
