La Trota a Leuven

Siamo a Leuven, cittadina piacevole e storica, che comunque non è certo Bruxelles, anche se vanta vari ristoranti stellati. Eppure arriva l’Italia con le due stelle della Trota ed è grandissimo successo, al limite della capienza del ristorante ospitante, Officina Clandestina, di circa 50 posti portati fino a 60 per accontentare se non tutti qualcuno di più. Sei giorni con oltre 100 coperti tra pranzo e cena e altrettanti mandati via testimoniano la potenzialità e l’indice di gradimento della nostra cucina all’estero. Successo dovuto al bravo Pino Caprioli, titolare dell’Officina e personaggio conosciuto e benvoluto qui in Belgio che ha saputo ben comunicare l’evento che aveva organizzato richiamando il fior fiore della sua clientela e la televisione che ne ha allargato il ritorno mediatico. Lode ovviamente anche ai due fratelli Serva e alla loro brigata, che si aspettavano forse un impegno minore e che invece si sono trovati un sold out a pranzo e  cena e che hanno dovuto lavorare senza risparmio di forze e prender fiato. La cucina dei Serva non è certo facile, è basata sul pesce di acqua dolce che è materia difficile, ma proprio per questo convince e stupisce la clientela forse all’inizio dubbiosa, ma poi subito conquistata dall’eleganza e dai sapori non scontati e attesi. E ci fa sempre pensare, quando poi torniamo in Italia, sul grande potenziale che esiste all’estero e che non riusciamo a sfruttare forse come potremmo fare.

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