Vivai ce ne sono tanti, dedicati alla gastronomia un pò meno. Enrico Russino ha avuto l’idea di creare questa specializzazione e approfondire l’offerta di frutta tropicale e soprattutto di aromi. Il suo è un mondo affascinante che apre al mondo esterno per visita, piccoli corsi, degustazioni. Merita la visita per ogni appassionato del settore,e anche i professionisti trovano più di uno spunto interessante.
Prodotti&Vini
A Lorenzo Piccione, che abitualmente vive a Milano, dobbiamo il piccolo gioiello di Pianogrillo, un’azienda a 360° che è partita da una piccola produzione di qualità sull’olio extravergine di oliva, per poi recentemente allargarsi all’allevamento di neroibleo. Sono queste piccole nicchie di qualità che servono da esempio e traino al territorio.
Ogni volta che passiamo da queste parti ci fermiamo a Noto e al Caffè Sicilia per rendere omaggio ad uno dei grandi personaggi della pasticceria (e non solo) d’Italia: Corrado Assenza. Ha fatto conoscere al mondo questo piccolo bar, dove da sempre, da oltre trenta anni, ha portato avanti una pasticceria diversa, che non fosse tecnica pura e senza anima, ma magari più rozza e semplice, ma in grado di raccontare e trasmettere la voce del territorio. Non era facile da Noto, e gli vogliamo doppiamente bene. Accanto al Caffè Sicilia, un locale grazioso e senza pretese, un piccolo caffè letterario dove abbiamo visto tanti giovani e dove si sente una buona musica: Caffè Artè.
Tanti anni fa riuscimmo a convincere Antonio Brancato a fare un corso di aggiornamento e poi ad invitare un grande pasticcere del nord per una consulenza. Da quel giorno la strada intrapresa ha portato i suoi frutti e oggi la pasticceria è una delle migliori dell’isola e al padre si sono ormai affiancati anche i figli per irrobustire la tradizione e allargare la produzione. Abbiamo provato il panettone e possiamo confermare che ormai è un dolce che non ha più confini precisi e che il sud nella pasticceria tradizionale da forno ha fatto dei passi da gigante.
Poche cose sono coinvolgenti come un vulcano attivo, e visitiamo l’Etna proprio quando è in un momento di attività con la cenere che cade e l’eruzione che specie di notte fa spettacolo e paura. Il bellissimo tempo agevola l’escursione a Passopisciaro, a quota 600 metri dove ci sono alcune cantine tra le più famose a cominciare da Pass0pisciaro di Andrea Franchetti che dodici anni fa ha dato il via alla riscoperta dei vini dell’Etna. Qui si faceva vino da secoli, me nessuno sapeva quanto poteva essere buono. Oggi il nerello mascalese è tra i vitigni più apprezzati del mondo, ma per apprezzarlo ancora di più è bene venire quassù per capire dove e come viene coltivato. Siamo in una delle cantina di Planeta, piccole gemme che impreziosiscono la Sicilia del vino, e questa colpisce per la sua emblematica semplicità, un piccolo monolite che ricorda la lava quasi fosse Odissea 2000. Lascia il segno nel cuore come il vecchio palmento ristrutturato dove ci godiamo la freschezza del carricante e la bontà del nerello.
La famiglia faceva il vino nel centro dell’isola ben lontano dall’Etna, ma Alberto Aiello fulminato sulla strada del barolo dal nebbiolo, dieci anni fa quando l’Etna ancora era per quasi tutti solo un vulcano, decise di seguire la strada intrapresa da Franchetti e Marc De Grazia, vendere tutto e acquistare questo vecchio e grande palmento a Passopisciaro dove ricominciare da zero a produrre il vino. E che vino! Un ottimo nerello che da buono che era è diventato ottimo nelle ultime annate con i suoi ormai famosi quota 600 e quota 1000 che ora cambieranno il nome e prenderanno quello del cru.
Tre strutture adiacenti: la Locanda, la Cantina, la Distilleria. La quarta, l’agriturismo, è invece a cinque chilometri. Siamo a Montù Beccaria nella storica cantina che visitiamo accompagnati dai due titolari, a più livelli con la sorpresa delle grandi e antiche botti ora adibite ad altri usi. E poi ecco il ristorante dove ovviamente assaggiamo i vini prodotti proprio sotto il locale e i piatti di Franco Casella che con Luisa gestisce da anni la Locanda. Franco è un’altra scoperta, un vero appassionato del buon cibo e soprattutto dei buoni prodotti che seleziona cercando il meglio delle valli intorno e non solo, infatti si spinge spesso in Piemonte. E’ autodidatta e la sua cucina è approssimata ma di commovente intensità, spontanea e portata al tavolo per la gioia di condividere la bontà del prodotto. Personaggi che è un vero piacere incontrare e che ti riconciliano con la fatica dei chilometri percorsi.
Vediamo con piacere crescere intorno casa nostra la qualità dell’offerta enogastronomica. Con curiosità ci affacciamo a questo piccolissimo e attraente locale che è sicuramente curato e originale. Un pò limitata l’0fferta, due tipi di pane, qualche lievito e poco altro. Ma noi siamo dell’opinione che è meglio poco purchè fatto bene, invece restiamo un pò delusi da un croissant ben poco “croustillant” e da un pane bianco fatto (ci dicono) con il lievito madre, ma assolutamente privo di acidità e complessivamente di poco sapore.
Grandi Champagne! un libro fatto apposta per sognare e ci ritroviamo alla libreria del Settembrini per brindare alla nuova edizione. C’è dietro il palato fine di Alberto Lupetti, ma anche quello di altri colleghi come Boccoli, Scorsone ecc.. Un libro che si legge con piacere, elegante, per una cerchia ristretta di sognatori e intenditori. Un pò sottotono invece la presentazione.
Jeff Koons è probabilmente l’artista vivente più caro e le sue opere realizzate in materiali poveri e vari sono nei principali musei del mondo. Usa spesso la plastica gonfiabile come in questo caso che vede l’opera riprodotta in edizione limitata per il Dom Perigonon rosè 2003, un vino che anche senza Koons offre emozioni a non finire. Prestigio chiama prestigio: siamo all’Hassler di Roma.
