Non è un panettone classico, ma è un grande prodotto di perfetto equilibrioe golosità e non stucchevole. Lo fa Riccardo Antoniolo, uno dei nostri grandi interpreti dell’arte del lievito, che comunque riesce a spaziare tra dolce e salato, tra focacce e pane, divertendosi e facendoci divertire. Ci ha inviato questa sua ultima creazione che ci ha allietato il nostro Capodanno. (come opzione c’è anche il suo ottimo zabaione da poter aggiungere). Buon Anno a tutti!
Prodotti&Vini
Un bel prosciuttificio sorge giusto all’uscita del casello di Benevento con anche un comodo punto vendita e degustazione. Lo stabilimento è moderno, molto pulito ed efficiente, tratta migliaia di cosce nazionali e una parte della produzione è riservata al nero irpino. C’è anche un “culatello irpino”, che in realtà è una culaccia. All’assaggio comunque sono dei buoni prodotti di montagna, per altro venduti ad un prezzo competitivo.
Siamo stati previdenti e quindi puntualissimi all’apertura per assaggiare con calma qualche nuovo Franciacorta. Due ore dopo un pienone che avrebbe reso difficile gli assaggi. E’ sempre un piacere vedere come questa tipologia si stia sempre più affermando e consolidando, con nuovi produttori che avanzano, e vecchie glorie che comunque tengono alto il livello. Qualche produttore presente di persona, ma di certo gradiremmo che in queste occasioni venissero proprio tutti e non mandassero (nei casi migliori) il distributore locale.
Della famiglia Fischetti parliamo diffusamente nel post sull’Oasis, ma c’è anche un nipote, Stefano, che si sta dando da fare con il miele e con il vino in forma completamente artigianale, ma, conoscendo la determinazione e la perseveranza della famiglia, sicuramente riuscirà a realizzare qualcosa di buono.
Ghiotta l’abbinata che promette scintille: i piatti dell’estroso Massimo Viglietti chef de L’Entoeca al Parlamento, e gli Champagne De Venoge una delle più titolate e famose Maison. Il tutto presentato dal Presidente della Maison, Gilles Morisson de la Bassettière che ha per l’occasione offerto alcune chicche, di una gamma comunque notevole: il blanc des blancs 2004 uno champagne di grande finezza, e il Cuvèe des Princes 1998 in versione magnum, in anteprima assoluta per l’Italia, uno champagne opulento che ha magnificamente chiuso la serata. E anche le ricette di Massimo non ci hanno fatto di certo annoiare, un pò bizzarro il baccalà a vapore, più armonica la sua trippa.
Serata d’eccezione quella organizzata da Heres di Cesare Turini, sia per i nostri compagni di tavola tra i migliori esperti della Capitale, sia per il modo con il quale i vini Biserno, tema della serata, sono stati presentati. Prima una degustazione alla cieca tra 5 grandissimi vini della stessa annata e dello stesso territorio, Bolgheri, dove il Biserno ha chiaramente mostrato il suo valore, poi un approfondimento con varie annate di Biserno in abbinamento ai piatti preparati dalla cucina del Ceppo e infine una chiusura con un vino come il Masseto. E’ vero, quando si accompagna a vini molto famosi il proprio vino c’è insita la presunzione di appartenenza allo stesso standard, ma c’è anche il rischio di fare brutta figura. Il Biserno ne è uscito alla grande e per i presenti è stata una serata da incorniciare. Complimenti a Cesare Turini che ha condotto con grande eleganza la serata lodando sempre la concorrenza.
E’ sempre bello un invito al De Russie con la sua piacevolissima sala da pranzo, anche se per impegni precedenti non ci siamo nemmeno potuti sedere al tavolo. Ma il brindisi al nuovo millesimato Biondelli non ce lo siamo persi: una piccola azienda in Franciacorta condotta da Joska Biondelli, un giovane appassionato ed elegante proprio come i suoi vini (solo acciaio, biologici ma bevibili, senza liqueur).
E’ una delle aziende storiche della Franciacorta risalente al periodo che le bollicine ancora non si producevano. Il Barone Pizzini venne qui dal Trentino, era un personaggio singolare, aviatore e pare che a lui si deve il simbolo del Cavallino Rampante che fu applicato prima agli aerei e poi venne ripreso da Enzo Ferrari per le sue auto. Negli anni duemila l’Azienda è passata di mano, si è dotata di una nuova cantina, e si propone con una serie di Franciacorta di livello tra i quali spicca la riserva Bagnadore.
Ci battiamo da anni per i giovani nella ristorazione e ben vengano quelli del vino, come Daniele e Gigi, due amici che si sono lanciati nell’avventura di fare una nuova piccola azienda vinicola e, a giudicare dai vini che abbiamo assaggiato, hanno già centrato un ottimo risultato. Sono vini interessanti, poco piacioni, eleganti e minerali che pensaimo si evolveranno anche mlto bene nel tempo.
