Ci ha colpito Roberto Capecci per la sua passione genuina, per la sua coerente aderenza ai principi del vino naturale, per il suo credo e la sua fede che si tocca con mano girando nella piccola cantina e assaggiando poi i suoi vini. Per quanto ci riguarda siamo più agnostici, ascoltiamo i sermoni, ma poi ci piace il vino che “sentiamo buono” e che ci convince. E troppo spesso, tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo qualcosa di altro. Non amiamo in genere nemmeno i vini più in voga oggi: gli orange wines, che troviamo spesso pesanti e quasi appiccicosi. Tutto questo per dire che invece qui siamo stati bene e secondo noi il Sophie è proprio un bel vino. Bravo Roberto!
Prodotti&Vini
Nelle colline di fronte a Volterra sono numerosi i caseifici e molti di qualità. Questo, Caseifcio Carai dei fratelli Giuseppe ed Antionio, è tra i più piccoli, ma più agguerriti. La produzione è molto varia sia sul fresco che sullo stagionato, dove spicca il Templari, una grossa forma a lungo affinamento. Un formaggio da non perdere.
Barbara Guerra ci indica il Caseificio Aurora: nuova realtà da seguire, dove l’anima è Paolo Amato, giovane ed appassionato casaro, entusiasta del proprio lavoro. Uno che è sempre in giro, controlla la produzione, segue la vendita e gli eventi, tenta anche l’innovazione e la ricerca. Insomma ce ne fossero come lui in ogni caseificio! il mondo dei formaggi sarebbe sicuramente più vario. E i suoi prodotti sonoo interessanti, anche se le sue preferenze vanno spesso in una direzione che definiamo “creativa”, che va anche bene, ma speriamo non si dimentichi che i valori della tradizione devono parimenti essere perseguiti.
150 anni di storia non sono pochi soprattutto nel mondo dei formaggi. I De Gennaro sono qui da almeno 150 anni e della loro storia hanno anche conservato la documentazione. Da qui l’idea di un piccolo museo, interessante, che sorge sul luogo del vecchio laboratorio, mentre il nuovo è subito accanto. E’ una bella storia, che non è solo un racconto del passato, ma anche del presente: i tre figli di Fernando: Tommaso, che ci riceve, Mario ed Emanuele, continuano la tradizione e si sono imposti tra i pochi e migliori artigiani del provolone del Monaco.
Un caseificio storico quela di Cucchiara dove si utilizza solo il latte interno (circa 1000 pecore) e si produce tutto l’anno, soprattutto vastedda (unico formaggio filato di latte di pecora) e pecorino stagionato. Un livello eccellente che l’assagio di una vecchia forma di 15 mesi ci conferma, e una continuità da lodare, sono infatti attivi da tanti anni. Ci colpisce l’utilizzo delle vecchie fasciere (che non si trovano più in giro e che nessuno ahimè riesce più a fare). Orami le uniche vengono da un paesino dell’entroterra. Nella bella ed ampia sala accanto al Caseificio organizzano su richiesta cene e degustazioni.
Ascoltare Daniele Cernilli è sempre un piacere, non solo per la sua enorme preparazione su tutto lo scibile del mondo del vino, ma per il modo con il quale racconta le sue storie. Con leggerezza passa dal mondo della chimica delle fermentazioni alle storie dei personaggi, dall’analisi del terreno alle sfumature sensoriali e ogni assaggio ti conferma la lucidità del racconto. Come anche l’altro ieri, quando in una sintesi perfetta di soli 60 minuti ha tracciato il percorso del Roero nella declinazione nitida di 18 produttori. Ospiti di Anacleto Bleve che ci ha fatto vedere l’ultimo nato: Piccola Casa Bleve (dove un tempo era Misticanza) a cento metri da via Veneto.
Una bella e moderna cantina aperta alle visite e ben organizzata. Spettacolare è la vista sulle vigne che si gode dalla pedana semisospesa, e dentro è un bel camminare tra i vari ambienti tecnici. Con gli amici Masciarelli, assaggiamo qualche vino. I numeri sono notevoli: oltre 4 milioni di bottiglie che per tre quarti prendo la strada dell’estero, con l’America in prima linea. Un successo dovuto anche ad aver puntato molto sulla strada di un buon vino di fascia media a prezzi contenuti. Ma ci sono anche un paio (almeno) di etichette più ambiziose: il Montepulciano barricato, il Capsico e uno spumante metodo classico.
Amiamo i formaggi, e è sempre un piacere scoprire un piccolo artigiano di qualità come questo, anzi sono in due: Elvira ed Antonio la Gatta, e a fare i formaggi è più Lei di Lui. Quasi solo latte ovino, ma a volte anche caprino, con forme anche grandi che fanno affinare in cella fino a 3 anni e che sono una vera bontà. La toma di due anni a 25 euro al chilo merita tutto! Anche la ricotta è ottima. Bravi davvero!
Appena fuori Bassano ecco una bella pasticceria dove fermarsi. Ancora non funziona per il lunch, ma prima (fin dal mattino presto) e dopo fino a sera, troverete tante alternative golose per tutti i gusti. Colpisce l’ambiente country e floreale, il servizio gentile, l’attenzione ai nuovi gusti dei clienti (il vegano, la pasticceria americana, il bologico). A gestire mamma e figlia Lorenzato con sorrisi e occhio attento, e grazie all’amica Daiana, sorella di Tamara, di averci fatto fare questa lieta sosta.
Birre naturali, fatte utilizzando l’acqua della località stessa. Ingredienti biologici, metodologia tradizionale, e grande attaccamento al territorio: la birra Cetica realizzata con la patata rossa di Cetica, la birra Pratomagno con le erbe dei monti del Pratomagno ed altre ancora. Altra curiosità, l’affinamento in barriques dei vini da 6 a 12 mesi.
