Winedo una nuova idea, una startup ideata e realizzata da un team di amici guidato da Lorenzo Contini e Fabio Pisi Vitagliano. L’idea è quella di conciliare la formazione e la ricerca con la vendita del vino, come dire il diavolo e l’acqua santa. Ma il web permette questo ed altro, ed in effetti il progetto si presenta bene anche perchè dietro c’è il fine palato di Luca Boccoli con altri nobili palati romani a sostegno, come Fabio Turchetti. Brindiamo con tre vini scelti dalla loro selezione e presentati dai rispettivi produttori, abbinati a finger food ben presentati della cucina del Musia. Due parole sul Musia, una splendida galleria d’arte su vari livelli. Alla base sono alcuni resti che si ricollegano all’antico Teatro di Pompeo (quello dove, la leggenda vuole, fu ucciso Giulio Cesare), e poi salendo le sale d’esposizione. Nei 1000 e più metri quadri c’è anche un piccolo ristorante e un wine bar.
Prodotti&Vini
Una birra famosa anni fa e poi un pò dimenticata, ora sembra ritornare prepotentemente. Si presenta a Roma con indubbio sfarzo nella bella location de La Villa sulla collina Fleming. C’è anche Alessandro Borghese come brand ambassador almenoo dell’evento e ovviamente la folla non manca. Due birre presentate, bionda e chiara, stessa gradazione e bontà.
Piccolo caseificio, molto genuino e semplice, con una produzione di formaggi di latte di pecora (pecore di propietà), con forme di media stagionatura in genere e anche yogurt e ricotta. Abbiamo assaggiato un forma di 5 mesi, veramente notevole, peccato che non vengono normalmente prodotte in quanto finiscono prima.
Tenute Piccini è una realtà più complicata e variegata di quanto immaginavamo, non solo ci sono i vigneti in Chianti, come questo di Valiano che ci ospita, ma la proprietà ha diversificato investendo a Montalcino, nel Vulture e sull’Etna. Così anche le bottiglie hanno una gamma di qualità e prezzi veramente notevole spaziando dalla Grande Distribuzione al fine dining. Da qualche tempo è qui Giacomo Panicacci, con le funzioni di brand ambassador, per dare nuovi stimoli e contribuire a ridisegnare l’immagine di un gruppo più composito di quanto te l’aspetti.
la passione per la caccia ha portato Silvio Nardi mezzo secolo fa a interessarsi di Montalcino e ad acquisire il Casale del Bosco. Siamo nel versante nordovest del famoso borgo, per molti il meno vocato (ed in effetti ci sono solo due tenute, anche se grandi, come Casale del Bosco e Castiglion del Bosco), per altri, grazie anche al lento cambio climatico, sarà probabilmente il versante del futuro. Comunque Silvio Nardi aveva visto lungo e prudentemente acquisito anche altre tenute sul versante più battuto, quello verso est. Con Emilia Nardi percorriamo i sentieri angusti e ghiacciati (durante la nostra visita) che ci fanno scoprire angoli e scorci di grande bellezza, poi nella bella e accogliente sala assaggiamo queste ben note etichette che declinano anche loro il territorio attraverso i vari brunelli proposti.
Capitiamo di rado nel quartiere di Monteverde, ma l’occasione arriva: un caffè con Gianfranco Pascucci. Dove? Ai Cristalli di Zucchero, nota pasticceria che a Monteverde ha la sua sede originale. E acconto c’é la bottega I Bufalini, un piccolo locale un pò bottega, un pò bistrò che vanta i sapori campani enon solo a portata di spesa e di forchetta, pieno di buone cose soprattutto cilentane, con il bufalo ovviamente in prima linea. C’è la mozzarella di Barlotti, e tante altre cose buone. E a pranzo oltre i taglieri preparati con arte da Marco Funaro, è a disposizione anche la lasagna ed altre paste fresche di ottima fattura che vengono riscaldate al momento. Piccola ma buona selezione di vini, caffè napoletano classico Passalacqua che a Roma è una rarità.
In pochi chilometri cambia il paesaggio e Ascoli diventa sempre più piccola laggiù in basso. Siamo ad oltre 500 metri in questa bella azienda relativamente nuova, tutta di questo millennio. Una vigna scoscesa, lavorazione manuale tutto acciaio per i bianchi (passerina e un buon pecorino che si lascia bere anche dopo due anni). C’è il montepulciano ma c’è anche la curiosità del bordò, un vecchio vitigno abbandonato dal piccolo grappolo e piccola resa, probabilmente una variante della grenache. Recuperato anni fa, con la prima etichetta, il Nobile della Rocca, creata da colui che è oggi il marito di Francesca, la seconda figlia di Nazareno Pantalone, fondatore dell’azienda. Il bordò è quindi arrivato in famiglia da qualche anno con la Ribalta, e dobbiamo dire che è ben arrivato. Invecchia quasi due anni in piccole botti (mezze barrique), ma il legno non si avverte all’assaggio che, dopo un ampio frutto speziato lascia spazio a dei tannini lunghi ancora da sgrezzare dopo 5 anni, (annata 2013), un vino importante e ancora tutto da scoprire.
Alfonso Pepe, maestro dolciario come ama definrisi, ormai storico associato dell’Accademia dei Maestri della Pasticceria, insomma uno dei più noti d’Italia. Ha recentemente rinnovato completamente il suo laboratorio e punto vendita ed ora ce lo mostra felice. Per ampiezza e organizzazione è sicuramente molto importante e capace di rispondere all’alta richiesta che Pepe ha. Il suo panettone ha infatti conquistato l’Italia e si vede nei punti più prestigiosi e migliori, ma non è solo il panettone ad averlo reso famoso. Accanto all’indubbia eccellenza dei prodotti lievitati tradizionali Alfonso Pepe è molto bravo in tutta la gamma della pasticceria ed ora il lungo banco (uno spettacolo) mostra con orgoglio la vasta produzione.
Artigiani del primitivo, così si definiscono Lisa e Gaetano. Lei australiana, lui del posto, lei enologa, lui contadino, entrambi appassionati. E’ nato così il loro amore, ed è nato così un gran primitivo. Manca la cantina (per ora c’è una specie di garage) ma arriverà pure quella e alla fine il cerchio si chiuderà. Semplici e bravi, da visitare e ricordare.
