Ormai Menchetti si è moltiplicato tra Siena Arezzo e Perugia. Qui siamo a Cesa, nello stabilimento madre per vedere i nuovi forni Valoriani, e per assaggiare le nuove focacce e ciaccini: non perdetevi questo indirizzo!
Porzioni Cremona
Terrazza della Certosa a Padula
Di fronte alla bellissima certosa c’è anche un albergo non male, con camere confortevoli e una bella doccia rigenerante. Delude un pò questo ristorante, con una sala squadrata ed anonima, dove in un tavolo sperduto nel deserto dei tavolini vuoti, ci portano una carta di vini minimale, ma in compenso un menù sterminato che vuole accontentare tutti, ma che alla fine lascia tutti insoddisfatti. Si salva la focaccia e la buona volontà del cameriere che si sbatte da un tavolo all’altro con coraggiosa efficienza.
Una bella giornata di sole ci ha invogliato a fermarci in questo locale che ben conosciamo, e che a noi piace: per la semplicità, il buon prezzo, e i piatti di Ivan che senza pretese sono gradevoli, saporiti, di gusto immediato, come ad esempio l’antipasto di totanetti con le zucchine trombetta: gustoso e leggero.
Un bel prosciuttificio sorge giusto all’uscita del casello di Benevento con anche un comodo punto vendita e degustazione. Lo stabilimento è moderno, molto pulito ed efficiente, tratta migliaia di cosce nazionali e una parte della produzione è riservata al nero irpino. C’è anche un “culatello irpino”, che in realtà è una culaccia. All’assaggio comunque sono dei buoni prodotti di montagna, per altro venduti ad un prezzo competitivo.
Un tempo qui c’era Metodo Classico, un bel locale di pesce, ora questo Bistrot che promette altrettanto bene. Ora è arrivato Kotaro Noda, chef di solida esperienza, ma siamo qui a provare il pranzo di Natale in doppia versione, tradizionale ad opera di Giovanni Milana chef di Sora Maria e Arcangelo famoso locale di Olevano Romano e la versione creativa di Kotaro. Tre i temi scelti: il bollito, la minestra di arzilla e il capitone. Per motivi di partenza ci perdiamo l’ultimo, forse il più interessante, ma riusciamo comunque a provare i primi due nella loro doppia interpretazione. Per carità, tutto buono, e gradevole, certo è che ci saremmo aspettati una tradizione un tantino più vigorosa e una innovazione un pò più rischiosa.
Sud a Quarto di Marianna Vitale
La scelta coraggiosa si è dimostrata vincente e Pino e Marianna oggi rappresentano una realtà (tra le poche) consolidata nella ristorazione napoletana. Gli appassionati hanno imparato che con la tangenziale ci si arriva in poco tempo, che il parcheggio è accanto e l’ambiente ampio e piacevole. Pino gestisce bene la sala e propone etichette interessanti, Marianna prepara ricette a sua immagine: fresche leggere e gustose. Inizio di notevole impatto con la elegante e varia insalata di mare piena di frutta e foglie, si cresce di sapore con lo sgombro e con gli anemoni, si conclude bene con un dessert un pò piacione ma buono. Unica piccola delusione lungo il percorso il baccalà con parmigiana, non male ma di modesta presentazione. Il loro sorriso e il conto finale invitano al ritorno.
E’ un posto che ci piace e dove torniamo sempre volentieri. Regno di Beppe e dei suoi formaggi che affina tra le montagne del Piemonte e della Savoia e che regolarmente poi porta giù a Roma in questo piccolo ma accogliente locale al Ghetto. Le origini occitane si rivelano in tanti prodotti che fanno bella mostra lungo gli scaffali e nella larga rappresentanza di etichette piemontesi. Di tanto in tanto si organizzano serate come quest’ultima dedicata al bollito. Scordatevi, per ragioni ovvie di spazio, i grandi carrelli fumanti pieni di ogni ben di Dio, qui la carne arriva direttamente al tavolo, ma la qualità è buona, ilsapore c’è tutto e la convivialità della cena assicurata. Certo fuori ci sono 12 gradi sopra lo zero in questo dicembre piovoso e caldo, ma anche a Carrù il termometro non è più quello di anni fa quando ci si andava con il bavero ben alzato.
Era vicino alla location di Cooking for Art e quindi ci siamo capitati un paio di volte. Molti sono i punti a favore: sempre aperto tutti i giorni e fino alle 24 e, per chi fa eventi ed non ha orari, non è cosa da poco. Inoltre il personale è gentilissimo, l’ambiente gradevole e pulito, c’è sempre un omaggio magari piccolo come un cioccolatino o un biscotto che accompagna una comanda, il free WiFi funziona bene, e nel complesso la qualità dei dolci e del salato supera la sufficienza mantenendo un buon rapporto prezzo qualità.
Magna Pars, un albergo già bello ora, che si appresta ad diventare ancora migliore e più completo con la nuova ala che sarà pronta per l’Expò. Le camere sono a due livelli, quasi piccoli appartamenti e gli spazi grandi accompagnano il Cliente lungo le aree comuni e nel ristorante. Qui un bel buffet della prima colazione soddisfa anche il palato fine del gourmet, ed il ristorante è affidato all’esperto Fulvio Siccardi. Meritatamente l’Hotel ha vinto il Premio Travelnews.
Non ci venivamo da anni e dobbiamo dire che l’albergo è diventato particolarmente gradevole ed accogliente. Si respira un’aria un pò sofisticata, di stampo classico e non trendy, che trasmette un messaggio di affidabilità e garanzia. C’è attenzione anche per il breakfast che, come ci conferma l’esperto Eugenio Rigo direttore della struttura, rappresenta il prototipo messo a punto con l’Università di Pollenzo, e che una volta rodato si estenderà alle altre strutture del gruppo. E’ in effetti tutto buono e ben organizzato, con l’eccellenza nella qualità di certe scelte, pensiamo agli affettati e ai formaggi.
