Che la pizza sia ormai un’altra storia ce lo racconta anche Vincenzo Multari a Gioiosa Jonica. Cura maniacale nella lievitazione e nell’impasto dove bilancia tre farine diverse, scelta di prodotti tipici, (ottima ad esempio la pizza con scarola e caciocavallo di Ciminà), sala elegante e selezione di birre artigianali da lodare. Non ultimo plauso va alla scelta di far crescere accanto a lui un valido giovane rifugiato afgano.
Porzioni Cremona
Sapri merita anche senza Enzo Crivella, certo è che Lui aggiunge alla bellezza naturale del luogo, la certezza di trovare qualcosa di buono: in estate soprattutto i gelati per i quali ormai è diventato famoso, in inverno èancora meglio secondo noi perchè ha più tempo per dedicarsi a tante prelibatezze e offrire al cliente le sue mirabili selezioni. Una bella sosta davvero.
Con grande piacere abbiamo consegnato a Maria Rina il suo attestato di Buona Cucina. Cosa altro non è questo locale che da tanti anni con continuità rimane fedele al territorio seguendo i tempi con la sua necessaria evoluzione ma senza tradirne lo spirito? Qui si è sempre fatta buona cucina e speriamo ancora per tanti anni si farà e non è stato semplice in un posto dove per dieci mesi l’affluenza è scarsa, mentre per due è perfino eccessiva. Maria, continua così.
Non è un panettone classico, ma è un grande prodotto di perfetto equilibrioe golosità e non stucchevole. Lo fa Riccardo Antoniolo, uno dei nostri grandi interpreti dell’arte del lievito, che comunque riesce a spaziare tra dolce e salato, tra focacce e pane, divertendosi e facendoci divertire. Ci ha inviato questa sua ultima creazione che ci ha allietato il nostro Capodanno. (come opzione c’è anche il suo ottimo zabaione da poter aggiungere). Buon Anno a tutti!
In questi giorni sono in tanti a viaggiare, ma per chi rimane a Roma ecco un viaggio che si può tranquillamente fare senza passaporto. Un viaggio nei sapori è quello che propone Francesco Apreda (accanto comunque ad una linea più tranquilla), una serie di ricette che gli ricordano le tappe della sua vita in giro per il mondo. Vita poi definitivamente segnata dall’Oriente, con un pò di Cina e Giappone, ma soprattutto tanta India dove ogni anno svolge consulenza all’Oberoi. Ricette che invitiamo ogni gastronomo che si rispetti ad assaggiare perchè ben difficilmente troverà qualcosa di simile lungo tutta la Penisola (salvo a volte e curiosamente sempre a Roma, alcune preparazioni di Cristina Bowerman e Anthony Genovese), ricette piene di spunti interessanti, di accostamenti inusuali, di sfumature originali di gusto. Basti pensare alla serie degli appetizers, di straordinario impatto, e poi sempre voliamo in alto sia pensando a Londra (con degli scones che solo nel Devon avevamo trovato così leggeri), sia pensando a Tokyo (elegante e succulento il polpo con le alghe), a Mumbai (ben speziate le penne all’arrabbiata) e ottimo anche il cheese cake (pensando a New York) degno di una colazione da Tiffany. Le cose un filo meno convincenti sono arrivate da assaggi fuori da questo menù, anche se sempre di un filone parallelo: i vermicelli di soja un pò troppo ammassati, e l’elegante rotolo di sogliola e scampi troppo arrotondato sui sapori dolci. Il tutto trova infine pari e degno riscontro in una sala dalla vista incomparabile e in un servizio di nobile efficienza.
Pranzo di Natale da Zunica, rattristato dalla morte di un parente, ravvivato da una nascita di una nipotina. Pranzo ben concepito e realizzato con piatti leggeri e in linea con la giornata di festa (da lodare in particolare la caciottina e il brodo di cappone) e da lodare anche l’ottimo rapporto prezzo qualità. Daniele si conferma un gran professionista. Auguri a tutti!
Con Anna Scafuri, collega gentile e brava come pochi, eccoci alla Trota. Per Lei è la prima volta ed è quindi doveroso assaggiare alcuni “classici” del locale, mentre a me arrivano le ultime ricette. Passato e presente si alternano per darci comunque un crescendo di sapori in un vero divertimento gastronomico. Sono proprio bravi i fratelli Serva, e ora hanno anche una bella sala a disposizione e una brigata affiatata che li supporta. Tra le nuove ricette una lode va a dei leggerissimi gnocchi che speriamo vengano presto presentati senza il ridondante aiuto del tartufo bianco del quale non hanno bisogno, ed è da seguire l’evoluzione della nuova ricetta con i tuberi.
Dino De Bellis è da anni noto ai golosi romani per il buon lavoro fatto a L’Incannucciata, ora è qui da un paio di anni dove l’ha raggiunto il giovane Mirko. Il locale è raccomandabile per vari aspetti: l’insolita location all’interno di un grande negozio di mobili collocato dentro un finto Castello che si fa notare anche dai più distratti passanti, un arredo accattivante che è anche in vendita e in effetti spesso si rinnova, una piccola carta di vini dove prevalgono i vini estremi, un menù abbastanza corto ma che riesce a dare vari percorsi alternativi. Insomma un locale intelligente e in linea con i tempi ed infatti è pieno, altra cosa purtroppo insolita. Hanno voglia di emergere e crediamo se lo meritino pure, i piatti escono puliti, con uno stile attuale, di buona fattura. Manca ancora un quid, a volte un tantino di rischio, a volte un abbinamento che non torna, a volte una carenza tecnica, ma Dino è attento e Mirko spinge con la sua giovane età: li terremo d’occhio, penso che si daranno da fare. Il piatto migliore? un buon baccalà in sapiente brodo di prosciutto, il meno convincente? i tortelli affogati nel caciucco e un millefoglie frettoloso.
Conosciamo da anni questa coppia che è ben assortita in tutti i sensi. Lei Elena brianzola accoglie in sala con un bel sorriso tranquillo, e lui Dhian di New Delhi ma ormai in Italia da anni si destreggia sempre meglio tra padelle e ingredienti perlopiù italiani. Ama infatti la nostra cucina, ha imparato le tecniche di base, sa far paste ripiene e ricette (soprattutto di mare) con scioltezza consumata. Non ci sono grandissime pretese, ma alla fine ci alziamo soddisfatti dopo una serie di piatti buoni dove spicca il riso basmati con salsa al curry.
