La responsabilità non è piccola visto il grande passato di questa Villa. Loro sono giovani, simpatici, umili e bravi: Elnava in pasticceria e Massimiliano chef di cucina. Vantano già buone esperienze, Lei anche con Beck, lui in giro per il mondo e l’ultima volta l’avevamo incontrato a Bice Mare a Dubai Marina. Certo non siamo al livello di Bruno Barbieri (che qui aveva due stelle michelin) ma diamo loro un pò di fiducia. Tra i vari assaggi meglio l’inizio (tris di crostacei e cervo) e la fine (i dessert) dei due primi che vorremmo più leggeri ed eleganti.
Porzioni Cremona
Da sempre questo bric è stata chiamato “meraviglia”, perchè quasi perfettamente conico con una bella dimora residenziale in cima e un bel panorama sulle colline del Monferrato. Da oltre 10 anni è diventata la collina della meraviglia anche per i laboratori che Donato lanati, famoso enologo, ha qui creato con una larghezza di vedute, e un disegno coraggioso, che non ha lesinato investimenti . A noi Donato è sempre piaciuto per la sua competenza, ma anche modestia, per la sua grande capacità lavorativa e la franchezza dell’approccio. Vedere quanto è riuscito a realizzare ci ha fatto veramente piacere. Bravo Donato.
Ci aspettavamo una grande pizza tradizionale, e l’abbiamo infatti ottenuta, ma le due cose che ci sono piaciute di più non erano le classiche pizze, ma la pizza leggermente fritta e ripassata in forno in modo da acquistare una sua croccantezza calibrata perfetta e poi il calzone imbottito di friarielli, un pensiero a me che li amo. Due cose fuori carta che ci hanno conquistato. E come non citare questo magnifico “belvedere”, dove ci siamo goduti oltre questi ottimi assaggi, anche il tramonto di Caiazzo? Grazie Franco di quello che hai saputo realizzare.
Sembrava l’idea di un folle quella di andare ad investire in un rudere al centro storico per ricavarne dal piano al tetto vari livelli dedicati alla pizza, al laboratorio, all’ospitalità e tutti coniugati sullo standard più alto. Sembrava un’idea balzana, e invece si è rivelata vincente. Non solo ha vinto Lui, Franco Pepe, grande maestro della pizza, ma ha vinto Caiazzo, quasi senza saperlo, è diventata una meta ricercata dai gourmet e non solo. Qui ogni sera, grazie alle 2-300 persone che frequentano la pizzeria, il centro si sta ravvivando e la vita ricomincia, Si riapre anche qualche bottega, nel vicolo è spuntato il Buco, un piccolo locale, e intanto a breve sul corso Franco Pepe partirà con la sua nuova avventura: grandi panini firmati da Lui.
Vegetariano con anche piatti vegani, ma il tutto vissuto e presentato con allegria e non frustrazione. Semplice ed accogliente, fin dal nome, abbiamo assaggiato qualche piatto e non era male, considerato anche la media dei prezzi (i primi 5.6 euro, i secondi 7, 8 euro!). Per accompagnare un paio di buone birre artigianali.
Nel centro direzionale della BMW c’è anche un ristorante che non è di certo una mensa aziendale: l’ESS Zimmer ha alti punteggi su tutte le guide e due stelle michelin. Merito di Kofer, la famosa azienda di catering che lo gestisce e merito di Booby Brauer, chef che vi si dedica totalmente. Ci andiamo con il gruppo di chef e giornalisti italiani in visita in Baviera e siamo ricevuti dalle Autorità locali con la presenza di Eckbert Dauer, alto dirigente locale che si rivela non solo simpatico e alla mano, ma anche esperto di vini. E non sarà un caso che assaggiamo qui i vini migliori di questo viaggio. Il menù è sicuramente di alto livello, soprattutto la sequenza degli appetizers convincente, un pò forse troppo affollati di ingredienti i piatti di portata dove comunque si distingue l’ottimo fegato.
Chef modernissimo, ma paradossalmente anche all’antica. Esce poco e malvolentieri dalla cucina, e quando esce è per curare l’orto, cercare gli ingredienti giusti. Poi rientra e non si stacca dai fornelli o comunque dalla sua brigata con la quale perfeziona idee e ricette con concentrazione maniacale. Un tipo di chef che sta quindi scomparendo rispetto a figure molto più mediatiche e ormai esterne alla cucina, anche se secondo noi non ci sono chef di serie A o di serie B, e non è detto che chi sta sempre in cucina abbia poi alla fine sempre ragione. Sono solo modi differenti di concepire e vivere la professionalità e noi comunque apprezziamo il rigore esemplare di questo chef che sicuramente e giustamente rappresenta un simbolo, un ideale da raggiungere per molti chef. Enrico è uno che crede che su questo mondo la perfezione esiste e ci si può arrivare con tanto olio di gomito e applicazione assoluta. Per la casualità degli eventi non ci mangiavamo da 3 anni e ci ritroviamo dopo pochi giorni un’altra volta alla sua tavola. Arrivano piatti e assaggi che ci confermano tutto il buono che universalmente gli viene riconosciuto da più parti. I piatti che direttamente derivano dall’orto sono trascinanti, e la lunga sequenza non stanca mai soprattutto nella fase iniziale che non vorremmo finisse mai. Un pò dolciastro il riso, ottimo l’agnello e si finisce con un’alra brillante serie di note dolci.
Sara e Federico con passione e determinazione stanno realizzando il loro sogno. Un passo dopo l’altro nella giusta direzione senza sbagliarne uno. Il ristorante si conferma tra i migliori della pur ricca zona, con una cucina molto curata, leggera senza rinunciare ai sapori, ben presentata, solo un tantino troppo frammentata, ma è lo stile di Paolo Cappuccio, chef preciso, di ottima professionalità e ampia esperienza. La cantina copre qualsiasi esigenza, in sala maitre e sommelier assicurano un efficiente servizio sotto lo sguardo vigile dei titolari. Presto arriveranno la camere che completeranno questa struttura che gode di uno dei panorami migliori d’Italia, e il sogno di Sara e Fedrico sarà completamente realizzato: se lo meritano.
Pochi forse lo sanno, ma Sefro è la capitale europea dell’itticultura, grazie all’attività avviata 60 anni fa da Silvio Rossi, che poi è cresciuta con acquisizioni fino a diventare leader europeo. Oggi il figlio Roberto con i fratelli guida un gruppo importante. Ma non è solo quantità, ma anche qualità come si può vedere da questo stabilimento, il più grande d’Europa, che si avvale della natura incontaminata di Sefro.
Difficile resistere ad un invito tutto champagne. Inoltre anche l’indirizzo sembrava sfizioso, Iodiopuro, nuovo bistrot di Christian Cavalieri e Vittorio Novani, ex de L’Hosteria del mare del centro storico. Qui siamo a un passo dalla Francescana, con un progetto sulla carta innovativo: non c’è cucina, ma solo assemblaggio e “tocco” finale nella piccola cucina a vista con le materie prime precedentemente prelavorate nel vicino laboratorio. Una soluzione che forse preannuncia una serie di locali tutti serviti dallo stesso laboratorio, una volta messo a punto lo start up. A giudicare dalla clientela la formula sembra piacere, per via dei costi competitivi che consente, senza in linea di principio cedere sulla qualità. Quello da noi provato non ci ha entusiasmato, ma forse eravamo troppo presi a seguire lo champagne. 5 etichette importate da Premiere, 5 etichette piacevoli, non troppo invadenti, tutte molto corrette, la nostra preferita? Pierre Legras blanc de blancs grand cru.
