Della Villa, splendida, abbiamo detto, la cucina pure si fa valere. Merito di Giorgio Servetto, chef di lungo e chiaro corso, che proprio qui ad Alassio, alla Locanda dell’Asino, aveva bene impressionato e ora lo ritroviamo in questa magnifica struttura dove si potrà esprimere al meglio. E’ da poco arrivato e quindi dobbiamo dargli il tempo di crescere, ma già siamo su buoni livelli. Con la sua snella brigata, Maurizio sous chef e Davide pasticciere, propone vari menù, una serie di proposte ambiziose ed originali che non solo convincono ma sono anche molto convenienti (menù a 50 e 70 euro, e stiamo parlando di una struttura a cinque stelle). Deve ancora contestualizzare il menù con l’incredibile location di cui dispone, ma i piatti scorrono veloci, piacevoli ed eleganti anche se esprimiamo le nostre preferenze: meglio il torcione del salmone affumicato, meglio il cremoso di carciofo dell’uovo pochè, meglio i tortelli degli spaghettoni, migliorabili i dessert, ma nel complesso cena di ottimo livello, assistita da un buon servizio e ad un prezzo da segnalare per la sostanza e per il contesto.
Porzioni Cremona
Una villa di grande storia, ci riporta all’ottocento, alle prime vacanze dei gentiluomini inglesi nel Mediterraneo. Qui arrivarono due famiglie scozzesi, quelle di George Henderson Gibb e del generale William Montagu Scott McMurdo che costruirono le prime due ville in stile eclettico, un pò come facevano a quel tempo i nobili inglesi nell’India. La proprietà arrivo agli Hanbury, quelli dei giardini de La Mortola di Ventimiglia, nel novecento che svilupparono enormemente il parco intorno arricchendolo di una grande varietà di piante. Nel dopoguerra la proprietà ha vissuto una lenta decadenza fino all’arrivo della famiglia Ricci che dopo aver investito con grande attenzione al recupero del parco e delle varie strutture abitative ha ora riaperto al pubblico un piccolo resort che ha pochi rivali in quanto eleganza, confort e spazi a disposizione dell’ospite.
Da tanti anni esiste e con ottima reputazione e non ci eravamo mai stati. Abbiamo così colmato la lacuna per goderci le pizze “evergreen” di Edoardo Papa al quale va dato il merito di aver contribuito ad alzare il livello e la percezione della pizza gourmet a Roma. Pizze che hanno la base in comune, stese sottili (ma non a velo, meno male!), ben cotte ma servite tutte tiepide (e a volte non capiamo il perchè). Tutte hanno in comune l’attenzione alla materia prima che è in effetti di ottima qualità. La migliore ci è sembrata la margherita al rum, la meno convincente quella al tonno un pò stravolta dai troppi capperi, ma con un livello medio indiscutibilmente alto in tutta la sequenza. Prezzi non lievi che meriterebbero un ambiente rinnovato: le pizze magari sono evergreen, i locali no.
Monteverde è un quartiere con molte botteghe golose. Questa è posizionata proprio di fronte al mercato De Calvi e si distingue per l’alta qualità del pane. Di vari tipi, con varie farine da mulini selezionati, fatto nei modi giusti. Ed accanto anche pizze allungate e spesso preparate all’atto del vostro ordine secondo i gusti.
Il Settembrini è sempre più un punto di incontro e di ritrovo. Quasi quotidianamente al centro di presentazioni di vini o di aziende. Oggi è il turno de La Valentina, la nota azienda abruzzese, famosa per l’elegante Bellovedere e il potente Binomio. Oggi è in scena la gamma Spelt dal pecorino al montepulciano abbinati ai piatti del giovane Ciro Cucciniello da poco arrivato. Di rilievo i vini e tra i piatti il buon dentice con le radici.
Bella e ampia questa piacevole osteria che gode all’esterno di un bel prato ombreggiato da alberi secolari e dentro di un largo ambiente che ben si presta per piccoli eventi. Come questo al quale partecipiamo: un pranzo a 4 mani di due giovani chef: Marco Baglieri del Crocefisso di Noto, e Giulia Carpino chef residente. Lei è giovanissima, rientrata sull’isola dopo lunga esperienza formativa con Gianfranco Vissani, la vedremo presto ad Emergente di fine giugno a Roma. Si alternano i piatti con i buoni vini dell’azienda tra i quali merita una citazione particolare l’ottima malvasia di Salina ben presentata da Emanuele Fioretti.
Piccolo, ma bello, il wine resort di Barone di Villagrande, un’azienda storica del vino oggi ben gestita da Marco Nicolosi. Vigne ad anfiteatro a mezza costa con l’Etna alle spalle e il mare in lontananza. Una posizione bellissima che ha suggerito alla proprietà di aprire all’ospitalità le 4 camere. A fianco la storica cantina dove suggeriamo di assaggiare almeno gli ottimi vini bianchi. E accanto è anche l’Osteria, della quale parliamo a parte.
Il ristorante è molto popolare e famoso. Secondo molti è uno dei pochi rimasti “intatti”, un quadro di come erano i ristoranti nell’Ungheria comunista. Prezzi molto convenienti, aperto solo a pranzo dalle 12 alle 15 con i tavoli che girano varie volte per smaltire la fila delle persone che qui vengono a mangiare.
Molto conosciuto e caratteristico questo pub che è proprio di fronte al mercato coperto. Luci soffuse, soffitto basso e soprattutto pieno al completo di fogliettini appesi, mentre sul pavimento c’è la paglia e uno strato di bucce di noccioline americane che la gente sgranocchia incessantemente. Porzioni gigantesche, prezzi convenienti….morale, è sempre pieno.
Esdra occupa uno spazio di rilievo nella storia dell’Antica Giudea, ed è anche Santo per la religione cattolica. Al suo nome è dedicata la Contrada e questa bella tenuta. Poche camere confortevoli, un bel centro benessere, una elegante piscina e un ampio prato relax completano l’accoglienza alla quale poi si aggiunge la tenuta vera e propria della quale parliamo in altro post. Erika, in rappresentanza della proprietà, accoglie con un sorriso e in cucina è Francesco Palombo, giovane, ma ben impostato nonostante le poche importanti esperienze alle spalle, e questo significa solo che ha predisposizione e che sarebbe un peccato che non investisse ancora un poco per far crescere il suo bagaglio tecnico. Il cestino di pane è già al top, il resto scorre piacevolmente con il risotto che merita la lode, mentre l’altro primo risulta troppo stratificato. Ma l’altra cosa di rilievo è la produzione interna dell’Azienda che al nostro arrivo non era ancora entrata a regime e che verosimilmente darà ulteriore slancio e caratterizzazione alla linea di cucina.
