Che colazione da Paolo Teverini! Non di quelle particolarmente raffinate che magari trovi nel lusso di qualche cinque stelle, ma raramente si vede tanta sostanza: salumi di Fracassi e Spigaroli, raviggiolo e ricotta di piccoli (e ottimi) fornitori locali, fanno da contorno alle preparazioni di Paolo. Dalle ottime torte allo strudel, dai biscotti all’arancio allo yoogurt al miele, dalla bevanda al cioccolato al vov….un assortimento di specialità che meritano la lode.
Ristorazione&Ospitalità
Andrea Fusco è finalmente arrivato al centro di Roma lasciando sulla Tuscolana la sua (pregevole) osteria e trasferendo su questa bella terrazza dell’Hotel Bernini, il suo Giuda Ballerino con i suoi colori che animano il menù e le divise. Siamo contenti perchè è un’altra terrazza che si aggiunge alla serie di ristoranti rinomati che offrono buona cucina e grande panorama. Una terrazza che ha visto tanti passaggi di chef, ma che non è mai decollata. Andrea è chef esperto e capace, un ottimo professionista e crediamo che Lui riuscirà dove altri sono falliti. Gli assaggi ce lo confermano, con un buon livello medio, ma da Andrea ci aspettiamo qualcosa in più: diamogli tempo, è arrivato da poco.
Il locale è sui generis per la location (al Trionfale), per l’inusuale abbinamento birrificio ristorante, per l’arredo insolito (sotto un cielo stellato), per la conformazione circolare. Non contenti Cristina e Cristiano battono anche una strada ardua per un ristorante che è un pò fuori dalle rotte dei turisti e dei gourmet della Capitale, quella della qualità. Lo si vede da tanti dettagli, dalla lista (superba) dei fornitori, dalla proposta incentrata sulla materia prima (cioè poca cucina e gran rispetto dell’ingrediente). Ma Cristiano, oltre alla ricerca del buon prodotto, ha anche la passione della cucina, è un autodidatta instancabile e si arrovella per ricercare nel piatto la sua perfezione. Nascono una serie di ricette che testimoniano la correttezza e la buona volontà con risultati per nostra esperienza un pò altalenanti, in alcuni casi centrati in altri l’impegno profuso non trova adeguato riscontro, ma comunque quanto servito è più che sufficiente per segnalare questo locale tra i meritevoli della Capitale. E ogni volta torniamo contenti per un piatto da ricordare, questa volta il nostro plauso và all’ottimo fegato di baccalà che da solo valeva la visita.
Alla corte di Maurizio Signorini, uno dei nostri più grandi professionisti della ristorazione, si sono succeduti tanti chef, in genere vocati alla quantità, e a realizzare piatti tutto sommato non banali, ma prodotti in grande serie per la numerosa clientela del locale. Un successo che è durato oltre 20 anni prima del recente rallentamento dell’affluenza. Oggi i numeri sono più “umani” e in cucina è da qualche mese una nuova brigata giovanissima che merita l’attenzione. Alla testa è Giuseppe Bisio di 27 anni, gli altri sono ancora più giovani. La cucina è volenterosa, i piatti vivaci nei colori e nei sapori, meriterebbero una più attenta messa a punto, ma sono comunque già piacevoli. Il migliore? il gazpacho di polpo, un pò pasticciato il branzino e salato il baccalà.
4 chef o 4 capipartita? In fin dei conti sono solo definizioni. Qui in cucina dopo Paola Budel e Antonia Klugmann, ecco che ci ritroviamo 4 ragazzi, o meglio 3 con una persona più matura. E anche in sala comunque sono tutti giovani e non sarà un caso che è il giovane dei Bisol, Matteo, a seguire per conto della famiglia la struttura. Una scelta innovativa e anche coraggiosa che presuppone armonia in questa curiosa brigata di chef, ben ripartita anche tra elementi femminili e maschili. E dobbiamo dire che non ci si annoia a tavola, sia per gli ottimi vini che arrivano, sia per i numerosi assaggi che la cucina ci manca. Ognuno ha il suo stile, Sabina sfoggia ottima tecnica per la sua età, predisposizione al piatto frammentato ad arte, un pò di approssimazioni negli equilibri; Andrea, allievo di Marco Martini, si presenta da buon romano, un pò invadente, ma lascia il segno con i suoi ravioli e le sue ruote; Michelangelo ha lavorato a lungo con la Klugmann ed infatti i suoi secondi pur di carne e pesce, si ricordano per la componente vegetale: infine Serena chiude in linea con dei corretti dessert dove manca solo una conistenza croccante a dare lo sprint. Morale: è bello vedere tanti giovani all’opera in questa bella cucina, speriamo che durino a lungo insieme, sarebbe bello davvero!
Sulla piazza centrale di Caorle spicca questa bella pizzeria (anche ristorante) a conduzione familiare: mamma e figlio Antonio in sala e Diego alla pala. C’è un’atmosfera fresca e volitiva, si avverte la passione di questi giovani per il proprio lavoro, un locale che merita la segnalazione.
In famiglia si ridiscute e questo è un bene. Così la classica cucina di papà Adriano che ha fatto la fortuna negli anni ottanta e novanta del Gambrinus, viene riaggiornata dai figli secondo nuovi schemi e stimoli più contemporanei. Nasce così il Borsò, accanto al ristorante datato, con due salettine ben arredate, ma con meno pretese che si avvalgono anche di un piacevole spazio esterno affacciato sul laghetto del parco. Qui viene proposta una cucina più semplice e diretta, e trovano spazio anche le nuove idee di Pierchristian, sempre più responsabile della cucina che è memore degli insegnamenti di Lopriore e Alajmo e soprattutto di Leeman, come dire tre dei migliori e più fini intelletti della cucina italiana. Il risultato è ancora in fieri, si basa su un orto che sta crescendo accanto alle già note vigne, si avvale delle preferenze quasi vegane dello chef, deve trovare ancora la sua giusta espressione, ma rende già interessante la visita e ci stimola a seguire questo indirizzo che avevamo un pò dimenticato.
Passano le generazioni, il Parco cambia pelle e si rinnova, ma sembra tenere il ritmo degli anni. Al ristorantone per le famiglie bene e le cerimonie degli anni passati sta subentrando il nuovo progetto portato avanti dai due fratelli Gianmaria e Pierchristian, un progetto che mira di fondo a rafforzare il legame spontaneo e naturale che la struttura ha con il bel Parco che la circonda, di valorizzare un’immagine di salubrità ed attenzione etica all’ambiente che il Parco stesso suggerisce. Da qui largo spazio ai vini bioligici e forze presto avremo anche l’Elisir biologico, affiancato da una serie di altri prodotti per arrivare anche ad una rinnovata immagine della ristorazione.
