Oltre 35 milioni di euro per il solo restauro non sono pochi, e il risultato si vede. tappezzeria e cristalli, specchi e lampadari, mobili e drappeggi, oro e argenti accompagnano il cliente lungo camere, salotti e corridoi. Con qualche novità: la bella terrazza recuperata sul tetto, la nuova spa al piano di sotto e una novità funzionale: le barriere per l’acqua alta. E’ stata mantenuta la famosa scuola di cucina, non abbiamo invece notizie certe sulla ristorazione salvo che è affidata allo chef Daniele Turco. Il direttore è invece persona nota a tutti nel settore: Paolo Lorenzoni, che unisce la verve romana ad una lunga esperienza nel campo degli alberghi di fascia alta.
Ristorazione&Ospitalità
Aveva lasciato un’ottima impressione Marco Mengoni ad Emergente Centro lo scorso anno a Firenze. Ora, dopo aver avviato con Simone Bartolozzi (al quale si deve l’ottima carta di vini) questa impegnativa struttura, si ritrova a gestire il ristorante da solo. Un lavoro non da poco, ma il ristorante si presenta sicuramente bene, ha un retrogiardino spettacolare proprio sotto le mura del centro storico, un privè al piano di sopra e una cucina ben attrezzata. Insomma è una bella occasione che speriamo Marco saprà sfruttare. L’esperienza maturata con Marco Bistarelli, Marco Stabile e Antonio Guida gli servirà sicuramente, la selezione degli ingredienti utilizzati e segnalati nel menù è encomiabile, i prezzi sono giudiziosi, manca qualche ritocco alla sala, mentre la cucina scorre già piacevole e intrigante, scivolando solo nel finale dolce.
Quest’allievo di Carlo Cracco, Valentino Cassanelli, ha parecchie carte da giocarsi nella sua carriera di chef. E’ giovane e simpatico, sta in un posto di prestigio, ha tecnica ed estro. La prima volta, qualche mese fa, ci aveva persino più impressionato, ma anche recentemente abbiamo avuto conferma delle sue doti con un menù assai vario, ambizioso e rischioso e comunque coniugato abbastanza bene. Non c’è due senza tre e la terza volta scioglieremo le riserve, ma già possiamo assicurare gli appassionati che qui non si annoieranno. E anche la struttura, l’Hotel Principe, che ospita questo ristorante, non passa inosservata: bella moderna funzionale e in estate offre una grande piscina e una magnifica roof terrace. Direttrice: Cristina Vascellari.
Esiste da qualche tempo, prima a Capena, alla periferia di Roma e poi qui poco distante da piazza Fiume, in una via più tranquilla. Piccolo dehor in stagione, privè al piano superiore, arredo abbastanza curato…insomma si presenta completa e con qualche ambizione. Dentro una brigata giovane che ci accoglie con una serie di piatti un pò banali, ma poi sale un pò di tono. Il piatto migliore? l’anatra, ovviamente, ma da una brigata giovane e motivata ci attendiamo qualche rischio in più. Abbiamo saputo proprio in questi giorni che lo chef è cambiato, saremo curiosi e felici di scoprire quanto prima, le novità in merito.
Il lievito madre appassiona gli esperti e gourmet in misura crescente, pane e pizza sono sempre più argomento di discussione e differenziazione, e si allunga ogni giorno la schiera dei fans. Uno dei protagonisti di questo scenario è senza dubbio Renato Bosco, cresciuto in una terra eletta (infatti a Verona è ben radicata la cultura del lievito madre anche se più ai fini dei dolci tradizionali che della pizza e della focaccia). Renato si esercita su ambedue i versanti, il dolce e il salato ed offre un menù interessante ai clienti del suo locale posto alla periferia orientale di Verona. Ci siamo andati a mezzogiorno, quando l’offerta non è completa come la sera, ma è bastato per accorgersi che questo è un indirizzo da tenere bene a mente.
Per i sempre più numerosi pizza lovers ecco un altro indirizzo da non perdere. Una buona pizza, ma non solo, anche una ampia selezione di vini e di birre e inoltre un servizio continuo per un caffè o un aperitivo. Specialità, non sempre disponibile, è la pizza con ricetta tipica toscana.
E’ sempre un vero piacere andare all’Imago. Tante sono le virtù: la vista sul centro storico, l’ambiente raffinato, la clientela di prestigio, e anche la sala e la cucina vanno di pari passo. Francesco Apreda con il suo souschef Francesco Focaccia, propongono varie alternative, quelle classiche e di prestigio che in un albergo come questo non possono mancare, ma anche un menù vegetariano molto interessante e il menù libero che in genere include le ispirazioni dello chef che prendono spesso slancio dai suoi ricordi dell’Oriente. Francesco è stato a lungo in India e ogni anno lì ritorna per qualche evento. Sono questi ultimi piatti quelli in genere più intriganti e interessanti ed anche questa volta abbiamo avuto puntuale conferma.
Perla ed Alessandro Bellingeri, giovani e pieni di volontà come è giusto sia alla loro età partono per l’avventura della loro vita nel modo migliore: un ristorante che ha alle spalle l’appoggio di un albergo, Rio Blanco (anzi due, c’è anche il vicinissimo Castelir, stessa proprietà). E anche il ristorante si divide bene tra stube, saletta e sala per qualche piccolo evento, come dire c’è un pò di tutto. In cucina Alessandro si muove con giudizio, rischia poco, ma saggiamente punta a conquistarsi uno zoccolo duro di clientela, fa anche a volte la pizza (non entusiasmante), molto meglio quando segue lo stile che gli è prprio, una cucina moderna con piatti equilibrati dove c’è sostanza e (spesso) tanto gusto, ed occhio ai dessert che non deludono mai.
Colpisce il posto e la modestia. Bar a tapas si definiscono, e in effetti le tapas ci sono ma anche qualche bel piatto. Il posto è piacevolissimo, e loro, i due titolari sono giovani: Elvis Valandro in sala e il fratello Mauro in cucina. Uno stile contemporaneo che non ha radici, ma che specie in città offre un’alternativa valida e differente, giovanile e (non ultimo) a buon prezzo.
Un albergo di sole 3 stelle che è un piccolo gioiello per come è arredato e tenuto. Merito sicuramente dell’attivissima titolare, Elisabetta Chelodi, che cerca, e ci riesce, di curare ogni dettaglio. Hotel Laurino nel centro storico di Cavalese, val di Fiemme.
