Un bel locale ben assortito (fin troppo anzi, in certi angoli c’è un eccesso di prodotti) moderno e curato dove l’appassionato può veramente trovar un pò di tutto con due approfondimenti: la carne, e in effetti i Damini nascono macellai, e il vino, visto il vasto assortimento di etichette. C’è anche il ristorante, aperto lungo il giorno con varie formule e noi abbiamo scelto, visto l’ora, quella dell’aperitivo. Un bel piatto che invita al ritorno.
Ristorazione&Ospitalità
Le Quattro Terre a Corte Franca
Siamo ancora in rodaggio, nella sala in fondo in contemporanea c’è un piccolo banchetto, e quindi sono da mettere in conto le sfasature. Detto questo in sala si muovono con alacrità e in cucina pure riuscendo comunque a mantenere la sufficienza. Però da questa bella struttura che nei prossimi mesi sarà completata con altre camere ci aspettiamo un livello ancora più interessante.
Siamo nel cuore della Franciacorta in una zona verde che alterna boschi a vigne nella pace più totale. Una lunga cascina è stata appena aperta all’ospitalità con alcune camere e altre arriveranno nel 2015. Il piano terra è dedicato alla ristorazione con un’area eventi e una per la clientela standard.
La Dispensa di Vittorio Fusari
La Dispensa è un vero gioiello di funzionalità: c’è la bottega, la sala interna, il dehor estivo, la zona più easy e il sedersi al bancone per un’ulteriore alternativa. Proprio come abbiamo fatto noi per motivi di tempo. E dal sedile alto hai modo di goderti la vista della cucina, della berkel che affetta i salumi mentre subito ti viene servito un buon calice di vino. Era con noi Silvano Brescianini e quindi Barone Pizzini a volontà. Una “dispensa” che ti consente una sosta anche rapida, ma non banale, perchè Vittorio Fusari, sempre in forma fisicamente e dietro i fornelli, ha l’esperienza dalla sua e la voglia che non l’abbandona.
Una nuova apertura è sempre un arricchimento e nel caso particolare sono tanti i motivi per i quali abbiamo apprezzato questo The Corner: la qualità dell’investimento, la location che fa vivere e scoprire un’area meno frequentata ma non meno bella della Capitale, l’atmosfera internazionale che si vive, la gradevolezza della veranda che sembra fatta apposta per ospitare momenti conviviali diversi, i prezzi che ci sembrano corretti e competitivi. Un posto di classe che ha anche l’ambizione di diventare un ristorante gourmet e non a caso è arrivato qui Fabio Baldassarre di ritorno dopo vari giri meneghini. Che Fabio sia bravo è fuori questione, l’ha già dimostrato in diverse sue avventure a Roma, a Milano, ma anche a Taormina e sul lago di Garda (Leflay resort) e qui ci attendiamo quindi qualcosa che sia di pari livello. Allo stato attuale abbiamo trovato una serie di piatti godibili, ma un pò semplici nell’impostazione, insomma se ce li avessero dati al Bistreet, l’appendice che affaccia sulla strada, sarebbero stati perfetti, ma nella elegante veranda del Corner siamo convinti che Fabio si possa esprimere a più alto livello una volta che il rodaggio sarà terminato (vedi pure la troppo essenziale carta dei vini).
Non lo conoscevamo e ci ha fatto una buona impressione, come tutti coloro che credono ancora in qualche cosa, ci mettono la faccia e rischiano di persona. Nasce e vive a Palermo le sue prime esperienze in locali da grandi numeri, poi arriva al nord spinto da altri stimoli (ideali politici), torna ai fornelli, cucina nelle carceri per i detenuti, e infine scopre la vera qualità in una gita al Gambero Rosso dal grande Pierangelini. Da quel giorno cambia la sua vita, apre questo locale vicino casa e si mette alla prova provando e riprovando, e intercalando con qualche nobile stage (Uliassi, Crippa). Oggi il suo livello è più che sufficiente, la sua tecnica notevole e il ricettario ampio e vario con abbinamenti anche interessanti seppur visti in qualche caso. Manca ancora, e vorremmo vedere visto che le basi non sono ancora così solide, qualche dettaglio qua e là nei vari piatti (eccesso o a volte mancanza di sapidità, elementi croccanti che arrivano molli, qualche cottura non proprio a punto). Ma nel complesso ci si alza soddisfatti pensando anche di ritrovare nel futuro un probabile ulteriore miglioramento che comunque di sicuro arriverà per l’ambiente in quanto è previsto a breve un completo rinnovamento del locale.
Ci veniamo raramente perchè è un pò come tornare a casa, visto che li conosciamo da quando praticamente sono partiti. E li abbiamo visti crescere ed affermarsi per diventare una delle tavole migliori d’Italia e mantenere nel tempo la posizione. Sembra facile a parole, ma non lo è all’atto pratico, perchè il mondo e la clientela evolvono, le tecniche e le condizioni economiche si aggiornano. Eppure ogni volta, a distanza mediamente di tre anni, ritroviamo qui una cucina moderna e sempre in linea, e trovano conferma le certezze di sempre. Una cucina che ci piace perchè non è piaciona, non indugia troppo nella presentazione che anzi a volte sembrerebbe un pò frettolosa, punta al sapore e spesso soprende con qualche nota particolare. Certezza su certezza sono i dessert, curati da Pierluigi, che sono da sempre tra i nostri preferiti, non ricalcano la pasticceria classica, ma interpretano al meglio quella che dovrebbe essere la conclusione di una grande cena. Tra i piatti migliori (oltre ai dessert) il difficile abbinamento tra l’ostrica e l’anguria, la straordinaria sequenza di sfumature dei ravioli in brodo di tarassaco dove la potenza dell’asiago trova il contrappunto nell’acidità del brodo, nella freschezza del mirto, nell’aromaticità dell’anice stellato. Una sola caduta: i garganelli troppo cotti e sovrastati dalla salsa alle olive.
Una bella novità questo Quintessenza che si apre in centro città (in una traversa di corsoVittorio) a Trani. Ben 3 fratelli si sono messi insieme e fanno un bel gruppo supportato da altri giovani innesti. Un locale lindo, che si presenta pulito e una cucina che ben si abbina, altrettanto fresca e moderna. Il pesce la fa da padrone, ma c’è anche l’alternativa carnivora con un maialino e la podolica, gli assaggi sono gradevoli, le ricette ben costruite, insomma un locale che promette bene e che ci stimola a ritornare per vederne l’evoluzione.
Una bella coppia Lucia e Nazario che con grande passione hanno messo su questo locale che si affaccia sulla laguna di Lesina e che accoglie la clientela in una bella sala interna o sulla veranda in stagione. Nazario è un autodidatta serio, serio nel senso che non se la tira, cerca di migliorarsi di anno in anno, ci riesce e continua ad essere modesto. Eppure oggi si può mangiare una cucina di territorio di ottimo livello che merita la sosta per chi si muove lungo l’autostrada nel lungo tragitto dal sud al nord o viceversa e che si può fermare agevolmente in questo locale poco distante dal casello. A prezzi di grande convenienza, ecco le ricette che raccontano i prodotti della laguna: tutto come dicevamo più che buono, con qualche nota sapida fuori luogo e il dessert un pò modesto.
Dove vanno a mangiare i nostri ristoratori famosi? Siamo capitati di giovedì all’Oasis di Vallesaccarda senza consultare il sito, non ricordandoci che era il giorno di chiusura, scoprendo che Carmine Fischetti andava a mangiare all’Osteria dei Briganti poco distante. Ci siamo accodati e quindi eccoci in questa semplice trattoria che i due fratelli Lo Russo gestiscono da 15 anni. Qualche etichetta, tanta passione e giusta selezione delle materie prime con una serie di formaggi (il caciocavallo alla griglia e le mozzarelline) buone, una buona zuppa di fagioli come quella di zucca. Il limite della tradizione da queste parti è l’opulenza del condimento che viene sempre offerto in dose doppia di quanto necessario: generosità irpina.
