La Galleria cambia sede, ma va poco lontano ad occupare uno spazio che si sviluppa in verticale su più livelli. Sotto la bella cantina, a livello strada l’ingresso e la cucina e sopra la sala, fresca e moderna. Lui e Lei sono una coppia simpatica e giovane, ambedue preparati e appassionati (un periodo formativo da Cannavacciuolo). Cucina ben impostata con prodotti ben selezionati e prezzo interessante, insomma a Gragnano vale la pena venire non solo per visitare i pastifici della Valle dei Molini (purtroppo abbandonati). Il piatto migliore? pasta e patate con totanetti, meno ci convincono le triglia con la pizza di scarola.
Ristorazione&Ospitalità
Da quasi trentanni ci delizia senza perdere un colpo. E non solo a noi. Quando si parla in giro per lo Zazzeri ci sono solo lodi e non sarà senza un perchè: vuoi la simpatia del titolare, vuoi l’apparente semplicità della sala (ora evoluta rispetto a prima), vuoi l’understatement dichiarato, vuoi la buona cucina che non solo si basa sull’ottimo pescato del litorale, ma si sforza di interpretarlo nel modo più lieve possibile. Ogni volta il fritto ci sorprende, ma prima e dopo il piacere viene preannunciato dalle seppioline “sporche”, e confermato dagli straccetti di triglia. Solo la pasticceria è forse un tantino sotto tono, ma qui si viene soprattutto per il pesce.
La Magona è forse la più conosciuta delle trattorie di Bolgheri e con la primavera troverà una nuova sede: non più quindi dentro al Castello (dove forse, ma non è sicuro, resterà un punto di semplice ristoro), ma sulla Bolgherese, in una bella villa tra vigne famose (vicino a Guado al Tasso e Donna Olimpia). Un ambiente di miglior ospitalità (con in futuro anche 4 belle camere), un bel parco, un comodo parcheggio. In cucina non cambieranno le cose, e meno male, perchè la cucina della Magona è già più che soddisfacente e ce lo confermano gli ottimi maltagliati e una bistecca poderosa che fanno di Omar Barsacchi uno dei migliori osti della regione.
Anche la cena all’Asilo Masi si ricorda con piacere. Non c’è uno chef famoso, ma una brava persona capace ed umile; non si punta ad una cucina di ambizioso messaggio, quanto alla semplicità delle buone cose. Certo il livello potrebbe ancora migliorare anche in questa visione, e ce lo auspichiamo, comunque come non rimanere piacevolmente sorpresi dal mangiare tutti insieme (proprietaria e clienti delle varie camere) intorno ad un tavolo magnificamente apparecchiato, serviti di tutto punto? Gli stranieri rimangono incantati, ma anche per noi è bello partecipare ad una cena come questa.
Un asilo che si è trasformato in una favola? Venite a scoprire questa Dimora di Charme, un pò nascosta nel borgo di Capannoli. Ne vale la pena per vedere cosa la signora Cristina, titolare e proprietaria, è stata capace di realizzare. Dentro è la sua vita con i tanti oggetti, libri e foto che ne raccontano le sue preferenze e ti fanno vivere un’esperienza che non si dimentica. Al mattino la colazione in cucina, con grandi prodotti, la notte 8 camere deliziose piene di ogni coccola che si possa desiderare accolgono il visitatore con intorno una campagna, quella pisana, dove la scoperta del dettaglio artistico e dello scorcio suggestivo, è ad ogni passo. Aperto tutto l’anno per una fuga di qualità dal quotidiano, ad un prezzo più che corretto per quanto poi si riceve in cambio.
Villa la Torretta è una bellissima dimora storica ben restaurata praticamente quasi in città. Offre una confortevole ospitalità e tanti servizi (basti pensare all’auditorium), ed anche una buona ristorazione. A dirigere con mano sicura e vasta esperienza è Maurizio Palazzo, in cucina c’è il giovane Angelo Nasta che ci propone una squisita zuppa di zucca e crostino come stuzzichino, per poi proseguire con i calamari all’aglio su crema di patate, e poi il rombo con carciofi e olive taggiasche e per concludere con un tortino al cioccolato con bavarese di lamponi. Una cucina di buona valenza che potrebbe avere anche un buon margine di crescita se il bravo Angelo riuscirà ad applicarsi con maggior approfondimento.
Nuova avventura dei fratelli Pierini, solidi professionisti della Capitale (vedi anche il Moma). Ci hanno abituato a scoprire locali intelligenti e di qualità, e in effetti anche questo locale vicino a piazza Fiume si fa apprezzare, non tanto per l’ambiente piacevole ma un pò “visto”, che riprende il filone dei locali dove si compra e si mangia pure, quanto per la notevole selezione di formaggi, salumi e in genere prodotti laziali. Prodotti poco noti o del tutto sconosciuti anche ai gourmet laziali, difficili da trovare in giro e che si basano sul grande lavoro di selezione che ha fatto in questi anni Vincenzo Mancino (vedi anche il DOL = di origine laziale). Un menù fin troppo esteso (ma che dovrebbe focalizzarsi su meno piatti nel futuro) offre alternative di cucina tipica regionale, sfiziosità varie, primi e polpette, una vasta serie di focacce e di pizze e la curiosità delle “tielle” (originarie di Gaeta). Qualche assaggio conferma l’ottima qualità delle materie prime, la buona base dell’impasto delle focacce (grani antichi laziali), il sapore in genere centrato delle varie ricette. C’è comunque ampio spazio di crescita limando qualche croccantezza e pesantezza eccessiva. Tra le varie pizze, meglio quella in bianco della margherita.
Un rapido passaggio alle Masseria del Falco ci fa fare un pieno di verdure di campo. Cicoria, cime di rape qui non fotografate ma che ogni tanto servono a riequilibrare lo stomaco dai tanti assaggi. E accanto altre preparazioni semplici e gustose che confermano le capacità di questo poco noto ma bravo chef della Basilicata, forse il migliore della regione dopo la scomparsa del grande Frank Cerruti. E anche la Masseria del Falco ben gestita dalla famiglia Lamiranda, merita per i suoi grandi spazi che indubbiamente offrono potenzialità a non finire.
Villa Maiella a Guardiagrele
Tre generazioni al Vostro servizio con una continuità e qualità non da poco: se non è un record poco ci manca. La famiglia Tinari da tanti anni accoglie e non delude, anzi si migliora pure. I due figli Arcangelo in cucina e Pascal in sala sono andati in giro per il mondo ad aprirsi la mente e a fare esperienza ed ora sono tornati agguerriti. Ma la generazione di mezzo è sempre al loro fianco, Peppino in sala ed Angela in cucina con la nonna Ginetta a vigilare. Insomma c’è sostanza e anche a tavola il menù si basa su una sana selezione di materie prime perlopiù locali, spesso di propria produzione (vedi il post dedicato alla fattoria), e su una cantina che negli anni ha accumulato etichette preziose della regione. I tantissimi assaggi che ci sono arrivati al tavolo non fanno che confermare l’alto livello della cucina, con qua e là qualche imperfezione (ad esempio la sfoglia troppo fine), ma alcune ricette meritano veramente la sosta. Su tutte quella delle 3 zucche e l’elegante lasagnetta di anatra alla quale manca solo una nota croccante.
Con Nicola Fossaceca andiamo in questa piccola trattoria del retroterra vastese. Una coppia volenterosa con una grande passione per le materie prime, soprattutto i formaggi che Marcello, chef e titolare, va’ a prendersi nell’entroterra molisano dove conosce ogni pastore e casaro. La cucina è semplice di buoni sapori (meglio il maialino della chitarra), la specialità sono le mazzaferrate (i carciofi del posto) in stagione che vengono proposte in vari modi, ma la differenza la fanno poi i formaggi, da non perdere.
