Varie
Non amiamo molto i cuochi con il microfono in mano, ma certo è che alcuni di loro, hanno idee e classe da vendere. Davide Scabin ieri a RistorExpo di Erba, ha parlato con incisività e grande fisicità per due ore senza mai stancare e senza stancarsi. Un excursus da campione per raccontare la storia dei suoi piatti più famosi, il percorso di un grande cuoco che, ci auguriamo, avrà ancora tante cose da dirci nei prossimi anni.
Piccolo ma buono , potrebbe essere il motto di questa docg, tra le più piccole d’Italia. Carmignano sarà piccola, ma ha sicuramente una storia illustre con citazioni che risalgono a secoli fa e una posizione geografica molto conveniente e particolare. Ogni collina, da Artimino a Capezzana riserva sorprese di paesaggi sorprendenti e bellezze architettoniche importanti.
Mentre sta per scatenarsi un’orgia di anteprime, che sempre meno ci attirano, siamo invece molto più interessati alle vecchie annate dei grandi vini rossi (ma anche dei molti bianchi). Che piacere ritrovarsi con tanti bravi produttori non per brindare con vini acerbi, immaturi e inespressi, ma a parlare di come varia incredibile e unica sia la vita di queste grandi bottiglie che nella loro evoluzione cambiano, si trasformano e ci ricordano la grandezza di questo inimitabile prodotto che la vigna e l’uomo sono in grado di produrre. Evviva quindi a Life if wine, presentato l’altra sera a Palazzo Rospigliosi a Roma.
Carrellata senza fine di chef da tutto il mondo (qui sopra Paolo Lopriore) e sempre più ampia anche la presenza di espositori e di pubblico con gli spazi aumentati come la ressa dei visitatori. L’Identità perde l “identità” in questa crescita? Forse, ma sempre di più diventa luogo d’incontro: c’erano veramente tutti, o quasi, nonostante le pesanti condizioni meteo.
E venne l’ora dell’Abruzzo, nel punto più in alto a più di 2100 metri nella baita Club Moritzino, a Piz La Ila. Suggestiva l’ambientazione e grande performance di Qualità Abruzzo con una serie di sfiziosità iniziali varia e notevole, considerate anche le condizioni non proprio banali della location. Si beve alla grande con magnum di Ferrari e vini abruzzesi e si finisce con tutti (ma proprio tutti) a ballare ovunque, anche sui tavoli.
