Non avevamo mai provato le bombe salate di Niko Romito, e, conoscendo la bontà di quelle dolci, eravamo curiosi. Eccoci quindi allo Spazio di Roma per un rapido lunch. Non rapidissimo in quanto il locale era fortunatamente pieno ed il servizio non proprio veloce. In compenso molto preciso e cortese, inoltre anche nel lato bottega e bar l’ambiente è pulito, gradevole e funzionale e quindi è un piacere viverlo. C’è una scelta di bombe salate, ne abbiamo provate due: quella al pollo, decisamente gradevole, leggera ed equilibrata; quella con ricotta e verdure ripassate meno convincente (verdure non “tirate” e limone invadente). Comunque ci piace l’idea della bomba come alternativa al panino classico degli hambuergher. Per dessert una conferma è la bontà della bomba con la crema, meglio del croissant un pò asciutto e pesante.
Luigi Cremona
Un locale che vanta una posizione eccezionale a ridosso del Parco e con bella veduta sulla Valle dei Templi. All’interno è curato e propone una cucina, soprattutto di pesce, di buona fattura e materia prima. Gestito dalla famiglia Sanfilippo: Alfonso accoglie e consiglia il cliente sulla proposta del giorno.
Una giornata immersi nella Valle dei Templi ci ha permesso di scoprire che attorno ai templi c’è un grande patrimonio agricolo. Mandorli ed olivi riempiono il paesaggio, ma poi si continua con pistacchi, noci, piante di vario tipo, fichi d’India, agrumeti e le vigne. Ed ancora piante aromatiche, medicinali, tantissimi fiori ed infatti ci sono gli alveari, per finire con lo zafferano, attualmente limitato ad un’area sperimentale che presto sarà allargata. Casa Barbadoro, una dimora ormai completamente restaurata, sarà la vetrina di questa produzione, veicolata con il nome Diodoros, un punto vendita e anche eventi.
Fontes Episcopi è un’antica dimora in aperta campagna che la famiglia Tedesco ha restaurato con grande cura e particolare attenzione all’arredo, pieno di oggetti mobili arredi e ornamenti che concorrono a creare un ambiente di indubbio fascino e piacevolezza. Intorno orto, campi dove si coltivano grani antichi, piante, olivi. Tutti ingredienti che sono anche alla base di una cucina curata e attenta che rimane con i piedi saldi dentro al territorio. La cura dei dettagli si ritrova anche nelle camere, nel centro benessere, piccolo, ma originale per la scelta di riproporre anche qui l’idea del territorio. In sintesi un posto da visitare, una sosta da non perdere!
Non c’è solo Bronte, ma anche il pistacchio della Val del Platani con tanti piccoli produttori che hanno dato vita ad un’Associazione attiva con presidente Marcello Di Franco. La cittadina di Raffadali non solo è al centro di questo territorio ma gode di un’importante vetrina: la grande bella e funzionale pasticcieria Le Cuspidi, un vero centro goloso di prelibatezze dolciarie e tutto campo che vede il pistacchio protagonista in mille modi. C’è anche una produzione di prodotti con base pistacchio di ottima qualità e a loro è stata affidata la raccolta dei pistacchi della Valle dei Templi per una produzione marchio Diodoros.
Imbattersi prima in una coppia così giovane, appassionata e sincera come quella di Valeria e Giuseppe, e poi in un gregge di capre girgentane è tanta roba! Una giornata veramente fortunata quella che abbiamo avuta organizzata dall’infaticabile Fabio Gulotta. Il paesino, Joppolo, è piccolo, all’interno di Agrigento, il loro caseificio lo è ancora di più. Però è tenuto con destrezza e amore. Adiacente ad uno slargo con murales dove abbiamo organizzato un piccola degustazione che ci ha confermato la bontà dei formaggi in questione: eleganti, ricchi di profumi, equilibrati tra la parte acida e quella aromatica. Poi siamo andati a vedere le capre, la seconda emozione. La capra girgentana rischiava persino di scomparire ed è un animale bellissimo, elegante, sensibile, maestoso con le lunghe corna attorcigliate che non si incurvano ma salgono dritte verso il cielo. Qui nascerà un formaggio particolare inserito nel paniere Diodoros.
I fichi d’India e le mandorle della Valle dei Templi che fanno parte del progetto Diodoros vengono lavorati in un piccolo laboratorio alla periferia di Agrigento. Siamo andati a vederlo per scoprire una serie di prodotti di ottima qualità: succhi, mandorle all’origano, pesto di mandorle, gelatine e confetture varie. Siamo a livelli di microartigianalità e si apprezza la passione e la dedizione della famiglia che ci lavora.
Naro è una piccola cittadina tra Caltanisetta ed Agrigento, ricca però di storia soprattutto religiosa. La chiesa di San Francesco è imponente, la Sagrestia sul retro un piccolo tesoro tutto da scoprire, merita sicuramente la deviazione e la visita. Ringraziamo Fabio Gulotta d’avercela fatta vedere e all’uscita abbiamo pure incontrato il sindaco, la signora Maria Grazia Brandara, che con passione ed entusiasmo descrive le bellezze del suo Comune.
Una storia di famiglia straordinaria quella dei Cerea. In poco di più di mezzo secolo, da un piccolo bar di Bergamo a quello che oggi è per qualità ma anche fatturato e solidità, l’azienda più importante della ristorazione italiana. Il segreto? sono in tanti e tutti coesi, si sono divisi i compiti e le attività, ma poi insieme fanno un unico sistema come è raro trovare in Italia. Più che una famiglia è un klan dove anche i nuovi parenti si sono aggregati. E sono sempre insieme, prima a Bergamo, poi a Brusaporto, poi ovunque in giro per il mondo, ma tornano sempre a Bergamo dove vivono, grossomodo tutti insieme e insieme fanno spesso pure le vacanze (in Liguria). I meriti sono di tutti, perchè ci vuole amore passione ma anche il saper affrontare e superare le diversità di carattere, di visione strategica, le difficoltà della vita. In fondo è una questione di educazione e i figli Chicco, Roberto (Bobo), Francesco, Rossella, Barbara sono tali perchè sono stati educati in modo severo, ma perfetto da mamma Bruna. E’ Lei la colla che ha cementato la famiglia nei momenti piacevoli come nelle avversità. Pensiamo alla morte di Vittorio avvenuta nel momento critico del passaggio da Bergamo a Brusaporto. E’ Lei che li ha sempre voluti di tanto in tanto tutti insieme, è Lei che ricordiamo con affetto quando a fine serata, uscivano i clienti e apparecchiava la tavola familiare per distribuire un pò di sorriso serenità e saggezza ai suoi cari. Un caro abbraccio per i tuoi 80 magnifici anni.
Ai tanti amici ristoratori consiglio vivamente di approfittare di questa pausa obbligata per leggersi questo libro. E’ un investimento in cultura, ma direi di più: è un utile strumento, una bussola per orientarsi, un vademecum imperdibile per chi si vuole avventurare in questa professione. E’ stato scritto prima del covid. Se era utile prima ora lo è anche di più: dai primi passi per chi vuole aprire un’attività, alla fattibilità, all’operatività, alle risorse umane, alla promozione, nessun aspetto è trascurato ma tutto è raccontato con semplicità e chiarezza esemplare. D’altronde conosciamo bene l’autore, con Giacomo Pini ho diviso un percorso didattico allo IAL, scritto libri ed articoli. Era già esperto e bravo negli anni novanta, ora è diventato un riferimento per tutto il settore. A me il piacere di annoverarlo tra i cari amici.









































































































































