Ne abbiamo saltati solamente due, siamo infatti giunti alla 24sima edizione. Parliamo del Wine Festival di Merano ed è infatti difficile resistere al fascino della Kurhaus, all’incontro con una selezione di produttori che non ha rivali, alla bellezza di Merano e dintorni, quest’anno in veste primaverile.
Redazione Witaly
La Cantina Terlano è bella di sè, ma di certo le tantissime luci ad effetto l’hanno resa molto più suggestiva. Tra musica e vini, ostriche e champagne la serata fugge via velocemente alternando grandi bianchi agli assaggi del bravo Christian Pircher. Gran finale con gli assaggi questa volta dolci di Giancarlo Perbellini.
Nuovamente a Merano come quasi tutti gli anni da ben 24! Eccoci nel bel centro storico, ancora più gradevole questa volta per via del bel tempo e della mite temperatura. ci accoglie De Venoge (e il patanegra di Joselito) e poi la degustazione bendata nel bellissimo Castello Principesco ben organizzata dalle Done del Vino della regione ospitante.
Come è ormai tradizione il Wine Festival di Merano inizia con la premiazione dei vini “coronati” dalla Guida Vinibuoni d’Italia. Ancora una volta nel bel Teatro Puccini, un momento di incontro e di festa con i tanti produttori premiati. Alla fine gran degustazione dei viini presenti.
Non si può partire da Napoli senza aver provato la pizza, e così accompagnamo Alain Alders, il bravo JRE del ristorante De Vrienden Van Jacob di Maastricht in giro per la città. La meta è il nuovo locale di Eccellenze Campane al lungomare, dove ci aspetta Guglielmo Vuolo. E’ veramente interessante vederlo lavorare l’impasto con l’acqua di mare purificata, come anche la sua spiegazione sulle differenze dei vari tipi di pomodoro utilizzati. Grazie Guglielmo delle tue spiegazioni e del gentile invito. Alain è rimasto molto colpito e ringrazia!
Arrivare in Sicilia é sempre una grande emozione, quest’ultimo viaggio però sarà ancora più intenso: i Planeta, una famiglia che ha segnato il destino dell’enologia contemporanea dell’isola, c’invita per alcuni giorni a scoprire – volutamente fuori stagione – le loro proprietà
Dopo essersi fatto conoscere (bene) in posti come Devero e Motta, Oscar tenta l’avventura in proprio in questo originale spazio ottenuto da un precedente opificio nella prima periferia di Bergamo. Il locale è indubbiamente accogliente ed offre varie alternative: l’esterno nella bella stagione sul vialetto d’ingresso, il casual all’entrata di fronte al banco per un aperitivo o un bicchiere della staffa, il menù veloce nell’enoteca, il ristorante nell’area dei tavoli apparecchiati. Nessuno discute la competenza di Oscar riguardo ai vini, quindi potete stare tranquilli che non vi annoierete. Abbiamo provato il menù del ristorante che è basato su un’ottima selezione delle materie prime (da citare il memorabile tonno, il buon foie gras e così via), ma che lo chef tende a sovrastare con troppe salse e intingoli ridondanti. Con un pò di attenzione e maggior leggerezza avremmo un risultato molto interessante perchè il posto merita, l’accoglienza pure e il rapporto prezzo qualità è decisamente buono.
Ne ha fatta di carriera! Avevamo conosciuto Marco Avitabile al Rivadonda di Rimini, un bel locale al centro della città, che proponeva una cucina fresca ma non banale di mare. Lo rincontriamo ad Host, e ci racconta della sua carriera in giro per il mondo dove è arrivato ad occupare una posizione di grande responsabilità: è vice presidente dell’Hyatt per l’Aisa ed il Pacifico per il Food&Beverage del gruppo. Segue direttamente ben 370 ristoranti con stili di cucina completamente differenti, in genere cinese, giapponese, indiana, ma l’italiana sta avanzando ed è questo anche il significato della sua posizione. Complimenti ed auguri.
Il Summit si chiude per noi con la più bella serata che si potesse organizzare e quindi ci complimentiamo con Rosario ed Aira (instancabili organizzatori), con gli oltre 40 chef che hanno contribuito all’evento, e con lo staff del Marquis che ha realizzato il tutto con grandissima professionalità. Un centinaio i prodotti in assaggio, tra formaggi affettati ecc, una diecina i vini, tante le ricette degli chef, e anche la pizza presente, come la carne di Fracassi. Presente l’ambasciatore d’Italia qui a Dubai ed altre autorità, la festa ha avuto un ritmo veloce e piacevole, si è animata con le premiazioni, rilassata con la musica, ha mostrato lo stato di salute della cucina italiana anche in trasferta ad oltre 500 invitati di riguardo. C’è da esserne fieri. Ancora complimenti a tutti e in fondo anche a noi che abbiamo dato un piccolo contributo a questo bell’evento.
