Il Veneto è forse la regione più effervescente e lo dimostra con una larghissima presenza di giovani chef. Qui ne vediamo 5, appassioanti e professionali, che lasciano un ottimo ricordo. Vince e va in finale l’unica donna di questo concorso, Silvia Moro del ristorante di famiglia, Moro a Montagnana.
Redazione Witaly
Seconda batteria dedicata alla Lombardia e forse di livello superiore alla prima. Una gara avvincente con ricette interessanti ed originali che hanno sottolineato la buona preparazione di questi chef. Vince e va in finale Davide Caranchini che presto aprirà il suo ristorante a Como.
Prima giornata a COoking for Art, in scena il nordovest e apre la prima batteria con i ragazzi under 30 del Piemonte e della Liguria. Gran rispetto per l’ambiente e la materia prima, sottolineato dai due premi Koppert Cress, premio di Gourmet Service per la migliore ricetta all’insalata di apertura di Stefano Sforza, ma passa in finale Marcello Tibonni con due piatti più semplici ma ben fatti e convincenti.
Da oggi fino a lunedì saremo a Milano per Cooking for Art. Circa una ventina di giovani pizzaioli e una ventina di giovani chef saranno in gara per selezionare i finalisti del nord che andranno alla finale di Roma il prossimo anno. Sono giovani ancora poco conosciuti ma probabilmente destinati a diventare chef famosi. Venite a incoraggiarli e a vederli in azione. Si apre oggi pomeriggio alle 16. Vi aspettiamo.
Metro organizza il suo evento a Roma e fa le cose in grande: 2000 mq alle ex Dogane, divise in aree tematiche: bar, pizza, ristorante, attrezzature, Metro Academy. Ci si perde nel dedalo degli espositori, numerosi sono anche i cooking show ai quali hanno partecipato chef giovani, ma anche nomi illustri della ristorazione capitolina (citiamo Andrea Fusco, ma si è affacciato anche Heinz Beck).
Dopo tanti anni ci troviamo nuovamente in questo luogo. Tigliole è un bel borgo caratteristico del Roero, piccolo, un pò nascosto, e per questo è ancor più una sorpresa trovare una struttura ampia come Ca’ Vittoria. C’è una sala bella e grande per i banchetti, una saletta a volte di mattoni per il ristorante, una cantina, 10 belle camere, una grande piscina e perfino un piccolo centro benessere. La casa è datata, ma l’ultima generazione è giovane, ed anche bella, e gestisce con belle maniere questo posto. La colazione al mattino ci riavvicina alla generazione precedente e merita con le sue tante proposte di torte dolci e salate, confetture casalinghe, e frutta cotta. In cucina è Massimiliano, 35 anni, nasce pasticciere, poi un passaggio fulminante da Crippa gli ha aperto il mondo del salato. Cucina che conserva morbidezze e toni dolci, che risulta gradevole e rassicurante, ma che con qualche colpo d’ala e piccolo azzardo acquisterebbe maggior interesse e sarebbe più intrigante. Al top dolci, pane, grissini e tra i piatti lode alle capesante, in inusuale veste green. E indubbiamente è da citare la presenza bella e attiva di Valentina.
Roberto Duretto ha realizzato una bella bottega lungo la provinciale che taglia Ferrere. Prodotti alimentari e gastronomia di vario tipo, ottimi salumi e formaggi, ma la sua vera specialità è la carne che frolla a lungo nelle celle sul retro e poi offre ai clienti giusti, molti sono i ristoratori che vengono e che sono anche ben consigliati sul corretto uso di queste carni.
Non ci si passa tutti i giorni, ma è un peccato perchè la cittadina è ben tenuta (come tutto l’Alto Adige) e il centro storico piccolo ma accogliente. Nella via principale lungo il porticato a volte c’è un locale “Flamme” che anticipa il passaggio interno che porta al “KleineFlamme” regno di Annelies e Burkhard da 17 anni. Un piccolo locale con al centro la cucina e intorno i pochi tavoli. La cucina quindi non è solo a vista ma praticamente domina la scena. E loro due in tanti anni hanno portato avanti con grande passione e coerenza il loro stile, allora nuovo per quei tempi, oggi molto più attuale: cucina fusion quasi al 100% come è raro vedere anche adesso in Italia. L’esperienza asiatica di Burkhard da giovane è il filo conduttore che attraversa le varie ricette, spezie e note agrodolci si susseguono, gli ingredienti nostrani vengono spesso cucinati in altro stile o abbinati in modo originale. Il tutto può piacere molto o poco, ma si deve dare atto che non è affatto banale. Siamo stati i primi a parlarne poco dopo la loro apertura (sul Gran Gourmet di quei tempi), e in tanti anni è sorprendente come questa simpatica ed affiatata coppia sia riuscita (in 2 con un aiuto in sala) a mantenere una proposta così particolare sempre valida e accettabile.
Una struttura che compie cent’anni merita attenzione e rispetto. Soprattutto un albergo perchè testimonia la vita sociale e artistica di un intero secolo, e nel caso in esame, le vestigia risalgono addirittura all’epoca romana per continuare con affreschi celebri, arredi in perfetto stile che si coniugano ad una ristorazione attenta e corretta.
Sorprendente per varietà e tecnica la cucina di Peter Girtler. E’ da 14 anni con la famiglia Stafler che da ben due secoli accoglie nella loro dimora. Accoglie nella stube Angelika, e Peter offre la scelta di due menù, l’Unicorno, dal nome della stube e lo Chef Menù. Questa che troverete è una sintesi (estesa) dei due menù e pensiamo che i piatti parlino da soli. Una cucina molto frammentata che trova nella giocosità delle tante praline, macaron, parfait, gateau la piacevolezza per l’occhio e per la gola. Cucina non banale non solo come espressione tecnica, ma anche come equilibri ed accostamenti. Una cucina che si esprime in finezza, ma anche con sapori decisi (pensiamo al canederlo di speck, al vitello della fattoria). Tra i piatti migliori da citare almeno la Quaglia, il gazpacho di pomodoro e il salmerino. Meno convincenti la capesanta e il risotto. E’ una tavola un pò lontana, ma tutto sommato comoda per chi guida verso l’Austria, secondo noi una tavola da non perdere e che vale la sosta, e pure il viaggio.
