La famiglia Marinelli, proprietaria della struttura ha investito non poco, sia nell’albergo che nella cucina. Il ristorante è ora più bello e funzionale con alla guida due professionisti validi: Roberto Adduono (conosciuto al Rossellini’s) in sala e Lorenzo Cuomo (esperienze al Capri Palace, da Berton, Aimo e Nadia, Rossellini’s) in cucina. Ed è subito arrivata anche la stella Michelin a consacrarne la qualità. Ed in effetti i piatti sono molto curati, esteticamente ben presentati, centrati nel gusto e nella succulenza (i faggottelli al cacao). Qua e là qualche lacuna sul versante del croccante e dell’amaro. Il piatto migliore? l’aspic di frutta e verdura candita.
Redazione Witaly
E’ sempre più tendenza quella di affiancare alla vendita la degustazione in loco. Alle tante botteghe di qualità che hanno intrapreso questo percorso si affianca anche Noschese Bakery a Pontecagnano con la sua varia e piacevole afferta di pani di tutti i tipi e colori, con tante sfiziose farciture e anche pizze e focacce farcite con i grandi prodotti del luogo. C’è una piccola selezione di vini, qualche piatto caldo ad integrare l’offerta e ovviamente dolci da forno. I due titolari sono anche simpatici ed effervescenti, speriamo solo che riescano ad offrirci presto anche una tipologia di pane con solo lievito madre, per ora vanno incoraggiati su questa strada.
Via dei Giubbonari, dove abitiamo, è sempre più affollata di cose golose…sarà un caso? In primis da Roscioli, che pian piano ormai ci ha praticamente circondato. E alle varie botteghe la famiglia ha aggiunto questa pasticceria (ex Bernasconi) che stamane ha inaugurato. Dentro un banco lineare pulito, dietro un laboratorio più grande di quanto l’ingresso faccia pensare, ma la vera chicca è in mezzo tra i due, una specie di camera oscura (in pietra nera) quadrata dove si assaggeranno le specialità fatte a mano al momento prorpio lì di fronte. Che cosa? qualche sfiziosità salata, ostriche e magari la sera spazio anche al bere miscelato. (Questo spazio sarà operativo a breve).
Lungo la costa maremmana non c’è moltissimo, da un punto di vista gastronomico, ma qualcosa c’è, come ad esempio quest’Oasi che rappresenta sempre un punto di sosta piacevole. Specie dopo la recente ristrutturazione che ha reso questo ex stabilimento più gradevole e pulito, caratterizzato poi da una bella cucina a vista quasi al centro della sala. Valeria e Mirko costituiscono una coppia collaudata e si esprimono con una cucina di mare interessante. Nell’ultimo nostro passaggio siamo capitati per caso con la sala piena e con una degustazione di grandi vini rossi Antinori. Abbiamo ovviamente bevuto assai bene, e lo chef, virando nel retroterra per cercare gli equilibri degli abbinamenti, si è confermato di buona mano. Le cose migliori? l’ottimo stuzzichino iniziale con polenta e aringa, e i fagottini di cinta.
Aminta cresce e speriamo andrà lontano. Se lo merita per l’impegno e per la visione ampia del progetto. Ieri avevamo apprezzato la sala del ristorante completamente rinnovata, oggi la suite di 80mq con a disposizione perfino una sauna privata. E’ migliorata anche la sala, non solo come arredo, ma come servizio grazie alla presenza ormai collaudata di Elisa, qualche incertezza l’abbiamo invece avuta con la cucina. Era domenica a pranzo, con tutte le persone che hanno ordinato liberamente alla carta, e non è certo facile per un ristorante che vive di pochi tavoli lungo la settimana far fronte al pienone, anche se le cose si sanno con anticipo. Detto questo comunque un plauso al cesto del pane, alle eleganti sfiziosità iniziali, all’animella ed al piccione. Meno centrati gli altri piatti proposti, e visto che Marco lo seguiamo da tempo, torneremo comunque presto a vederne l’evoluzione.
Tutti oggi al lavoro e si smontano gli addobbi. Il presepe più bello ce l’avevamo sotto casa, nella chiesetta di Santa Barbara, grande quanto una piccola cappella che però ha realizzato il presepe riproducendo il largo dove si affaccia e dove abitiamo. Un piccolo gioiello. E che il posto sia speciale ce lo confermano i giovani preti americani che qui si danno di tanto in tanto appuntamento per suonare e pregare in chiesa e giocare a pallone nel mini campo allestito dif ronte sfidando i ragazzi che si trovano a passare. Chi perde prega.
Caseificio tra i più piccoli, ma forse il più interessante della zona. Mani femminili alla guida, mani capaci: Monica Macchiusi porta avanti con passione e coraggio il lavoro intrapreso anni fa. Ed ora che si ritrova da sola, non tentenna e ha prontamente rilanciato quest’attività, come e meglio di prima, e gli assaggi ce lo confermano: brava Monica!
Poco declamate, ma, pur con un tempo inclemente, è stata una piacevole passeggiata la nostra in un centro storico molto pulito anche se qualche informazioni in più aiuterebbe. C’è un bel pezzo di strada romana che attraversa la piazza. Da secoli l’Appia nuova passa un chilometro sotto ai piedi del colle, e forse meno dell’1% sono coloro che salgono quassù.
Bottega da sempre, ristorante da 20 anni, ma prima sul lato opposto dell’antico centro storico, ora nell’entrata sud. Una struttura piacevole su due livelli, moderna e con vista sulla città nuova con in fondo il mare. Cucina appunto prevalentemente di mare, tradizionale con giusta misura: porzioni generose, condimenti pure, ma c’è sostanza e qualità degli ingredienti. Un locale che accontenta gli habituèes e che con le sue buone maniere accontenta un pò tutti, evitando rischi effetti speciali ed avventure. Il figlio giovane sta prendendosi pian piano il proprio spazio, partendo dal pane e dai dessert. Vedremo gli sviluppi, per ora ci sembra una sosta comunque rassicurante.
Il locale è un pò fanè, ed in effetti dopo le feste è prevista una ristrutturazione degli ambienti. Per il resto è invece giovane e tendenzialmente creativo, anche se i piatti tradizionali, vista la location in piena zona di turismo enogastronomico, non mancano. Alla guida il giovane Manuel Buchard, solo 27 anni, con buone esperienze da Cannavacciuolo e Sacco, ci propone i suoi piatti più creativi. Si vede la buona impostazione, non c’è di certo eccesso di originalità, ma la sequenza è fatta bene, gradevole specie con gli agnolotti e il piccione, un pò meno con i tortelli e il dessert. Una bella promessa che se saprà ancora fare un paio di giuste esperienze, pensiamo si farà presto notare, e bene.
