Ci aspettavamo un tifo da stadio e una ressa colossale, invece ormai l’Olimpico è difficile da riempire e non solo per la Roma. Niente effetti speciali, toni pacioccosi, mentre scorre lentamente la presentazione dell’Accademia Cannavacciuolo con vari interventi, al nostro arrivo è Rudy Bandiera che ci parla del “Brand”. Poi è il turno del Maestro che fortunatamente mantiene uno stile pacato, semplice, discorsivo, quasi sottotono nonostante l’ambiente. Il messaggio è arrivato al pubblico presente? non siamo in grado di dirlo, ma visto le dimensioni e le finalità dell’evento forse sarebbe stato meglio farlo in un ambiente più raccolto, meno ampio e distraente, anche per sottolineare che la formazione non è un gioco e tanto meno uno spettacolo.
Redazione Witaly
Si rinnova l’Oste della Bon’ora
Si rinnova l’oste della bon’ora, al secolo Massimo Pulicati che con la moglie Maria Luisa e il figlio Flavio in cucina, mantengono viva la ristorazione dei Colli Romani. Sono da lodare per il loro impegno in una zona dove la qualità è inversamente proporzionale al numero di alternative, e per lo sforzo evidente di ricercare più eleganza e finezza investendo in una struttura che non è nemmeno la loro. Altra lode per i tanti giovani coinvolti nel progetto: Federico Greganti e Davide Bazzanti in cucina con Erika Vicini e Gabriele Ntibijana in sala. In cucina si rischia poco, ma giustamente, perchè i romani vengono su questi colli alla ricerca della tradizione, meglio se un pò rozza e vernacolesca, e quindi qui troviamo già di sicuro qualcosa in più nell’attesa che questo qualcosa, vista anche la giovane età della brigata, diventi tanta roba. I piatti migliori: una crema di piselli che sa di primavera, un raviolo di coda di giusta intensità. La peggiore? un filetto “imbalsamato”!
Indubbiamente un successo LSDM, perchè non sarebbe stato facile ottenerlo nemmeno in una grande città, e a maggior ragione in una località bella, ma non comodissima come Paestum. Abbiamo iniziato con le loro foto, di Barbara e Albert, i due organizzatori, ma indubbiamente grande è stato l’apporto di Luciano Pignataro con la forza della sua comunicazione. Un altro indubbio vincitore è Peppino Pagano, imprenditore e titolare dell’Azienda San Salvatore e dell’Hotel Savoy che ha rischiato appoggiando l’evento, e che penso stia cominciando a raccoglierne i frutti. E poi una carrellata dei tanti sponsor, molti ben noti, tutti di livello.
Bell’idea fare l’anteprima di LSDM al Museo archeologico di Paestum. Cibo e cultura marciamo sempre più insieme, l’hanno ricordato tutti (anche le Istituzioni) al recente Vinitaly, ce lo conferma Paestum, dove il Museo Archeologico apre le porte alla mozzarella e al mondo del food e del wine di qualità. Una bella anteprima per i due giorni della grande kermesse gastronomica di Albert e Barbara.
Era il 1966, i Beatles scrivevano Michelle, i Rolling Stones Satisfaction e Adriano Celentano il Ragazzo della via gluck. La radio trasmetteva Bandiera Gialla, e i russi compivano l’atteraggio morbido del Lunik sulla luna. E’ stato l’anno terribile dell’alluvione di Firenze, ma il 15 aprile ancora non era avvenuta quando Franca e Romano misero quest’insegna: Da Romano, in una strada importante appena oltre la grande piazza del mercato in direzione della stazione ferroviaria. Celebriano ora i 50 anni, mezzo secolo di vita, con loro è il figlio Roberto (in sala), mentre in cucina tanti giovani hanno affiancato Franca. Mezzo secolo di continuità è tanta roba e loro si meritano il nostro affetto e la nostra stima. Curiosità, c’è un altro mezzo secolo da festeggiare importante per noi romani, a maggio del 1966 apriva la Rosetta al Pantheon; mentre i Cerea hanno appena festeggiato il loro.
Labro non solo è bella, ma offre anche un’ottima alternativa per la sosta: l’albergo diffuso Crispolti, realizzato e guidato da una signora belga, Anne Van Mossevelde, che tanti anni fa ha scoperto Labro e se n’è giustamente innamorata. Offre 7 unità abitative di grande confort e una piacevole prima colazione. Merita di sicuro la visita.
Andrebbe clonato, e speriamo che lo facciano, anche perchè sono in tanti, tutti giovani che sembrano bravi e capaci di offrire formule innovative che specie nelle città troverebbero ampi spazi. E infatti il successo è arrivato subito. Istruzioni per l’uso: non si può prenotare, le proposte variano lungo l’arco della giornata, il coperto ve lo apparecchiate da soli, per il caffè e l’acqua minerale Vi dovete alzare e andare a prenderle, mentre al vino ci pensa Carola, svelta e leggiadra. Quanto ai piatti, meglio sedersi al bancone perimetrale della cucina, così i piatti ve li prendete da soli, anzi li vedete fare di fronte ai vostri occhi. E venendo ai piatti dobbiamo dire che sono abbastanza basici, ma ben fatti, le porzioni abbondanti, l’assemblaggio non banale e i gusti centrati e variati. Si passa dalla delicatezza ed eleganza del merluzzo in abito di primavera, alla succulenza delle trenette, passando per delle giocose animelle e finendo con un piccione ben cotto. Certo su ogni piatto ci sarebbe qualcosa da ridire per arrivare all’eccellenza, ma stiamo parlando di un locale dove questi piatti (che comunque farebbero ben figurare un ristorante di tutt’altre ambizioni) vengono proposti a prezzi da pizzeria.
Pasquale Cozzolino, famoso e bravo pizzaiolo di Ribalta a New York, è dimagrito di quasi 50 chili mangiando pizza, e il suo è diventato un caso studiato da medici e nutrizionisti, portato anche in televisione. Adesso a migliaia di followers negli States e se ne discute in tutto il mondo, ed anche qui in Italia, nell’ambito di un incontro organizzato da Agugiaro&Figna durante il Campionato Mondiale della Pizza a Parma. Conduce Davide Paolini con Laura Russo nutrizionista, Gian Marco Tognazzi attore mangiatore di pizza e produttore di vino, e ovviamente Pasquale Cozzolino.
Per quanto riguarda il Campionato della Pizza, questi i vincitori:
Campione del Mondo della Pizza / Pizza Classica 2016
Ludovic Bicchierai, Pizzeria Le Gusto di Sausset Les Pins (Francia)
Che ha vinto con un’inedita ricetta di pizza classica a base di pomodoro, mozzarella, tartare di orata, fiori di zucchine, gamberi freschi.
Al secondo posto Alfio Russo della pizzeria Art di Siracusa.
Al terzo posto Nicolo’ Cusumano della pizzeria Mystic Pizza di Ragusa.
Campioni del Mondo della Pizza 2016 divisi per categorie.
PIZZA CLASSICA, Ludovic Bicchierai (Sausset Les Pins – Francia)
PIZZA IN TEGLIA, Giuseppe Lapolla (Pizzeria Da Serafino – Budduso Olbia)
PIZZA NAPOLETANA STG, Giuliano Bucci (Pizzeria Fattoria Roccaraso L’Aquila)
PIZZA IN PALA, Pasquale Moro (La Casa della Pizza Milano) ex aequo Tony Gemignani (San Francisco USA)
PIZZA SENZA GLUTINE, Federico de Silvestris (Pizzeria Quattrocento, Marzana Verona)
FREE STYLE. Jamie Culliton (USA)
VELOCITA’, Giovanni Vecchiesso (Pizzeria al Leon – Chiarano TV)
LARGHEZZA, Alessandro Caliolo (La Tana del Luppolo – San Vito Brindisi)
