E’ sempre un piacere ritornare a Palazzo Caracciolo, un albergo comodo, funzionale, ma soprattutto bello grazie al perfetto recupero degli spazi. Il grande chiostro è l’ideale per gli eventi, ed infatti qui siamo per quello sulla Pizza Unesco. Gradevole anche la prima colazione e ricordiamo a tutti che di fronte è la chiesa forse più bella della città: San Govanni a Carbonara.
Redazione Witaly
Trattoria di Oscar a Bevagna
Una lunga carriera portata avanti con modestia e professionalità, ed il risultato c’è nei numeri e nella stima crescente per questa Trattoria che ormai viene considerata sosta meritevole nella zona in modo unanime. I motivi ci sono tutti, è centrale ma appena discosta in una tranquilla piazzetta, ha una saletta semplice ed elegante, ma anche un bel dehor sotto al pergolato, l’ambiente è familiare con una buona carta dei vini e ogni giorno Filippo propone il suo menù schietto e verace. E quando ci siamo andati ecco tanti amici, da Livio che è vicino a Spello, a chi veniva da Ferrara! il menù servitoci molto corretto con in evidenza i die primi, non a caso le origini sono emiliane.
Il mare a Bevagna sembra che non potesse mancare ed ha anche successo. Lo interpreta con grande impegno il giovane Vittorio Ottavi in questo piccolo locale a 50 metri dalla bellissima piazza centrale. Pesce crudo e cotto, ben presentato con qualche spunto originale e altro un pò già visto ma ben riproposto. In evidenza il “capriccio” iniziale con il riccio di mare.
Ed il Salone del Gusto è anche un’occasione per parlare del Bocuse d’Or con Florent Suplisson, direttore generale, e ci si ritrova nella bella Galleria San Federico nel centro di Torino, dove da qualche tempo è stato aperto un punto COOP di nuova concenzione e display dei prodotti che include anche il Bistrot de La Credenza, il noto ristorante di Giovanni Grasso appena fuori Torino. L’insieme è innovativo, piacevole e moderno, in linea con le nuove tendenze, ed infatti è un pienone!
E’ molto bello il porto turistico di Rosignano che da tanti anni ospita una competizione gastronomica abbinata ai vini e agli oli. Ci partecipano chef noti e alcuni meno noti con un giusto spirito di relax ed allegria. Ci mancavamo da anni e siamo questa volta riusciti a ripassarci approfittando anche della bella giornata. Per la cronaca, primo il Casale del Mare, secondo BSJ di Firenze (Peter Brunel) e terzo un dilettante, un armatore rimasto senza lo chef che ha ugualmente cucinato (e bene!)
Confortata da un clima perfetto, è andata in onda la manifestazione perfetta: tutta la cttà coinvolta e la risposta è stata eccezionale in termini di numeri e partecipazione. C’era ovviamente la parte “mercato” che sapeva a volte un pò di sagra, ma mille erano iniziative legate ai temi di Terra Madre un pò ovunque. Un grande sforzo di tanti, ma anche un bel successo davvero.
E’ veramente coraggioso ed apprezzabile lo sforzo di questi ragazzi: Andrea Viola e Valerio Volpi in cucina, amici per la pelle e del luogo, con Noemi Apollonio (compagna di Andrea) in sala. Hanno ripreso questo ristorante tradizionale all’angolo del bel Castello San Giorgio di Maccarese (dei Benetton, come tutta l’azienda, la più importante d’Italia), e hanno investito non poco per farne l’attuale locale elegante con ampi spazi interni ed esterni, una cucina attrezzata, una cantina orientata sul piccolo e naturale. Molte materie prime vengono dai campi e dagli orti intorni (alcuni di famiglia), comprese le carni e i piccioni, le ambizioni traspaiono da un menù che trasmette la voglia di cucina moderna e intrigante. Sono aperti da pochi mesi e forse il risultato ancora non è esaltante, ma diamogli il tempo giusto. A volte è questione solo di posizione (due tra le cose migliori, il bagnasciuga e la tagliata, arrivano troppo presto, vuoi per l’impatto iodato, vuoi per la sostanza della carne). A volte il lavoro è tanto, ma alla fine non arriva pienamente al palato per ridondanza di qualche elemento o per non perfetto punto di cottura (pensiamo al risotto e al riso thai). Ma nel complesso questi ragazzi sono da sostenere, incoraggiare e siamo sicuri che dopo le ulteriori programmate esperienze del prossimo inverno si ripresenteranno ancora più agguerriti. Citiamoli tutti. Oltre ai titolari con loro in brigata e foto Fabio Trinti passticciere, Jacopo Nardini e Michela Truncellito capipartita e Bittu Singh lavapiatti. E citiamo anche il loro “maestro”, che ha trasmesso loro passione e professionalità: Giulio Terinoni, e infine il semplice ma piacevole locale dall’altra parte del Castello: l’Enoteca del Cappellaio. Il Castello comicnia a rivevere, speriamo che sia una lunga vita.
Ci aspettavano pure qualcosa di più da una cena di birra con chef bizzarri, ma comunque non ci siamo di certo annoiati. La birra era quella del birrificio del Borgo di vicino Rieti, presentata per l’occasione dal suo titolare Leonardo Di Vincenzo; gli chef erano Luigi Nastri, di casa, Davide Del Duca altro estroso e rampante chef della Capitale, Walter Musco della pasticceria Bompiani, una delle migliori di Roma. L’abbinamento migliore? per noi il dessert con la Rubus piacevolmente acidulata al lampone, dopo comunque una serie di assaggi ben fatti anche se usciti con un pò di lentezza.
Un tempo c’era Gustin e qui era la bottega del borgo che vendeva un pò di tutto. Da qualche tempo è stata ripresa da Catia e Virginio Baldelli, nipote di Gustin che ne hanno fatto una gioiosa piccolissima osteria di soli 4 tavoli per cui è fondamentale prenotare per tempo. Si può iniziare con il crost’uovo al tartufo, poi i ravioli di pecorino e il galletto nostrano alla griglia. Non manca il giusto abbinamento, prezzi convenienti ed atmosfera d’antan in questo borgo poco più grande del locale, ben tenuto.
La gastronomia Beltrami a Cartoceto non è un locale qualsiasi, ma una raccolta di memorie, sapori, etichette perdute e recenti, testimonianze di palati illustri, e anche, ovviamente, offerta di grandi prodotti. Vittorio ha iniziato quasi 40 anni fa, un pionere. A lui si deve in grande parte il merito della valorizzazione dell’ottimo olio locale e la ripartenza dei formaggi a quel tempo quasi abbandonati. La riscoperta ed il successo delle fosse dei formaggi ha ridato slancio a tutto il settore, e così oggi abbiamo varietà di forme di caprini, vaccini e pecorini opera di numerosi casari. Con Vittorio portammo avanti tanti anni fa il progetto Coldimarca che mirava, in largo (troppo?) anticipo con i tempi alla sinergia del territorio. Oggi entrare in questo luogo così particolare è per noi fonte di emozione ad ogni sguardo, ma anche a chi entra per la prima volta suggeriamo una meditazione lunga e profonda scaffale per scaffale.
