Arrivo a Vico in pieno svolgimento della cena dei big, cioè gli chef famosi. Mi perdo il giro degli aperitivi, ma in tempo per i piatti al tavolo. Cena troppo lunga? di sicuro, ma c’è anche da dire che si raccolgono i soldi per beneficenza e bisogna coccolare chi aiuta il prossimo. Tanti i piatti, in genere molto buoni, che iniziano subito con l’ottima trota di Berton. E in parallelo si anima la terrazza a mare ed è lì che fino a notte fonda si svolge la vera Festa.
Sandro Serva
Tutto gira alla perfezione in questa Trota (ora con la sala bella ed elegante): dal servizio di Maurizio ben coadiuvato dal suo staff, ad una cucina affollata da dove escono ricette interessanti che esplorano e approfondiscono l’universo poco conosciuto dei pesci d’acqua dolce. Per assurdo, ma è meglio così, non troviamo neppure quasi mai la trota, che è l’unico di questi abbastanza noto e che dà il nome al locale, ma ci sono sempre tante altre tipologie che vengono qui proposte in modo originale. Molti ormai hanno scoperto il locale e conoscono Rivodutri, fino a qualche anno fa ignoto perfino agli abitanti di Rieti, e speriamo che questo numero cresca, perchè ne vale veramente la pena. Quest’ultima volta ci siamo goduti l’innovativo cuscus di orzo semola e spinaci con un delicato persico al profumo di ananas, e facciamo fatica a riconoscere lo stopposo pesce gatto nell’intrigante “epigramma” al profumo di bergamotto che ci viene servito. Ma non sono solo pesci d’acqua dolce, buono è anche il più semplice, ma ben cotto, castrato e il finale non delude, con delle pralines che sono tra le migliori servite nella nostra ristorazione.
In trasferta è sempre difficile cucinare, la vera differenza la fa la professionalità del cuoco in esame. I Fratelli Serva, quelli de La Trota di Rivodutri sanno affrontare le insidie di andar fuori dai patri lidi. In questa cucina non splendidamente attrezzata e con qualche vizio di origine, fanno anche loro fatica, ma riescono a servire un’ottima cena a un centinaio di visitatori. L’abbinamento trota verdicchio Sefro e Ristorante La Trota sembra davvero funzionare bene, e lascia immaginare una serie di altri appuntamenti nel futuro.
La Trota ha pochi grassi, poco colesterolo, tanto omega 3, insomma fa bene. Il convegno sulla trota approfondisce i vari aspetti pratici e salutistici, grazie agli interventi dell’Università di Camerino che affianca il progetto della trota a Sefro. Brindisi finale verdicchio e trota con gli stuzzichinii dei Serva, e lunch al Sentiero del Sole, un agriturismo vicino alle vasche delle trote.
Ogni anno è un appuntamento al quale è difficile rinunciare. Le Soste rappresentano il meglio della nostra ristorazione e ogni anno si allunga il numero delle strutture che aderiscono a dimostrare la salute del comparto. In genere cucinano i nuovi ingressi, come anche in questo caso: stuzzichini affidati a Errico Recanati, Viviana Varese, Massimo Spigaroli, Massimo Mantarro, e piatti eseguiti da Aurora Mazzucchelli, Alfio Ghezzi, Marcello Trentini, Burkhard Bacher, Vincenzo Candiano. Per chiudere la pasticceria dei Cerea. Cucina di classe, una curiosità: mise en place senza nemmeno un coltello…ormai la cucina d’eccellenza non prevede l’uso dei denti.
Con Anna Scafuri, collega gentile e brava come pochi, eccoci alla Trota. Per Lei è la prima volta ed è quindi doveroso assaggiare alcuni “classici” del locale, mentre a me arrivano le ultime ricette. Passato e presente si alternano per darci comunque un crescendo di sapori in un vero divertimento gastronomico. Sono proprio bravi i fratelli Serva, e ora hanno anche una bella sala a disposizione e una brigata affiatata che li supporta. Tra le nuove ricette una lode va a dei leggerissimi gnocchi che speriamo vengano presto presentati senza il ridondante aiuto del tartufo bianco del quale non hanno bisogno, ed è da seguire l’evoluzione della nuova ricetta con i tuberi.
Ultima sera da Bice, storico ristorante italiano condotto con grande sicurezza ed efficienza da Piero Giglio. Qui sono ospiti i Vineis, padre e figlio, che presentano un menù piemontese di grande effetto che riscuote in effetti un grande successo con pieno tutte le sere. E’ l’arrivederci a Dubai, ripartiamo al mattino seguente con Agata e Romeo per Roma, mentre sono appena arrivati i fratelli Serva. Ultimo brindisi, ciao Dubai, al prossimo Summit! E ancora complimenti agli organizzatori, in testa Rosario Scarpato e Aira Piva.
Il caso vuole che nel giro di pochi giorni ci siamo ritrovati prima a Montecatini Terme e ora a Fiuggi in questo Grand Hotel delle Fonti. Ambienti maestosi e sontuosi, legati da una crisi non piccola dalla quale speriamo possano riprendersi inventandosi magari un nuovo modello di ospitalità termale. L’invito è dell’Ais Lazio, diretta dalla bella e brava Antonella Mosetti, e il motivo è quello di premiare i fratelli Serva, titolari della Trota di Rivodutri, che rappresentano uno dei migliori esempi di come si possa fare qualità anche in ambienti difficili e remoti, proponendo soluzioni innovative (pesce d’acqua dolce) coniugandole con determinazione e capacità. Oggi sono riconosciuti come tra i migliori ristoranti d’Italia, e premiare i due fratelli è stato per noi un atto sentito e dovuto.
Bella serata quella organizzata dalla famiglia Moscardi (tre generazioni in grande forma) ed è stato bello vedere come tutto l’Abruzzo o quasi sia intervenuto ed abbia contribuito con prodotti, vini, ricette e allegria alla riuscita della serata. 40 anni che hanno visto cambiare l’Italia e soprattutto l’Italia della ristorazione, quest’ultima decisamente in meglio e fa notizia.
Il Castello di Rocca Sinibalda si erge alto sulla collina che domina l’antico bordo. Una posizione suggestiva come suggestivo e spettacolare è questo Castello riaperto dopo 10 anni di restauro accurato. La visita è emozionante, tra sale, saloni arredati con molti reperti etnici (tra i quali un gigantesco totem), e camminamenti tra i tetti. Per l’inaugurazione si è pensato ad una grande serata, con musica e cucina dei fratelli Serva della Trota, una garanzia come sempre.
