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  • Fabrizio Fiorani

    Cucinanuova, largo ai giovani
    Ristorazione&Ospitalità

    Cucinanuova, largo ai giovani

    Di Luigi Cremona 13 Gennaio 2021
    scritto da Luigi Cremona

    Largo ai giovani, lo diciamo da sempre. L’occasione di ripeterlo ci viene dall’annuncio di questa nuova iniziativa: nasce “Cucinanuova” grazie ad un nutrito numero di giovani chef che vogliono unirsi, almeno con alcune iniziative ed azioni, per contare di più. Ci sembra sacrosanto, troppo si parla in genere dei soliti noti, meno delle giovani leve alle quali spetta il compito di rinnovare ed aggiornare il settore. Sono molte le cose che ci sembrano positive di questa iniziativa: l’alto numero delle prime adesioni (alle quali se ne aggiungeranno di certo altre), la dispersione sul territorio che garantisce una rappresentatività nazionale (anche se forse il Sud, in genere negletto, è già più che presente), il voler guardare oltre i confini e non solo dentro casa (la cucina italiana è un player mondiale e questo non si deve dimenticare), il voler presto dare un messaggio di rinnovamento partendo dalla qualità del proprio territorio e dalla filiera dei prodotti. I buoni propositi insomma sono tanti. Colpisce piuttosto la mancanza di un qualsiasi accenno alla situazione epidemica e al conseguente ed attuale disagio sociale, però crediamo che tanta carne al fuoco non si possa poi mettere. Ben venga quindi questo nuovo tentativo di dare una positiva scossa al settore, noi, personalmente saremo sempre dalla loro parte.

    MANIFESTO DI CUCINANUOVA 
    Cucinanuova si propone come movimento culturale formato da chef che, come noi, hanno avuto la possibilità di fare esperienze oltreconfine o studiare comunque tecniche e culture al di fuori degli schemi legati alla nostra cucina tradizionale. Così, facendo tesoro di tutto il bagaglio culturale accumulato, riescono a identificarsi in una cucina italiana nelle radici, ma non convenzionale.

    Siamo stati testimoni di grandi rivoluzioni che hanno interessato il mondo, anche se in spazi temporali diversi, dove l’innovazione ha preso il sopravvento sapendo elevare la cucina tradizionale con l’utilizzo di tecniche moderne; vedi per esempio la crociata spagnola di Ferran Adrià negli anni ’90 o la rivoluzione della Cucina Nordica che, facendosi portavoce di tecniche ancestrali applicate a un concetto di food moderno, ha creato completamente da zero un nuovo filone ammirato da tutto il mondo. Per non dimenticare poi l’avvento negli ultimi anni della Modern British Cuisine che ha spostato il fulcro della “tradizionale” cucina inglese, super influenzata da Francia e vecchie colonie, sui concetti di “prodotti locali” e “biologico” iniziando finalmente a promuovere prodotti appartenenti alla cucina “comune” e sapendoli portare a livelli estremi.
    Abbiamo notato una uguale sorte anche negli Stati Uniti dove solo dal 2005, grazie a nomi come Grant Achatz, Sean Brock, Joshua Skenes che sono riusciti a dar corpo a una New American Cuisine, ci si è distaccati da un’egemonia francese che risulta avere tuttora un’importante influenza attraverso grandi maestri come Thomas Keller o Daniel Boulud. Vale poi la pena citare il senso di collettività che ha sempre legato la realtà della Francia, capace per decenni di primeggiare a livello di influenza internazionale.

    Come denominatore comune di questi successi a nostro avviso c’è stata la voglia di fare gruppo, di creare un legame tra chef proiettati verso uno stesso obiettivo e alfieri delle stesse idee e concetti. Anche se l’Italia può vantare maestri di altissimo livello che si son fatti ambasciatori di un concetto importante di cucina italiana, pensiamo che la frammentazione della nostra categoria sia sempre stata un nostro limite. Forse è questo il vero motivo della mancanza di una rivoluzione gastronomica in Italia? O forse l’importanza della nostra cucina regionale, che ci distingue da tutti e che è stata e sarà sempre motivo di vanto, risulta essere allo stesso tempo un freno al cambiamento?

    Troppe volte la nostra cucina viene additata con stereotipi che denigrano  sia la nostra cultura che la nostra voglia di fare; ed è per questo motivo che Cucinanuova si propone di unire chef, produttori agricoli, allevatori di eccellenza ma anche artigiani ed esperti in comunicazione che avvertano la necessità di farsi sentire, di uscire dagli schemi. Persone che fanno della ricerca di prodotti unici, dell’utilizzo di tecnologie all’avanguardia e dell’approfondimento di tecniche sia nuove che ancestrali il loro modo di concepire la nuova ristorazione italiana.

    Il fine quindi che ci poniamo è quello di creare un food-network capace di stimolare lo spirito di solidarietà dell’intera comunità e che riesca a far percepire al consumatore il concetto di Cucinanuova. Vogliamo avvalerci perciò di professionisti che, attraverso le loro esperienze, riescano a rappresentare tutta la filiera di organizzazione del nuovo modo di fare cucina.

    Già… il consumatore. A nostro avviso la figura più importante della filiera stessa. Sarebbe completamente errato, a nostro avviso, non prendere in considerazione quello che risulta essere il vero giudice del nostro operato. Proprio per questo motivo Cucinanuova si impegna a favorirne l’informazione e considera come punto di partenza le necessità del cliente stesso. Il consumatore ha il diritto e il dovere di essere reso partecipe di quelli che sono gli studi, le ricerche, l’impegno, il rispetto e la sostenibilità (anche sotto il profilo umano) che rendono diverso il nostro lavoro. Vogliamo che il cliente sia messo in condizione di capire il vero valore di un ristorante di cucina gastronomica.

    Nessuna realtà che consideriamo appartiene alla grande distribuzione, dall’allevatore, all’agricoltore, al responsabile della trasformazione, all’artigiano che produce pezzi unici.

    Inizialmente ci proporremo di intervenire sulla nostra comunità in dirette live per dare voce a ogni singolo membro di Cucinanuova, così che ognuno possa raccontare la propria storia, il ruolo che ricopre, ma soprattutto la filosofia che lo contraddistingue. Una sorta di presentazione dove si potrà discutere anche di temi che più toccano gli interlocutori e i punti sui quali vogliono soffermarsi maggiormente per stimolare un approccio originale a quella che è la nostra visione di alta ristorazione.

    Cucinanuova si propone inoltre di organizzare un evento gastronomico dove, avvalendosi della presenza di tutti i soggetti coinvolti, cercheremo di proiettare in forma tangibile la nostra filosofia. I rappresentanti dell’intera filiera saranno chiamati a intervenire per formare e sensibilizzare i consumatori a esperienze gastronomiche di avanguardia.

    Per anni le voci italiane sono sempre state frammentate e separate…. Un senso di collettività risulta fondamentale per creare un movimento che abbia impatto concreto sulla società. Ecco perché il fulcro del nostro progetto resta la creazione di una comunità solida che, partendo dagli chef, sappia coinvolgere a cascata tutti i responsabili della filiera; tanti cardini che decretano la riuscita di un concetto di ristorazione moderna.

    Siamo fermamente convinti che i capisaldi della nostra comunità dovranno essere la condivisione e l’informazione.

    Vogliamo infine focalizzarci soprattutto sui giovani e cercheremo quindi il coinvolgimento delle strutture scolastiche pubbliche; attraverso i nostri canali vogliamo condividere idee, concetti e la stessa filosofia dei singoli avendo come fine ultimo l’informazione. Per alzare il livello di percezione della cucina contemporanea

    Il team Cucinanuova

    Prime adesioni: Andrea Antonini, Antonio Biafora, Antonio Lebano, Antonio Romano, Ciro Scamardella, Daniele Lippi, Domenico Candela, Domenico Stile, Donato Ascani, Eugenio Boer, Fabrizio Fiorani, Francesco Di Marzio, Gianluca Renzi, Giovanni Solofra, Giuseppe Molaro, Luca Gulino, Marco Ambrosino, Matteo Metullio, Mattia Trabetti, Nello Iervolino, Riccardo D’Agostino, Roberta Merolli, Tommaso Foglia, Davide Guidara, Luca Abbruzzino, Davide Caranchini, Antonio Zaccardi..

    Movimento Cucinanuova e i cuochi giovani

    13 Gennaio 2021 0 commento
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    Emergente Pastry al The First Dolce
    Emergente Pastry

    Emergente Pastry al The First Dolce

    Di Luigi Cremona 26 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Il primo dolce non si scorda mai….e non vi dimenticherete di certo questo piccolo gioiello: The First Dolce, il boutique hotel che non ha al suo interno un ristorante, bensì una pasticceria! E sarà questo albergo la location della seconda edizione di Emergente Pastry (in via del Corso 63 a Roma). In gara: Ilaria Caneva del Ristorante Cracco a Milano, Dalila Salonia de Il Pagliaccio a Roma, Enrico Venturini di Oro Restaurant dell’Hotel Cipriani di Venezia, Gianluca Bruno del ristorante Buatta Cucina Popolana a Palermo, Federico Caldara de Il Boscareto Resort & Spa a Serralunga D’Alba (CN), Tommaso Foglia del San Barbato Resort Spa & Golf a Lavello (PZ), Silvia Lagana del ristorante Aroma at Palazzo Manfredi (RM), Veronica Di Curzio del ristorante Casa Coppelle a Roma. A coordinare la giuria tre eccelsi professionisti: Paco Torreblanca, uno dei pasticceri più famosi del mondo, Fabrizio Fiorani miglior Pastry Chef per il 50 best d’Asia, Giancarlo Perbellini il noto chef due stelle michelin che ha sempre avuto nel cuore e nel DNA la pasticceria. Cosa dovranno fare? un dessert al piatto e tre finger dolci/salati. Quando? martedì 10 marzo, coronavirus permettendo. Per info: eventi@witaly.it

    Emergente Pastry al The First DolceEmergente Pastry al The First DolceEmergente Pastry al The First DolceEmergente Pastry al The First DolceEmergente Pastry al The First DolceEmergente Pastry al The First DolceEmergente Pastry al The First DolceEmergente Pastry al The First Dolce
    26 Febbraio 2020 0 commento
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    Al Sigep
    Viaggi&Territori

    Al Sigep

    Di Luigi Cremona 21 Gennaio 20204 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Stiamo per lanciare un nuovo evento: Emerfgente Pastry Chef (prima edizione il 10 marzo a Roma) e quindi non poteva amncare una visita al Sigep. Una serie di interessanti incontri, con la visita a Irca in primo piano.

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    21 Gennaio 20204 Febbraio 2020 0 commento
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    The First Hotel, più dolce non si può
    Viaggi&Territori

    The First Hotel, più dolce non si può

    Di Luigi Cremona 19 Novembre 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Il maritozzo più buono della mia vita me l’ha dato l’altro ieri Fabrizio Fiorani. Ma non solo quello, dobbiamo ringraziare Andrea La Caita per il suo invito al The First Hotel di via del Corso che, curiosamente, non ha il ristorante, ma una pasticceria. Ed infatti la colazione al mattino è memorabile con una serie di piccoli gateaux golosi ideati e realizzati da Fabrizio Fiorani, uno dei migliori pasticceri d’Italia nonostante la giovane età.

    The First Hotel, più dolce non si puòThe First Hotel, più dolce non si puòThe First Hotel, più dolce non si puòThe First Hotel, più dolce non si puòThe First Hotel, più dolce non si puòThe First Hotel, più dolce non si puòThe First Hotel, più dolce non si puòThe First Hotel, più dolce non si puòThe First Hotel, più dolce non si puòThe First Hotel, più dolce non si puòThe First Hotel, più dolce non si puòThe First Hotel, più dolce non si puòThe First Hotel, più dolce non si puòThe First Hotel, più dolce non si può
    19 Novembre 20194 Febbraio 2020 0 commento
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    Eventi Passati

    WPS al Magna Pars

    Di Redazione Witaly 17 Maggio 201615 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    E brava Carla Icardi (e i suoi collaboratori) ad aver raccolto tante star del mondo del dolce. Da tutto il mondo a Milano, nel funzionale e piacevolissimo Magna Pars Hotel (&Convegni), due giornate piene di eventi e incontri. Queste alcune immagini di ieri, oggi continua.

    17 Maggio 201615 Settembre 2019 0 commento
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    Eventi Witaly

    Cooking for Art, la prima volta dei pastry chef

    Di Redazione Witaly 1 Dicembre 20145 Febbraio 2020
    scritto da Redazione Witaly

    Grazie al sostegno di Rigoni di Asiago, presente Cristina Cossa, e Agugiaro&Figna, presente Valeria Alberti, in collaborazione con la rivista il Pasticciere e Grande Cucina di Carla Icardi, eccoci al via del primo concorso “Emergente Pastry Chef” che vede in gara cinque giovani maestri pasticcieri arrivati anche da lontano. Vince Fabrizio Fiorani, che lavora a Tokyo nei due ristoranti di Heinz Beck, e che convince la giuria con due perfetti dessert leggeri e buonissimi. Giuria per altro formata da 4 noti Maestri con Santin, Sacchetti, Serveda e Comaschi. Non è stato facile organizzare il tutto per le rigorose metodologie che i concorsi di pasticceria richiedono, ma crediamo che abbiamo avuto la conferma che il format funziona e che l’esperimento sia stato molto interessante. I 5 concorrenti si sono espressi su livelli diversi ma ben interpretando il senso della gara e, alcuni di loro (pensiamo a Pamela e a Paolo), con molta originalità. Contemporaneamente la sala è stata allietata da una prima colazione offerta dalla Rigoni con i suoi prodotti, e che ha visto un afflusso di circa 1500 persone…un vero successo!

    1 Dicembre 20145 Febbraio 2020 0 commento
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    Eventi Passati

    Tacco 12 e bollicine, la cena

    Di Redazione Witaly 15 Luglio 201415 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Luccicante e splendente di strass, questo il tacco 12 giudicato il migliore. Capendone poco abbiamo ripiegato sulle bollicine, che abbiamo assaggiato con larghezza e ci sono parse di buon livello, con lo champagne Richard Lucien e Cavaillès in testa e dietro l’interessante nuovo spumante di Casavic. Ed ecco l’attesa serata di gala: doveva svolgersi sulla spiaggia, ma la prudenza ha consigliato di ripiegare sul classico servizio in sala, lasciando solo la conclusione del buffet dei dessert alla brezza del mare. Una serie di esecuzioni brillanti da parte delle varie donne chef coinvolte che con partecipazione e professionalità si sono espresse ad alto livello. Ottimo al solito il servizio di sala, considerando anche i tempi inevitabilmente lunghi e dilatati dalla contemporaneità della finale dei mondiali di calcio. E nonostante questo luglio inclemente ci siamo divertiti fino a tarda notte godendoci la bellezza e l’allegria insita nello spirito di questo evento.

    15 Luglio 201415 Settembre 2019 0 commento
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    Eventi Passati

    Ripartono le “Cene Stellate” con Heinz Beck

    Di Redazione Witaly 18 Giugno 201415 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Riprendono con Heinz Beck, consulente de Les Paillottes che ha come chef resident il bravo ed esperto Matteo Iannaccone, le Cene Stellari che lo scorso anno hanno avuto un folgorante successo. Anche quest’anno una dozzina di chef con un numero di stelle di gran lunga superiore si avvicenderanno in genere il venerdì, e ci saranno inoltre anche  delle novità che vi racconteremo più  avanti. Intanto ci godiamo una cena come al solito perfettamente organizzata con, questa volta, i grandi vini della Cantina Tramin, e i piatti di un Beck sempre fresco e sempre in forma nonostante il tourbillon di progetti che lo vedono protagonista in tutto il mondo. Una bella serie di piatti, dove forse l’unico che ci ha meno convinto è la spigola sovrastata dal contesto, ma ce n’è anche uno sorprendente: le capesante, un vero tocco di classe ed eleganza.

    18 Giugno 201415 Settembre 2019 0 commento
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    Eventi Passati

    Heinz Beck a Les Paillottes

    Di Redazione Witaly 1 Luglio 201316 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    E via! Prima serata di Heinz Beck, doveva essere il primo summer dinner, è stata invece una serata autunnale con un temporale con i fiocchi che ha costretto Andrea La Caita direttore de Les Paillottes, a ripiegare all’interno e ad accendere i funghi riscaldanti nella veranda! Se il tempo è pazzo ed inaffidabile, Heinz Beck è invece una sicurezza. La sua fama è tanta e tale che le prenotazioni erano per il doppio dei posti disponibili! Una cena precisa, ben scandita, che ha accontentato tutti per la sua varietà: piatti eleganti come la ricciola all’inizio e il dessert alla fine, piatti più decisi come l’astice e la spigola, un classico evergreen come i fagottelli. Gran servizio nonostante il cambiamento e alla fine almeno la pioggia ci ha risparmiato nel ritorno.

    1 Luglio 201316 Settembre 2019 0 commento
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