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  • 12 Jan 2026
  • Davide Puleio

    CARTOLINE DAL CHAPTER…RICORDI DI VIAGGIO E DI VITA IN UN BICCHIERE
    Witaly

    CARTOLINE DAL CHAPTER…RICORDI DI VIAGGIO E DI VITA IN UN BICCHIERE

    Di Redazione Witaly 23 Ottobre 2020
    scritto da Redazione Witaly

    Per me, viziosamente, è l’indirizzo dietro l’angolo di casa dove mi sento coccolata e dove “fuggo” quando ho voglia di ritagliarmi un momento tutto mio, oppure quando, con la scusa di un appuntamento di lavoro, invito i miei interlocutori a prendere un drink in zona. Ma l’Hotel Chapter Roma è molto di più, è un luogo dallo spirito internazionale, dall’indole nomade, dalle atmosfere studiate dove gli oggetti di design vintage ed i colori felpati che sembrano frutto di scelte finto casuali ma tutto è studiato ad hoc, come i murales di Alice Pasquini, una percezione di “lusso accessibile” sbarcato nella capitale un annetto fa. Il suo anfitrione, giovane imprenditore romano ma globetrotter per definizione, Marco Cilia, individuò un palazzo di via de’ Calderari (Rione Regola accanto al ghetto) che affaccia sul lato di via Arenula, ad un passo dal Tevere e da campo de’ Fiori. Due domande mi viene voglia di farle a chi ha investito con una visione tanto peculiare del business dell’ospitalità contemporanea.

    Marco, come imprenditore globale, qual è il tuo pensiero in questo momento rispetto alla situazione covid?

    In città (in tutte le città!) il mercato dell’hospitality continuerà a vedere il costante calo del turismo, ma vedo un’evoluzione dei numeri in tempi non così lunghi come tanti pessimisti prefigurano. Abbiamo riaperto all’inizio dell’estate e ora, seppur con moltissima calma, alcuni clienti arrivano e anzi, ritornano. Siamo considerati interessanti per un targe di ospiti che amano l’arte, il design, ci scelgono non solo come letto-doccia-colazione più o meno di lusso, ma proprio come luogo d’incontro, di scambio, siamo un luogo per “stare” o come si diceva un tempo “soggiornare”.

    Qual è allora il vostro punto più “caldo”, più vissuto dagli avventori?

    La nostra agorà è senza dubbio il bar, lo spazio comune con i divani e il focus principale, il palcoscenico è chiaramente il bancone, oggi frequentato ma a distanza di sicurezza, punto che attira sia gli ospiti delle camere sia i romani. Cercavamo un prim’attore da posizionare dietro quel bancone e lo abbiamo recentemente individuato nella figura di Mario Farulla, giovane ma indubbiamente maturo professionista con alle spalle un background corposo di gestione di spot prestigiosi a Londra, a Dubai e in giro per il mondo.

    E il food?

    Finora l’offerta gastronomica era concentrata essenzialmente su dei servizi doverosi sia alla clientela di passaggio (il Salad Bar pensato sia per gli esterni sia per gli occupanti delle camere) soprattutto in pausa pranzo. Non abbiamo però mai rinunciato all’idea di progettare un ristorante dalla formula più ambiziosa. Il tutto ha preso veramente forma con l’arrivo di Davide Puleio che sta iniziando a prendere confidenza e studiare le proposte per le diverse ore della giornata, non ultimo dei bocconi golosi da abbinare ai cocktail di Mario Farulla, ma attendiamo ancora qualche tempo prima di svelare il suo pensiero completo sul tema, abbiamo in cantiere il nuovo ristorante… Sentiamo invece il “Farulla pensiero”, oggi sotto i riflettori c’è lui.

    Mario, com’è nata la nuova collezione di cocktail e bere miscelato che ti vede protagonista in questo periodo alla barra del Chapter?

    Sono molto eccitato all’idea di questa nuova avventura, ecco perché il “menù” d’apertura che ho ideato vuole racchiudere le emozioni e le esperienze del mio ultimo ventennio di vita e di mestiere, al di quà e al di là del bancone. Mi sento di riassumere in questi ingredienti e concetti “nel bicchiere” il sentire che scaturisce da viaggi, profumi e sapori di una generazione nomade che ha voglia di raccontarsi, esprimersi e trovare il suo posto nel mondo e nel suo tempo. E se di tempo parliamo dobbiamo andare indietro con l’orologio (o la macchina del tempo!) sino alle emozioni dell’infanzia: cosa c’era di meglio di una grattachecca nella calura estiva romana da piccoli? Ecco allora del ghiaccio finemente tritato mescolato sapientemente con spiritit e liquori- Ho assaggiato il “Frutti di Bosco” a base di liquore al pepe rosa, vodka Ketel One, sale e frutti di bosco. Il secondo capitolo (o chapter) della vita di un giovane è senza dubbio il momento della vita sociale, le discoteche nei ruggenti 80-90…la voglia di tenere in mano un bicchiere con un drink in modo easy, come scusa per “darsi un tono” in società e muovere in primi passi nel magico mondo della notte… Per questo capitolo ho assaggiato il “Vodka Redbull” che tradisce il nome che porta, infatti qui si parla di una vodka miscelata a dovere aromatizzata alla carne essiccata. Il terzo capitolo della serata era il vessillo dell’alchimista (o sedicente tale), un’idea apparentemente semplice che però stupisce ogni volta: l’”Infinity Jar”, ovvero quei bellissimi grandi contenitori di vetro con tappo e rubinetto dosatore che vengono periodicamente riempite dall’alto creando dei blend unici, ogni volta una sorpresa perché sempre differenti. Nel capitolo ulteriore della vita e della professione, nella contemporaneità dei gesti, non si poteva lasciare indietro l’etica, il riciclo, il senso del rispetto e salvaguardia delle materie prime così come il valore degli scarti. Ho pensato a questo punto a “Circle of Life” ovvero l’attenzione verso le materie prime e alla loro “second chance”: tutti gli agrumi, elementi organici, possono rinascere dopo la spremitura con la distillazione che realizziamo in proprio nel nostro laboratorio dietro le quinte del bancone per un reale “impatto zero” e concentrare, questa volta egoisticamente, i sapori e profumi con l’estrazione. Mi sono poi cimentato, in tempi più recenti, diciamo della maturità, nella ricerca dell’equilibrio, del bilanciamento, per tendere alla stabilità. Il risultato nel bicchiere? Una selezione di drink che hanno come diktat le proporzioni degli ingredienti uguali 100  a 100.

    Per questo capitolo ho assaggiato il “Long Health” (nella maturità si cerca sempre di rimanere il più a lungo in salute, no?) a base di bergamotto (Liquore Italicus), gin Botanist, cicccolato verde (bianco aromatizzato, sul bordo del bicchiere), Amaretto alla zucca…

    Per concludere. Un posto dove tornerò sempre, una lista a prezzi corretti, una cultura di base molto stimolante, perché il bere miscelato è anche cultura….

    23 Ottobre 2020 0 commento
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    Il trionfo di Enrico Bartolini
    Eventi Passati

    Il trionfo di Enrico Bartolini

    Di Luigi Cremona 7 Novembre 20196 Marzo 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Tutti a Piacenza per onorare le stelle Michelin. Tante le novità, alcune dolorose, come la perdita (da due a una stella) per due ristoranti storici come il Sorriso di Soriso e Vissani di Baschi. A loro va il nostro primo pensiero. Poi il secondo a chi ha trinfato: Enrico Bartolini, il nuovo che avanza a tutta velocità, secondo noi meritatamente. Il terzo pensiero è per le due stelle in Italia: dovrebbero rappresentare tra l’alta fascia della ristorazione italiana e sono un numero limitato. Erano già poche prima, ora sono anche di meno, doppi complimenti quindi a Mammoliti e a Doanto Ascani che hanno centrato l’importante traguardo. Chiudiamo salutando i tanti ex emergenti che hanno ottenuto la stella quest’anno, Gorini, De Santis, Puleio, Griffa, Raciti un grande abbraccio a tutti voi.

    il Teatro di Piacenza

    Monica Mazzocchi con la moglie del grande Cogny

    il teatro

    la guida si presenta

    anche dal palco

    Rino Billia riceve il premio passione per il vino

    Sara Orlando altro premio speciale

    Gennaro Esposito premio allo chef

    da due a una stella

    perdono la stella

    Gwendal Poullennnec direttore guide Michelin

    ed ecco le nuove stella Gianluca GOrini

    un ritorno: Rocco De Santis

    un altro ritorno Antonello Sardi

    ed anche Luca Landi

    la Campania avanza: Luigi Lionetti

    classe ed eleganza: Domenico Candela

    con tanto merito Domenico Iavarone

    standing ovation per Francesco Apreda

    e anche per Federico Zanasi

    il sud: Pietro Penna

    Felice raddoppia ed è felice

    finalmente lo Zash, Giuseppe Raciti

    il bravo Cristian Falcine

    il solido Vincenzo GUarino sempre puntuale

    due stelle si fa sul serio, due giovani: Donato Ascani

    e Michelangelo Mammoliti

    eccoli insieme

    il trionfo di Enrico Bartolini

    eccolo sul palco

    le tre stelle sono undici

    le stelle sul palco

    7 Novembre 20196 Marzo 2020 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    Alchimia

    Di Redazione Witaly 24 Novembre 201813 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Risotto giallo con coda alla vaccinara, un incontro Roma Milano che è forse il piatto signature del bel locale milanese che vede l’esperto Alberto Tasinato in qualità di restaurant manager e Davide Puleio, per l’appunto romano (esperienza importante da Pipero) come chef. Ci sono due locali in uno, ill bistrot con un importante bancone specializzato in cocktails e il lato ristorante, più elegante con tavoli larghi e comodi. Un ottimo servizio segue con competenza i vari tavoli e attinge da una ricca cantina, il menù spazia nei vari generi dimostrando una buona valenza tecnica, regalando qualche divertissement (pensiamo al peperone), prediligendo la succulenza piena (pensiamo ai due ricchi ma buoni primi), e insistendo un pò troppo sull’agrodolce (il manzo caramellato coon salsa allo zenzero). Il piatto migliore ci sono sembrate le animelle, sull’altro versante, quello dei piatti meno riusciti, un rombo interessante ma troppo sapido e un dessert un pò banale.

    24 Novembre 201813 Settembre 2019 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    Pipero è sempre Pipero

    Di Redazione Witaly 6 Luglio 201713 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Non ci sarà la vista panoramica di una terrazza romana, ma l’aria condizionata assicura una temperatura ideale, la sedia una comodità perfetta, i tavoli sono a distanza rassicurante, i vini alla giusta temperatura e serviti nei migliori bicchieri in circolazione. Insomma che questa sia una gran sala ce lo dicono i fatti e non solo la presenza di Pipero (con le stampelle per un incidente, ma sempre vispo e attento ad ogni dettaglio). La sala è senza orpelli, essenziale nei contenuti. La cucina è affidata al giovane ed esperto Luciano Monosilio cresciuto con i consigli di Pipero (al quale non difetta il palato). Ma questa volta non c’è ed è Davide Puleio, il suo braccio destro, a dirigere la brigata. Cucina che si conferma tra le più interessanti della Capitale, con una serie di piatti ben congegnati e riusciti, dove, rispetto alle esperienze precedenti, magari si rincorre un tantino di più il gusto con qualche nota rotonda, a volte ridondante, rispetto all’essenzialità esemplare di certe preparazioni. (Ma secondo noi l’ideale sta in una giusta alternanza tra succulenza e minimalismo). I piatti migliori? secondo noi l’anguilla e il capretto (accompagnato da un kebab esemplare). La cosa peggiore? il cestino del pane.

    6 Luglio 201713 Settembre 2019 0 commento
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    Eventi Passati

    Roots, le premiazioni

    Di Redazione Witaly 1 Luglio 201715 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    E chiudiamo con le Premiazioni, ovviamente il momento clou della gara, ma ripetiamo Roots è una competizione, ma in primo luogo è una Festa per chi ama la natura, la semplicità, l’impegno, la voglia di condividere dei bei momenti e ritrovare emozioni.

    1 Luglio 201715 Settembre 2019 0 commento
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    Eventi Passati

    Roots, la gara

    Di Redazione Witaly 30 Giugno 201715 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Non è stato facile il compito dei concorrenti: cucinare poco più che verdure e tuberi, con il solo aiuto del barbecue, ed in sole due ore. Inoltre alla fine è arrivata la pioggia che ha movimentato ulteriormente la gara. Ma bravi tutti perchè aldilà della competizione era questo anche un modo per ritrovarsi e confrontarsi con il giusto spirito in una situazione sicuramente anomala. Guardate queste immagini, magari manca qualcuno, e ci dispiace, ma questo non vuole essere l’album ufficiale dell’evento che sarà invece preparato dai fotografi professionisti che erano presenti.

    30 Giugno 201715 Settembre 2019 0 commento
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    Eventi Passati

    Roots, tra sorteggi e mercatino

    Di Redazione Witaly 30 Giugno 201715 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Arrivano puntuali i concorrenti, all’inizio sorpresi e un pò spaesati, ma poi conquistati dalla bellezza del posto. E’ una gara ma deve essere anche una Festa, quindi cerchiamo di spiegare le varie regole che devono essere intese con il giusto spirito della gara. Siamo tra i boschi, potrebbe anche piovere (e infatti pioverà) e quindi bisognerà poi adattarsi in qualche modo. Si procede al sorteggio, alla pesa dei vari ingredienti che ognuno ha portato con sè per caratterizzare la ricetta (massimo 2 ingredienti), poi allestiamo il mercatino degli ortaggi frutta e verdure per far completare la “spesa” agli chef. (la gara è vegetariana). E arrivano man mano gli sponsor, con i loro prodotti e vini, e anche i giurati che andranno a comporre le varie giurie. Insomma il parterre si riempie e si riempie anche la chiesetta per seguire la lezione sulle erbe selvatiche. Ricordiamo i concorrenti che avranno un compito non facile: in sole due re preparare 30 assaggi con gli ingredienti a srpresa trovati al mercatino (salvo i 2 che si sono portati da casa) e cucinarli con il solo aiuto del fuoco. Ecco i loro nomi: Riccardo Cappelli (Argentario Golf Resort- Porto Ercole GR), Carlo Nappo (Alla Catina-PN), Marcello Tiboni (ristorante 28 posti-MI) , Federico Delmonte (Chinappi-Roma), Francesco Palombo (Sfumature Gourmet- Cassino FR), Davide Puleio (Pipero-Roma), Alessio Biagi (La Terra di Nello-Castiglione della Pescaia GR),  Fabiana Scarica (Villa Chiara Orto e Cucina-NA) , Andrea Mosca (Marili-AP), Donato De Filippis (Tenuta Esdra Agrispa-Pontecorvo FR), Vito Gaballo (Ristorante Origano-LE), Donato Martella (il Capriccio-Vieste FG), Vincenzo Martella (Borgo Pignano PI),  Carlo Porcu (Osteria La Lodola- AR), Nicolò Cappelli ((Tenuta Carretta-CN).

    30 Giugno 201715 Settembre 2019 0 commento
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    Eventi Passati

    Roots, primo Marcello Tiboni, ma bravi tutti

    Di Redazione Witaly 29 Giugno 201715 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Grande serata ieri sera, e, nonostante il preannunciato temporale che puntualmente è arrivato, la gara si è svolta e chiusa in modo regolare. Ha vinto il bravo Marcello Tiboni, che ha utilizzato il Daikon e la Scorzonera di Roots integrandola alla mielata e ai semi di zucca di casa e alla spesa del mercato: salvia e daikon fresco tagliato poi come degli spaghetti. Secondo Davide Puleio e terzo Niccolò Cappelli. Nei prossimi post ampi particolari e foto sulla interessante competizione.

    29 Giugno 201715 Settembre 2019 0 commento
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