Piano 35 a Torino

Nota bene, pochi giorni dopo la nostra visita abbiamo appreso che lo chef è andato via.

Solo quando ti affacci al 35simo piano (e vale la pena) ti ricordi che sei a Torino. Un locale internazionale che aggiunge pregio alla città e che è un piacere visitare per l’insolita location (da non perdere anche un cocktail all’utimo piano, il 37simo, e il giro della serra. Un valente servizio si prende cura di te al piano terra, e, se hai un cane, ti fa evitare le scale mobili, ti accompagna all’ascensore e ti porta su. Su sei quasi in Paradiso, peccato soloche il tempo non era proprio al meglio, ma il servizio, sempre efficiente ti mette a proprio agio nonostante che abbia un bel da fare (il locale è sempre pieno). Anche in cucina ovviamente hanno un bel da fare, anche perchè è divisa su due livelli (in modo da gestire al piano di sotto la sala eventi). Questo complica un poco la vita, ma comunque si avverte poco o nulla in sala. Ivan Milani non lo conoscevamo, ne avevamo sentito parlare e bene quando era al Resort San Quintino di Busca ed ora lo ritroviamo qui per altro ben circondato (con Fabio Macrì sous chef ed esperienze da Adrià e Fat Duck, e Pietro Massano, passato a Villa Crespi). Ottimo l’inizio con due piatti dove il green era protagonista in modo incisivo ed elegante: il sashimi di fassone e una bella interpretazione dell’asparago in varie temperature e consitenze. Poi un piatto un pò piacione ma indubbiamente succulento e di effetto: l’uovo d’oro, e un altro piatto molto convincente di indubbia forza e spessore: lo sgombro affumicato. Meno ci è piaciuto il proseguio con i due primi (pesante il risotto, un pò coperti i tortelli) e leggermente troppo sapido il piccione. Ci rimane quindi qualche dubbio, ma magari siamo stati anche sfortunati, e ci ripromettiamo di tornare perchè siamo curiosi, e convinti che una così bella brigata ci farà mangiare bene dall’inizio alla fine.

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