Il gruppo It-chefs, chefs italiani nel mondo, si riunisce varie volte, quest’anno sono previste almeno tre tappe: New York, Tokyo e Dubaai. Ma un appuntamento è sempre tradizionalmente legato all’Italia e quest’anno prevede l’inizio con l’Expò e la chiusura a Firenze. Noi lo seguiremo fin dall’inizio (anche se arriviamo in ritardo e ci perdiamo la visita allo stabiliento, al museo delle pentole dell’Agnelli), qui a Bergamo dove siamo ospitati a cena dalle Pentole Agnelli. Cucinano per gli oltre 100 cuochi: Tano Simonato, i fratelli Cerea, Matteo Scibilia, Claudio Sadler.
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In trasferta è sempre difficile cucinare, la vera differenza la fa la professionalità del cuoco in esame. I Fratelli Serva, quelli de La Trota di Rivodutri sanno affrontare le insidie di andar fuori dai patri lidi. In questa cucina non splendidamente attrezzata e con qualche vizio di origine, fanno anche loro fatica, ma riescono a servire un’ottima cena a un centinaio di visitatori. L’abbinamento trota verdicchio Sefro e Ristorante La Trota sembra davvero funzionare bene, e lascia immaginare una serie di altri appuntamenti nel futuro.
La Trota ha pochi grassi, poco colesterolo, tanto omega 3, insomma fa bene. Il convegno sulla trota approfondisce i vari aspetti pratici e salutistici, grazie agli interventi dell’Università di Camerino che affianca il progetto della trota a Sefro. Brindisi finale verdicchio e trota con gli stuzzichinii dei Serva, e lunch al Sentiero del Sole, un agriturismo vicino alle vasche delle trote.
14 anni di Capolavori a Tavola non sono pochi, sia per la continuità, che per il crescente successo. Borgo a Corsignano diventa ogni anno più piacevole e vivibile, ma non è facile portare in fondo al Casentino oltre 300 persone. Merito è di Simone Fracassi, grande macellaio, ma anche personaggio a tutto tondo, vero mattatore della serata. Ancora una volta ha riunito ottimi prodotti, vini eccellenti, ma soprattutto gente motivata. E c’è stata anche la ciliegina sulla torta, la raccolta dei fondi per un’Istituzione benemerita come l’ospedale dei bambini Meyer di Firenze.
Il momento clou è quello dei sei chef, venuti da tutta Europa, che preparano le loro ricette a stretto contatto con gli ospiti. E poi ancora brindisi e discorsi nello straordinario scenario di questa location in mezzo ai boschi. Si chiude la serata e non poteva essere migliore: le radici hanno un qualcosa di magico, diverso e sorprendente, credo che tutti gli ospiti ne siano rimasti conquistati. Ora “Roots” alla prova del mercato che ovviamente sarà il miglior giudice.
Uno dei due titolari di Toscobosco, David Rossi, ha ancora vivo il ricordo della nonna, che durante la guerra, nel paese occupato dai nazisti, riusci a salvare un gruppo di bambini nascondendoli nel bosco e sopravvivendo per due settimane con solo quello che riusciva a raccogliere tra gli alberi e i rovi. E a casa sua le radici hanno sempre occupato un posto importante nella tavola di tutti i giorni. Da qui nasce il progetto Roots, cercare di ritrovare e riproporre in forma moderna questi ricordi.
Roots, radici. I bistrattati tuberi alla riscossa. Chi pensava che fossero poveri, brutti, incolori e insapidi si è dovuto ricredere. Merito di Toscobosco, l’azienda di David Rossi e Roberto Burroni, che dopo aver trovato il successo con i tartufi, non si sono fermati, e nel bosco sono penetrati fino in fondo, o meglio anche sottoterra. Eccoli presentare la loro nuova linea di prodotti “Roots” e per farlo non hanno lesinato: una location suggestiva in mezzo al bosco, un megaschermo con effetti speciali, sui quali torneremo con un altro post. Intanto godiamoci questi aperitivi e stuzzichini (vini ottimi di Tenuta D’Alessandro).
Sono piacevoli le serate di Vinoforum al fresco della pineta, e ieri sera una motivazione in più: presentare i piatti di Giuseppe Costa. Qui a Roma è poco conosciuto, ma è la più recente stella michelin siciliana, e noi lo conosciamo da 7 anni, dalla sua partecipazione (e vittoria) a Emergente Sud. Ci colpì subito la sua faccia pulita e simpatica, l’allegria e la modestia e, accanto a queste doti umane, il suo approccio originale ai grandi sapori della sua isola. E’ stato un piacere presentarlo ai romani.
Una bella serata allietata dallo champagne, dalla bella clientela che ha aderito e dai piatti di 4 donne chef che non si conoscevano a inizio serata e che ahnno subito solidarizzato con allegria e professionalità. Ogni mese una di loro sarà protagonista con Liù qui allo Sporting per una serata a 4 mani fino ad ottobre. Brava Lorenza che ha organizzato il tutto, a me è toccato l’arduo compito di occuparmi dello champagne!
ANDOS, associazione nazionale donne operate al seno, punta al pieno recupero delle donne colpite da questa purtroppo diffusa malattia. Il momento iniziale della serata è a loro dedicato, con un riuscito incontro e i primi assaggi delle donne chef, Maria Probst della Tenda Rossa di Cerbaia, Antonia Klugmann de L’Argine di Vencò, Giuliana Germiniasi del Capriccio di Manerba oltre a Liù chef ospitante.
