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La Tavola di Host

Di Redazione Witaly

Visita ad Host, la più grande fiera del mondo dedicata alla ristorazione. Tra i tanti padiglioni (impossibile visitarli tutti) ci siamo fermati in quello dedicato all’arredo e alla tavola. Per capire subito che non ci annoieremo mai: la tavola sarà sempre diversa e capace di darci emozioni nuove, senza contare quello che ci prepareranno gli chef.

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L’olio del Cilento all’Expò

Di Redazione Witaly

Ultima puntata all’Expò a parlare di olio e salute. Una tavola rotonda organizzata da Vincenzo Russolillo con Fofò Ferriere alla presenza del Presidente del Parco del Cilento e con il Consorzio dell’Olio e i suoi produttori. Una chiusura all’insegna dei buoni sapori mediterranei. Ciao Expò, è stato bello!

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Champagne ad Alassio

Di Redazione Witaly

Una grande idea “Un mare di champagne” l’evento che si tiene ad Alassio nel mese di giugno. E dietro l’idea c’è il lavoro di alcuni ristoratori riuniti nell’associazione “Macramè”, e in particolare di Barbara e Paolo titolari del bel ristorante Il Gabbiano sul lungomare. E’ festosa l’accoglienza, è un piacere scambiare due chiacchere su queso bel progetto, ed è grande gioia brindare a questi livelli.

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Amiamo il mondo del wine e del food perchè è pieno di personaggi singolari. Uno di questi, tra i più rappresentativi è sicuramente Giuseppe Di Martino. Una dozzina di anni fa si è messo in testa di fare una pasta secca come non si era mai visto prima, qualcosa che doveva essere un pò come la carne wagyu per i carnivori e l’ormeaux per gli amanti dei frutti di mare. La sua ricerca al maccarone perduto lo portò ad incontrare un altro come lui, Nicola De Vita che praticamente nel suo mulino a pietra macinava solo chicchi di grano scelti uno per uno. Fecero la prima pasta con tanto amore e ce la portarono al Blog Cafè di San Patrignano dove allestimmo una specie di giuria di assaggi a confronto e la pasta si rimediò una lode, ma anche un’ammenda etica per via del prezzo. Ma aveva ragione lui, quando c’è la qualità ci dev’essere pure un prezzo adeguato ed infatti negli anni successivi le confezioni rosse e nere del Pastificio dei Campi hanno conquistato l’Italia, prima, e l’estero a seguire. Giuseppe ha seguito la via maestra: vendere alla ristorazione migliore e va da sè che con lui si può parlare e mettere a confronto le più celebri tavole al mondo. Nel suo moderno e lindo stabilimento a Gragnano c’è anche posto per una sala con cucina e un tavolo lungo per 10 commensali. Qui raduna di tanto in tanto amici e colleghi e qui chiama a cucinare i Giovani Ristoratori d’Europa che affianca all’autoctono beppe Guida per una sessione di studio e approfondimento della pasta. A noi è capitato il simpatico Alain Alders, titolare di un bellissimo ristorante dal nome alquanto complicato, De Vrienden van Jacob a Landgoed Duin en Kruidberg (Olanda). Ci siamo divertiti, la pasta non annoia mai e le bollicine in accompagnamento denotano l’altro amore di Giuseppe: lo champagne.

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Graziano Priest al Settembrini

Di Redazione Witaly

Cambia pelle il Settembrini, uno dei ristoranti più attivi della Capitale. Aprirà a breve l’angolo gourmet, ma intanto continua a macinare clienti ed eventi nel bistrò oggi collegato all’area bar. La cucina è affidata al bravo Atmane Djahraoui che vanta buona esperienza all’estero e in Italia con Dal Degan. E si apre spesso a chef in visita nella Capitale, ieri era il turno di Graziano Priest, del Tivoli di Cortina d’Ampezzo, chef di impeccabile classicità, che raramente rischia, ma altrettanto raramente delude. Ed infatti i suoi piatti, dalla variazione di ricciola agli gnocchi di patate, dal filetto di cervo al dessert, hanno improntaleggera, elegante e centrata sul gusto.

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Gli Sbafatori di Camilla

Di Redazione Witaly

Presentazione del libro di Camilla Baresani alla Libreria Settembrini: doveva essere un processo, si è trasformato un pò in un apologo dello Sbafatore, che in fin dei conti non uccide nessuno, non toglie preziosi posti di lavoro ai disoccupati che devono pagar famiglia e mutui, e aggiunge un pò di folklore e note di colore alla vita di tutti i giorni. E la testimonianza di Irene Ghergo conferma: quelli del cibo sono innocui, si accontentano di tartine, ben altro accade nei settori del cinema e della moda. Insomma facciamoli santi subito.

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La serata delle Tre Forchette

Di Redazione Witaly

Tradizionale cena delle 3 forchette con alcune novità. La prima riguarda la location, la grande sala dello Sheraton che cerca (e non ci riesce) di farci dimenticare la sede storica della Città del Gusto. La formula è innovativa, non più la cena placèe, ma i piatti ce li andiamo a prendere direttamente dagli chef che cucinano lungo il perimetro della grande sala. Una formula che velocizza il ritmo della cena, permette di scambiare qualche chiacchera con gli amici capitati ad altri tavoli, i piatti vengono raccontati dagli chef in prima persona e vengono anche facilmente digeriti grazie ai chilometri che si fanno. Due annotazioni, l’enorme palco è rimasto a lungo tristemente vuoto, e non capiamo perchè, gli assaggi erano tutti di  buona o ottima fattura, ma il kiwi di Pier Giorgio Parini (siamo stati fortunati, abbiamo inziato da lui) ci ha aperto i polmoni con le sue note balsamiche e rinfrescanti che ci hanno accompagnato in dolce ricordo fine alla fine, bravo Pier Giorgio.

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Ed ha avuto un buon successo l’idea di far improvvisare gli chef che volevano esibirsi. D’altronde avevano a disposizione una serie di prodotti di altissimo livello, completati da un banco frutta e verdure allestito per l’occasione. E ci siamo così divertiti fino al brindisi finale. In conclusione un ottimo inizio per un evento che voleva essere limitato, esclusivo, di qualità. E pensiamo che sia andato bene oltre le previsioni.

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Papille Esigenti, la domenica

Di Redazione Witaly

Papille Esigenti, un titolo curioso inventato da Paolo Serani, che vuole essere di richiamo per chi ci si ritrova in questa dizione. E non sono pochi quelli che arrivano, perlopiù ristoratori, che hanno approfittato della giornata di beltempo dopo il diluvio del sabato. La location è bellissima, siamo al Castello della Castelluccia, al centro dell’Azienda agricola di Giansanti Di Muzio, tra boschi pascoli e prati. La selezione dei prodotti è alta, la presenza dei produttori nobilità ulteriormente l’evento, e noi seguiamo da vicino la jam session di cucina  improvvisata: gli chef che si mettono a disposizione girano tra i vari desk e inventano la ricetta al momento con gli ingredienti fantastici  che trovano sui desk degli artigiani espositori. Ci divertiamo e poi la giornata si chiude con l’interessante degustazione di formaggi presentata da Enrico Panzarasa e Hervè Mons, celebre affinatore d’Oltralpe.

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Piatto dell’anno con Pommery

Di Redazione Witaly

E, come è ormai una tradizione, si festeggia il piatto dell’anno della Guida de L’Espresso, al palagio del FourSeasons di Firenze  grazie all’invito di Pommery, la ben nota maison che ci abbina il meglio della sua “collezione”. Si pasteggia con magnum di Cuvèe Louise 2000 (e già saremmo stati contenti), ma sul piatto dell’anno arriva l’ancora più eslcusivo Clos de Pompadour 2002. Ringraziamo e ci godiamo gli ottimi spaghetti con aglio e peperoncino, calamaretti croccanti e caviale dei fratelli Cerea una volta tanto insieme per l’occasione. Un pò debole abbiamo trovato il piatto di apertura, le verdure ripiene, mentre ottimo il dessert del bravo pasticciere del Palagio.

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