Il lunedì è sempre il giorno clou dove i personaggi più importanti della ristorazione entrano nell’arena, per ritrovarsi e farsi anche vedere. e’ il giorno dei grandi chef, è il momento di Bottura che chiude la mattinata del convegno con il suo messaggio: Il cibo è arte. Una breve sintesi che parte dal Rinascimento (il Polittico di Piero della Francesca) per arrivare ai giorni nostri e lanciare un messaggio: il nuovo Rinascimento italiano è in atto e si deve alla cucina italiana. Un messaggio forte, ottimista, che va oltre l’orizzonte dell’Osteria Francescana per farsi carico del fardello di tutti coloro che vogliono il meglio e operano al meglio. Un bel messaggio davvero, completato dal secondo round dedicato alla sala. Insomma tante buone parole, molti propositi, e tanto orgoglio: l’Italia della ristorazione ha mostrato i muscoli.
Witaly
Grazie a Noidisala la “sala” sta ritrovando la sua giusta attenzione. E con grande piacere brindiamo a loro in questo piccolo evento organizzato al Ceresio 7, un bellissimo roof restaurant di Milano, dove tra l’altro la sala è eccellente. Bollicine e assaggini, per un aperitivo movimentato e piacevole.
Solo due ore, ma a dir poco intense quelle passate ieri a Identità Golose. Sul palco Heinz Beck con passione e foga metteva l’accento sul cibo come fonte di salute e benessere, e intorno tutti praticamente cucinavano, chi nelle sale a latere, chi negli stand. E tanti gli incontri, con chef e colleghi che magari vediamo spesso, ma che si rivedono con piacere, e altri che invece vengono da lontano, come Giorgio Nava. E oggi sarà una giornata ancora più ricca.
Bella la location, il Palazzo Ducale di Lucca, bella la giornata, è febbraio e sembra primavera, bello e compatto l’evento organizzato da Fausto Borella, noto comunicatore dell’olio. Una cinquantina dei migliori oli d’Italia sono qui convenuti nelle belle sale del Palazzo, ed intorno una stringata ma corretta animazione: qualche cooking show (ci siamo persi Parini), qualche altro produttore di food (con presenze eccellenti). Lido Vannucchi aveva allestito il suo set fotografico, i cani erano benvenuti, i bambini pure. Insomma un evento civile.
Sono in corso in questi giorni i Campionati di Cucina della FIC, ospitati nell’evento Beer Attraction della Fiera di Rimini. Un consiglio per i tanti appassionati di cucina: seguite queste gare, è importante capire come si svolgono, le regole e i tanti perchè. E’ un gruppo ristretto quello che regolarmente si mette in gioco e si allena regolarmente, ed inoltre è un gruppo che ha poca visibilità rispetto a quella dei tanti chef stellati e di successo. Eppure i sacrifici non sono pochi, la dedizione è tanta, e andrebbero sostenuti, incoraggiati e additati come esempio. Siamo stati nella giuria delle regioni, e abbiamo seguito la sfida dei giovanissimi cuochi. Questo il podio: primo Giovanni Fiorellino, secondo Tommaso Bongieri, terza Assunta De Vivo, ed è incoraggiante che una ragazza sia salita sul podio. E complimenti a tutta la FIC per lo sforzo compiuto e per il bel risultato.
Solo alla seconda edizione ed è già un classico: il convegno sulla pizza di Formamentis che vuole fare un pò il punto sullo stato del “mondopizza” oggi. Salvo la pizza (nel senso di quella vera da mangiare) il resto c’è tutto. Si parla di Associazionismo (perchè tante sigle?), si parla di farine (perchè questa lotta all’ultimo seme di grano?) si parla di giovani (perchè quest’ansia di successo, tutto e subito?) si parla di web (a chi clicca di più) si parla infine di pizza nel mondo (e ci sembrano poi le considerazioni più concrete). Qua e là. Giorgio Agugiaro ci ricorda che con tutto il grano italiano arriveremmo solo a metà giugno, quindi importare è una necessità. Luciano Pignataro legge il comunicato dell’Associazione Mani d’Oro (pizzaioli che si sentono trascurati). Barbara Guerra sfama gli affamati con la pizza fritta della Masardona (qui nel chiostro non si vede nemmeno un’ombra di pizza, nemmeno a “libretto”). Un convegno comunque importante e trasversale, che speriamo serve a consolidare e temperare il vivace mondo della pizza, vivace soprattutto qui a Napoli, come forse è giusto sia.
Oggi viene conferita la Laurea ad honorem (in Direzione Aziendale) a Massimo Bottura nell’Aula Magna dell’Università di Bologna. Crediamo sia un riconoscimento importante, non solo e non tanto per Massimo Bottura, quanto per tutta la ristorazione italiana. Come lui ha giustamente ricordato: “oggi la somma dei cuochi italiani vale molto di più della somma delle loro ricette”. Insomma oggi (nel mondo non solo in Italia) la ristorazione italiana vale molto di più del semplice fatturato dei loro ristoranti: è un traino economico e sociale, è un traino di cultura e creatività. Massimo di tutto questo è un pò l’emblema e l’alfiere, e se lo merita non solo perchè è riconosciuto da tanti (se non da tutti) il migliore (o comunque tra i migliori), ma anche perchè secondo noi pur essendo al vertice non smette di pensare a crescere ancora. E, cosa ancora più meritevole, non lo fa puntando ad esempio al fatturato (e non sarebbe di certo cosa irriprovevole) ma ad una visione universale e sociale dove largo spazio viene dato ai concetti di umanità, carità, sostenibilità con il progetto del Refettorio messo a punto all’Expò di Milano (vedi le foto) poi riprodotto a Rio, a New York e prossimamente altrove. Non vogliamo farne un Santo, quanto un esempio da additare a tutti per la voglia di crescere, di fare e non di rilassarsi sugli allori. Massimo, grazie!
Feudi diversifica puntando sui formaggi…. e che formaggi! In primis il celebre ma quasi scomparso e dimenticato “carmasciano” dell’Alta Irpinia, ma intorno una bella corona di altre forme tra le quali spicca quella dell’ultimo assaggio. Formaggi e bollicine, difficile resistere, per i nostri gusti è l’abbinamento migliori: ansiosi di vedere cosa sapranno fare Angelo Nudo & Co con la preziosa consulenza di Renato Brancaleoni, un caro amico che da tempo non vedevamo, una persona seria modesta e competente.
Usuale serata di gala, questa volta nell’ex-zuccherificio alla Confluence, il nuovo quartiere di Lione, da un recupero di un’area industriale, un nuovo quartiere molto interessante da un punto di vista sociale ed architettonico. Ogni chef un piatto e un buon vino in abbinamento, in sala abbraccio tra Joel Robuchon e Alain Ducasse: è la Francia che fa sistema e annuncia l’intenzione di creare a Lione una grande città del gusto (francese, ovviamente). Si chiude il Bocuse d’Or 2017, da domani si pensa a quello successivo.
Abbiamo seguito una piccola parte dell’ultima giornata, ma siamo stati fortunati a vedere l’Islanda, l’Australia, e soprattutto gli Stati Uniti che poi hanno vinto. Una grande giornata per Thomas Keller che ha visto il suo chef (Per Se) trionfare con il bellissimo piatto vegetariano a base di asparagi verdi della California e un vassoio tecnologico riscaldato ben costruito ed assemblato in modo spettacolare (pollo di Bresse ripieno di funghi e foiegras, con gamberi di fiume). Non hanno vinto gli scandinavi, ma comunque rimangono i più forti: 5 nazioni presenti (Norvegia, Svezia, Islanda, Danimarca, Finlandia), 5 piazzamenti nei primi 10 posti (su 24 nazioni in gara) e due sul podio subito dopo gli USA.
