Un piacere ed un onore essere stati scelti dalle Donne del Vino per la loro serata di gala. Sulla terrazza del Circolo Savoia dalle 20,30 in avanti si sono alternate numerose donne chef, una donna pasticcera, tante donne produttrici del vino, di fronte ad altre donne e ovviamente tanti uomini a festeggiare la quota rosa del mondo del vino e non solo.
Witaly
Dietro l’omaggio al Napoli campione di Coppa Italia, c’è il sorriso e la gioia di Andrea Napolitano, 25 anni appena compiuti, sous chef al Buco di Sorrento, allievo di Tonino Cannavacciuolo . Complimenti a lui che con misura e finezza ha composta le sue ricette. Complimenti anche a Felice Sgarra per il premio della tradizione consegnato da Ferrarelle. Un grazie sentito al Trentino: presente non solo in forze con le bollicine del Trentodoc che hanno accompagnato tutti i momenti salienti della manifestazione, ma anche con le Autorità, Tiziano Mellarini assessore al turismo e all’agricoltura, quindi il più diretto interessato, e Paolo Manfrini direttore di Trentino marketing. A loro il rigraziamento per aver voluto condividere con noi questi esaltanti momenti finali.
La pizza: Napoli sfida Tramonti
E la pioggia colpisce duramente i pizzaioli, ma non li disarma!!! Armati di pala e coraggio resistono impavidi e il pubblico pure. Toto e Gino Sorbillo si alternano ai Giordano di Tramonti. Interessante di questi ultimi la pizza con il “ruoto” intorno che fa da corona al cornicione. Maurizio Cortese giudice della sfida è a riposo in quanto la sfida viene annullata e sostituita da una degustazione libera, ma anche lui poi trova lavoro: da pizzaiolo!
E arriva il giorno della finale! che coincide anche con l a pioggia. Monica Piscitelli presenta la sua guida sulle migliori pizzerie di Napoli e stretti dentro ai gazebi gli chef subiscono un pò di disagi, ma la legge (cioè la pioggia) è uguale per tutti. E nonostante il condimento inaspettato (di acqua piovana), i piatti escono veloci, pieni di sapori e colori. Colpisce il giovane Luca Abbruzzino con la sua spontanea eleganza, preciso e attento Mirko Balzano, ma forse erano meglio i suoi piatti del giorno prima, la lotta si capisce subito che si concentra tra Felice Sgarra dell’Umami di Andria e Andrea Napolitano del Buco di Sorrento.
Seconda semifinale con i giovani della Sicilia e per la prima volta anche della Calabria. Un confronto avviecente e per una spanna la spunta il giovanissimo cuoco calabrese, Luca Abbruzzino di Catanzaro. E’ lui il quarto finalista.
Napoli sfida il Nord: le pizze di Enrico e Carlo Alberto Lombardi, e Matteo e Salvatore Aloe a confronto
Altri campioni della pizza a confronto, due cugini (i Lombardi) e due fratelli, (gli Aloe). I primi rappresentano la scuola forse più antica di Napoli, oltre un secolo di vita e oltre un secolo fa i Lombardi sbarcavano a New York per portare la pizza negli USA. I secondi invece sono forse gli ultimi arrivati, ma non per questo meno agguerriti. Idee innovative sull’impasto e sulla cottura. Si confrontano e dal confronto nascono nuovi stimoli e nuove amicizie. Il tutto sotto l’occhio attento di Gino Sorbillo, perfetto coordinatore (e anche infaticabile).
Seconda giornata di gara, si inizia con la Puglia. Sono veramente bravi i tre giovani chef a testimoniare la forte crescita della regione negli ultimi tempi. Un incidente di percorso (un ingrediente dimenticato) penalizza Danilo Vita e apre la strada della finale a Felice Sgarra di Umami, che va quindi alla finale.
Ciro Salvo e Stefano Callegari, due grandi piazzioli e due idee di pizza a confronto. Quella napoletana, classica e tradizionale, con l’impasto leggero molle che a volte sembra quasi poco cotto e che poi in bocca si scioglie soave; quella romana dove l’impasto è leggermente più croccante, la cottura più pronunciata fino quasi al bruciato per aggiungere una nota d’amaro alla dolcezza del condimento. E con loro Enzo Coccia e Gino Sorbillo, ad alternarsi al magico forno Ferrara tra la gente entusiasta. E a proposito di forno, vedete: http://youtu.be/yAc9_tclp40
Seconda semifinale campana e questa volta in campo c’è Napoli: uno chef proprio della città e due della provincia, Pompei e Sorrento. Andrea Napolitano, ultimo sul palco, si dimostra preciso ed elegante, un pò emozionato e lento, ma le sue ricette convincono la giuria. E’ lui il secondo finalista.
Un tempo incerto ci fa un pò sospirare, ma la giornata va avanti con il conforto di tanto pubblico. Via Caracciolo è piena, il Castel dell’Ovo pure. Qui al Circolo il pubblico trova tanti sponsor, tanti prodotti interessanti e il forno delle pizza fa gran richiamo. I primi tre chef in gara rappresentano un pò tutta la regione campana. Vengono da Avellino, Caserta e Salerno e alla fine vince quello di Avellino, con due ricette originali e convincenti.
